RISTORAMENTO

Camminiamo alzando gli occhi al cielo, perchè l'aiuto ci viene da Colui che ha fatto il cielo e la terra (SALMO 121).


Sia luce!

divisorio

"Dio disse: "Sia luce!" E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce "giorno" e le tenebre "notte". Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.".

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Con la parola Sia luce!, Dio ha di fatto dichiarato di voler mostrare all'universo intero il suo dolore, rammarico, e la sua giustizia, si che nessun essere creato possa mai dire una sola parola contro di Lui. In realtà, nessuno avrebbe mai potuto conoscere quel dramma, se Lui non avesse dichiarato di voler fare luce.

Quanto sopra è stato più volte nel tempo evidenziato da Dio, ma la cosa è diventata più tanto più pregnante dal momento in cui Dio ha deciso prendere la natura umana nel Suo figliuolo, da Lui generato, e che ha completamente condiviso la natura umana.

Onestamente credo che i secoli non basteranno per comprendere la giustizia di Dio mostrata nel Suo figliuolo Gesù Cristo, fino a che non saremo col Signore, totalmente privi dei limiti di questa vecchia natura.

Ora proveremo a lasciarci portare la Sua grazia, affinchè ci sia mostrato Gesù, la luce che illumina ogni uomo che viene al mondo.

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta (Giovanni 1.1-5).

Il testo sopra menzionato chiarisce in modo esauriente le ragioni di quel comando: " Sia luce". Una chiarezza ancora maggiore ci viene dalle parole che leggiamo nella lettera agli Ebrei 1.1-2, dove dice: Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti,in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l'universo.

Se noi guardassimo alla creazione in quanto tale, e in particolarmente quella dell'umanità, ci assale lo sconforto, perchè, purtroppo nulla lascia pensare in positivo. Il Creatore stesso si presenta a noi in diversi passaggi scritturali, sconfortato per il comportamento umano. In Un certo senso pare percepire la stessa sofferenza di cui abbiamo parlato precedentemente, quando abbiamo letto Ezechiele 28.12-19.

In Genesi 6.6E l'Eterno si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo, quando i figli di Dio scelsero per mogli le più belle fra le figlie degli uomini.

Il castigo del diluvio non ha in alcun modo impedito agli uomini di continuare a peccare, e nell'occasione della sciagurata scelta dei figli di Dio, leggiamo che Iddio disse:"Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo, perché nel suo traviamento egli non è che carne; i suoi giorni saranno quindi centovent'anni".

La necessità della Luce, non comprendeva dunque solamente le cause dell'abisso venuto in essere nel primo giorno, ma anche tutto ciò che sarebbe poi accaduto, compreso il peccato di Adamo.

Le scritture esprimo questa verità, quando dicono che Gesù è venuto per riportare ogni cosa sotto il governo di suo Padre, affinchè Iddio sia ogni cosa in tutti (1Corinzi 15:28).

Se c'è qualcuno che ancora pensa che Iddio non sapesse ogni cosa, è libero di farlo, ma faccia bene attenzione alla voce del proprio cuore.

Anche qui, abbiamo solo accennato a una verità che come una coperta di misericordia copre la creazione divina, proteggendola dall'usurpatore, fino al giorno in cui sarà annullato.

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