RISTORAMENTO

Camminiamo alzando gli occhi al cielo, perchè l'aiuto ci viene da Colui che ha fatto il cielo e la terra (SALMO 121).

Questo puntinablu nei testi, è un invito a riflettere

Testimonianze


Redenzione eterna

divisorio

(Dalle note di un missionario) Ebrei 5/9; 9/12 ; Salmo 30/7

Ieri intorno alle ore dodici, attendevo un fratello per andare con lui a visitare un ammalato; ero stanco, e mi sdraiai sulla sedia nuova che mi aveva regalato un fratello. Fui preso da un dolce assopimento, e in quel dormi veglia fui portato a tutto il mio passato. Mi sfilarono alla mia immaginazione, persone con le quali molti anni addietro ebbi dispiaceri, parenti ed estranei, amici e nemici; una folla di persone che una volta credevo mi avessero perseguitato, ma le quali da un tempo in qua vedo sotto altra luce, e che, se incontrassi sulla terra mi sentirei di trattare bene.

Ohimè! La maggior parte di esse sono morte.... Le vedo migliori assai più di come le ho giudicati. Molte cose mi sono passate davanti. Da un tempo mi accorgo che non esse me, ma io le ho maltrattate, e mi sento loro debitore. Sfilarono alla mente colpe, falli e peccati di varie maniere; cose che hanno danneggiato non solo me e famiglia, ma chissà quanti altri. La memoria correva indietro, indietro, dagli anni più teneri fino agli utimi tempi, e un peso di dolore e pentimento mi schiacciava.

E con questo un'angosciosa domanda: "Iddio mi ha perdonato, è vero; ma il passato, chi lo ripara? Ciò che è perso è perso, e quelli che ho danneggiati non potrò compensarli, mai..."

Quando, ecco! Al quadro sciagurato, ne succede uno ben diverso. Vedo, innani a me una croce grande, e, su di essa, un corpo sformato, tanto che appena lo si riconosceva appartenere ad un uomo. Il volto, specialmente, non era distinguibile, coperto da solchi di sofferenza di ogni maniera. Gli occhi, le labbra, l'assieme dell'espressione esprimevano un'angoscia tale, da fare pensare che quell'esistenza stesse per spezzarsi in modo violento, sotto un peso di cui era impossibile indovinare l'immensità e la durezza.

Poi, una voce, dolce e chiara, parlò all'orecchio della mia anima, e disse presso a poco così: "Vedi questo crocefisso? Miralo bene.... Su di lui è passato tutto. TUTTO. (ripetuto con enfasi)". Io domandai: "I miei peccati, ad uno ad uno? E anche tutti gli sbagli, ed errori? E, dopo un po di pausa aggiunsi: anche i maltrattamenti fatti ad altri? Cose fatte che non dovevano essere fatte?"

E nello spirito continuavo ad interrogare così: Tu hai perdonato me, ma come potrò riparare quelli che furono danneggiati; e anche se potessi, la maggior parte di loro sono morti... Chi ha riparato ciò?

Io ho preso anche questo conto su di me, rispose la voce divenuta più diretta e personale. La redenzione sarebbe incompleta, se non avessi aggiustato anche questo. Nessun debito ti deve rimanere per l'eternità, nemmeno indiretto, altrimenti sarebbe stata una parziale redenzione; nessuna memoria di torto non riparato. Tutto ho fatto, ho perdonato, ed ho portato i tuoi errori, infermità, temperamento, iniquità e peccati. Perciò fui chiamato: "Uomo di dolori esperto in languori."

Il castigamento della tua pace, e tutte le tue vie sono cadute su di me ed ho portato tutto. Ti ho seguito, senza che tu lo sapessi, dalla nascita; molte volte ho impedito che tu facessi male, e tante volte le ho limitate; dove male c'è stato, io l'ho riparato con gli altri, ho pagato in segreto, senza che tu o altri lo sapesse.

Ho compensato con una bilancia minuta e precisa, alla quale non è sfuggito nulla. Tutto ho riparato, compensando i tuoi creditori, in maniera che nessuno abbia niente contro di te, mai. Altre volte i tuoi mancamenti verso altri, io li ho volti a loro bene, o fatto servire come castigo, o giustizia retributiva. Tanto le cose minime che le gravi, tutto è pagato.

Tutto Signore? Tutto, nulla è sfuggito. Guarda il tuo passato caricato su di me! E, mentre così diceva, mi parve che quel peso indescrivibile sotto cui lo vedevo, glielo avessi caricato io solo. Contemplami!

Signore, esclamai, la salvezza è un mistero. Non potrò mai pagare. potrò col tuo aiuto, vivere meglio, ma pagare no. Signore, ti vedo in una luce più grande e più tenera, che non ti ho mai veduto. Signore, Il Salvatore che ci voleva, e ci vuole per me, non può essere da meno di quello che tu mi mostri.

Si, Egli aggiunse. Io salvo di una salvezza completa, perchè ho pagato in completo. Salvo all'estremo, dove non ci sarebbe speranza. Redimo di una redenzione che ti ha preso da prima che nascessi, ti ha seguito, e ti accompagna, fino al quel giorno, nella gloria. Il mio Nome è :"Redentore."

Tratto dal libro "Il figliuolo dell'uomo" di G. Petrelli

Lasciaci un tuo commento, ci spronerà a servirti ancora
Free Guestbooks by Bravenet.com
Il contenuto di questo sito è di proprietà dell'autore. Può essere usato liberamente citando la fonte.