RISTORAMENTO

Camminiamo alzando gli occhi al cielo, perchè l'aiuto ci viene da Colui che ha fatto il cielo e la terra (SALMO 121).

Questo puntinablu nei testi, è un invito a riflettere

Che cosa è la concupiscenza?

divisorio

Ognuno ha un obiettivo, Dio ha un obiettivo per chiunque crede nel suo Figliuolo, tutto il rimanente sarà annullato.

Che cosa è questo male oscuro che ha contaminato il cielo e la terra?

Nella scrittura troviamo due testimonianze di uomini davvero ravveduti, che hanno detto più o meno la stessa cosa. Il primo che incontriamo è Davide il quale disse: "Io ho peccato contro a te solo..." (Salmo 51). Il secondo è il figliuolo prodigo che disse: "Io ho peccato contro il cielo e contro a Te...".

puntinabluSono affermazioni che varrebbe la pena di ponderare nella loro intensità perché aprono a grandi riflessioni, mettendo la scure alla radice di tante cosi dette confessioni che hanno solo il sapore di "comunicazione", ovvero, tutto si risolve in un dire, perché manca la coscienza della gravità del peccato. La dove c'è la coscienza della gravità del peccato c'è anche il dolore per aver offeso Dio.

Concupiscenza è desiderare qualcosa al di fuori di Dio, cioè desiderare qualcosa che ci faccia sentire Dio al di fuori di Lui. Questo male oscuro ha radici profonde, che si perdono nella notte dei tempi; esso prese a vivere quando Lucifero lo chiamò in vita.

Esisteva una Legge, Iddio è Legge, e la concupiscenza ha immaginato scenari possibili senza di Lui e, avendo cominciato a vivere, come un cancro ha ucciso colui che gli ha dato la vita (Ezec. 28/18).

A volte si disquisisce intorno a mille cose senza però ricordare che tutte le cose che Iddio ha detto e fatto, hanno come obiettivo ricreare quell'ordine che è stato sconvolto dalla concupiscenza. Iddio si è anche premurato nei confronti dell'uomo affinchè il suo corpo potesse vivere in maniera ordinata seguendo quelle regole che aveva consigliato. Chi ha letto nel libro di Daniele, avrà certo notato che lo stesso, insieme ai suoi tre amici, hanno espressamente chiesto di potersi alimentare secondo le regole che Iddio aveva loro dato e ricorderà qual fu il risultato (Daniele 1/8-15).

Può esistere qualcosa al di fuori di Lui? Certo no! Ma non c'è limite ai sogni delle creature fino a tanto che non si risveglieranno dal loro sonno di morte per vedere la realtà di Dio. Qualcuno una volta disse: "Chiama sogno ciò che vedi e realtà ciò che non vedi". Ogni sogno al di fuori di Dio è vanità e concupiscenza che porta alla morte, cioè, allontanerà l'uomo sempre più da Colui che è la vita, (Lucifero è morto, l'uomo è morto), ma il compimento di quel verdetto si avverrà solo quando tutto sarà compiuto.

Lucifero desiderò quello che non poteva avere, cioè essere come Dio (un altro Dio); l'uomo desiderò ciò che non poteva avere, cioè essere come Dio (un altro Dio). Questi due desideri hanno portato con se morte e rovine, perché Iddio stesso lo dice: "Io non dividerò la mia gloria con un altro" (Deut. 4/35 Isaia 45/6; 46/9 Gioele 2/27).

Lucifero era già come Dio e l'uomo era stato creato a immagine e somiglianza di Dio; né al primo né al secondo bastò essere come Dio, ma vollero essere Dio al di fuori di Lui. Lucifero era un angelo bellissimo e potente e aveva alle sue dipendenze l'esercito del cielo ma si invaghì della propria bellezza. L'uomo nel suo genere era a capo di tutte le creature terrestri, la terra gli era stata sottoposta affinchè regnasse sopra di essa, ma sognò l'indipendenza e si trovò a vivere in una terra ostile.

Non credo sia fuori luogo osservare che il vivere nel giardino di Eden, in mezzo a tutto ciò che Iddio aveva creato, non fu certamente privo di sentimenti nascosti. Il divieto era lì e, davanti agli occhi loro era anche l'albero della conoscenza del bene e del male; chissà quante volte si saranno trovati li a domandarsi il perché del divieto.

Nessuno è tentato se non per la propria concupiscenza; e fu così che il serpente si presentò onde rendere più appetibile e realizzare quel sogno oscuro e recondito, che muoveva certamente in loro i primi passi come un bambino appena nato. Quando davanti agli occhi loro quel sogno cominciò a prendere forma, trovarono anche la risposta alla loro recondita domanda e la possibilità di diventare come Dio crebbe davanti agli occhi loro enormemente; essi trovarono l'ardire di tendere la mano e prendere ciò che era stato proibito, in nome della libertà di essere come Dio.

Da quel nefasto giorno in poi, sebbene alla concupiscenza vengano dati connotati diversi, la risposta è una sola: ogni peccato è contro Dio e a Lui solo deve essere chiesto perdono. Così disse Davide nel salmo 51, avendo trovato grazia di penitenza per aver fatto uccidere un soldato e presa la moglie che desiderava: "Io ho peccato contro a Te solo" . Anche il figliuol prodigo disse: "Io ho peccato contro il cielo e contro a Te", quando rientrò in se stesso e realizzò il frutto della sua insubordinazione a suo padre.

Ciò che ci dovrebbe fare riflettere circa l'amore di Dio è che nonostante tutto questo male, Lui ha veduto ancora la vita, ed ha provveduto perché ciò fosse possibile, di un sacrificio di immensa pietà, avendo desiderato che la sua creatura potesse scampare dalla morte seconda. Ha provveduto al mondo intero un Salvatore che potesse pagare il riscatto di tutti coloro che Lo avrebbero accettato, salvando così tutti coloro che da questa ribellione sono stati contaminati, i quali però aborriscono il male (Romani 12.9).

Tutti coloro che metteranno da parte ogni concupiscenza, accettando il giogo di Cristo come unica autorità a condurci verso il cielo, si troveranno davanti una mano tesa che li inviterà a salire. Ogni concupiscenza deve cessare affinchè il vento dello Spirito possa soffiare su quelle ossa che Ezechiele vide in quella campagna (Ezec. 37), perchè l'uomo non è altro che un vapore che sale dalla terra, come l'erba che cresce nei campi, come il fiore dell'erba che appena tagliato si secca.

E' innata nella natura umana la vanità figlia della concupiscenza, ma Iddio ha provveduto affinchè fosse possibile a coloro che sono morti nel peccato udire la Sua voce, la Voce del Predicatore che predicherà la predicazione di Dio all'indirizzo di coloro che pur essendo morti, hanno conservato ancora una speranza di vita.

È necessaria la morte di ogni concupiscenza, affinchè nessuna carne si glori mai più contro il Creatore e sia ristabilito l'ordine secondo Iddio. Anche il principe di questo mondo troverà la sua eterna destinazione da dove mai più potrà uscire e commettere quel grande male che ha reso necessario il sacrificio di un Agnello immacolato e senza difetto.

Fu così, sarà così, che quando si spegnerà la luce della vanità in un popolo che sa bene di non avere alcun vanto, si leverà il sole della giustizia di Dio, il quale ha deciso di dare a tutti la stessa paga, cioè la vita eterna. Sarà un popolo immenso, così come è stato promesso ad Abrahamo, ma sarà un popolo di morti resuscitati che avendo perso ogni umana virtù, hanno finalmente imparato ad ascoltare la Voce del Signore.

Ecco perché Iddio ha detto all'uomo ormai peccatore:"La terra sarà maledetta a causa tua e tu mangerai del frutto di essa con affanno, tutti i giorni della tua vita. Tu mangerai l'erba dei campi. Tu mangerai il pane col sudore del tuo volto fino a che tu ritorni in terra, perché è da essa che tu sei stato tratto" (Gen. 3/17-19).

La continua memoria dell'origine terrena dell'uomo e la necessità quotidiana avrebbero potuto spegnere ogni vanità, ma ecco che con lo scorrere del tempo, la creatura non ha mai smesso di rincorrere il suo sogno; ha anche smesso di affannarsi ogni giorno per il cibo quotidiano, perché avendo lavorato e ottenuto dal suo lavoro una grande abbondanza, si è costruito dei granai e ha detto: "Anima mia, mangia, bevi e godi, perché hai dei beni per molto tempo" (Luca 12/16.21).

Signore dacci un cuore puro e uno spirito diritto affinchè ci portiamo verso di Te lealmente, riconoscendo in Te l'Unico nostro vero Dio al quale servire gratamente, avendoci tu dato la possibilità di essere santi come tu sei santo attraverso l'immenso sacrifico del Tuo figliuolo che ha pagato per noi, con la sua morte, dandoci la speranza di poter vivere con Te per l'eternità.

Grazie Padre Santo, Creatore e formatore dell'opera tua. A Te, Padre, sia l'onore e la gloria nei secoli dei secoli, perché Tu, mio Signore, diventi per me ogni giorno sempre più grande e più vicino. Grazie perché l'occhio mio ti può vedere dopo una lunga malattia che aveva spento i miei occhi e paralizzato le mie membra.

Lasciaci un tuo commento, ci spronerà a servirti ancora
Free Guestbooks by Bravenet.com
Il contenuto di questo sito è di proprietà dell'autore. Può essere usato liberamente citando la fonte.