RISTORAMENTO

Camminiamo alzando gli occhi al cielo, perchè l'aiuto ci viene da Colui che ha fatto il cielo e la terra (SALMO 121).

Questo puntinablu nei testi, è un invito a riflettere

Le rovine del peccato

1 GRIDA con la gola, non trattenerti: alza la tua voce come una tromba, e dichiara al mio popolo i suoi misfatti, ed alla casa di Giacobbe i suoi peccati. 2 Ben mi cercano ogni giorno, e prendono piacere di sapere le mie vie, come di gente che si adoperi a giustizia, e non abbia lasciata la Legge dell'Iddio suo; mi domandano dei giudizi di giustizia, prendono piacere di accostarsi a Dio. 3 Poi dicono: Perchè abbiamo digiunato e tu non vi hai avuto riguardo? Perchè abbiamo afflitto le anime nostre, e tu non vi hai posta mente? Ecco nel giorno del vostro digiuno, voi trovate del diletto, e riscotete tutte le vostre rendite. 4 Ecco, voi digiunate a liti, ed a contese, e per percuotere empiamente col pugno; non digiunate più come fate oggi, se voi volete che la vostra voce sia esaudita da alto. 5 Il digiuno che io approvo, e il giorno che l'uomo deve affliggere l'anima sua è egli tale? nominerai tu questo digiuno, e giorno gradito al Signore, che l'uomo chini il capo come un giunco, e si corichi nel cilicio, e nella cenere? 6 Non è questo il digiuno che io approvo: che si sciolgano i legami di empietà, che si sleghino i fasci del giogo, e che si lascino andare franchi quelli che son fiaccati, e che voi rompiate ogni giogo? 7 E che tu rompi il tuo pane a chi ha fame, e che tu raccolga in casa i poveri erranti; che quando tu vedi qualcuno nudo, tu lo copri, e non ti nascondi dalla tua carne? 8 Allora la tua luce spunterà fuori come l'alba, e il tuo ristoro germoglierà immediatamente; e la tua giustizia andrà davanti a te, e la gloria del Signore sarà la tua retroguardia. 9 Allora tu invocherai, e il Signore ti risponderà, e dirà: Eccomi. Se tu togli del mezzo di te il giogo, l'alzare il dito, e il parlare iniquità; 10 ed apri l'anima tua a colui che ha fame, e sazi la persona afflitta; la tua luce si leverà nelle tenebre, e la tua oscurità sarà come il mezzodì. 11 Ed il Signore ti condurrà del continuo, e sazierà l'anima tua nell'arsure, ed empierà di midolla le tue ossa; e tu sarai come un orto adacquato, e come una fonte d'acqua, la cui acqua non fallisce. 12 E quelli che usciranno di te riedificheranno i luoghi già ab antico deserti; tu ridirizzerai i fondamenti di molte età addietro; e sarai chiamato: Ristoratore delle ruine, Racconciatore dei sentieri, da potere abitare. 13 Se tu ritrai il tuo piè, per non far le tue volontà nel sabato, nel mio giorno santo; e se tu chiami il sabato delizie, e quello ch'è santo al Signore onorevole; e se tu lo onori senza operare secondo le tue vie, senza ritrovare le tue volontà, e senza dir parola; 14 allora tu prenderai i tuoi diletti nel Signore, ed io ti farò cavalcare sopra gli alti luoghi della terra; e ti darò mangiare l'eredità di Giacobbe, tuo padre; perchè la bocca del Signore ha parlato.(Isaia 58).

E sarete veramente liberi

divisorio

(Giovanni 8.31).

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Così disse Gesù: "Se perseverate nella mia parola,...la verità vi affrancherà"

Il tema della libertà a cui Gesù faceva riferimento, è legato strettamente a ciò che noi riteniamo peccato e ciò che Lui ritiene peccato. Come tutti sappiamo, il peccato ha generato servitù le quali fanno tutte capo al peccato inziale, cio: "Concupiscenza degli occhi, concupiscenza della carne e superbia della vita".

La concupiscenza degli occhi ha generato a sua volta tanti altri desideri della serie: "Occhio non vede e cuore non duole". La concupiscenza della carne ha generato tutti quei peccati che Paolo descrive nella lettera ai Galati 5.19-21 "adulterio, fornicazione, immondizia, dissoluzione, idolatria, avvelenamento, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, dissensioni, sette, invidie, omicidii, ebbrezze, ghiottonerie, e cose a queste simili".

La superbia della vita ha generato ogni comportamento in opposizione a Dio, dal semplice (si fa per dire) rifiuto della salvezza, fino alla scienza che nega l'esistenza di Dio e non gli riconosce il diritto di Creatore.

Ecclesiaste 12.1 fa un quadro interessante, perchè in poche parole traccia il sentiero del diritto all'autodeterminazione, ma presenta il conto, quando dice: " Rallegrati pure, o giovane, nella tua fanciullezza; e tengati lieto il tuo cuore ai giorni della tua giovanezza, e cammina nelle vie del tuo cuore, e secondo lo sguardo degli occhi tuoi; ma sappi che per tutte queste cose Iddio ti farà venire in giudizio. E togli dal cuore tuo la tristezza, e rimuovi il cordoglio dalla tua carne; perchè la fanciullezza e la giovanezza sono una cosa vana". E' una sintesi, ovviamente, di quello che succede normalmente nella vita di un essere umano che crede di essere libero e indipendente, ma non sa o non realizza ancora che dovrà comparire davanti al suo Creatore.

Ora ci sono sicuramente cose che sono visibili come le opere della carne. Ci sono però altre cose che non lo sono, come certi comportamenti sovente considserati "buoni", come la vanità, l'orgoglio, la superbia, l'avarizia, l'invidia,etc. Ve ne sono altri che pur non essendo cosiderati "buoni", trvano però molti adepti, come : "il desiderio di vedere il male negli altri, di udire il male degli altri, l'ipocrisia, la maldicenza, l'ingiustizia a proprio vantaggio, la doppiezza d'animo".

Isaia 33.15 li sintetizza così: " Colui che cammina in ogni giustizia, e parla cose diritte; che disdegna il guadagno illecito; che scuote le sue mani, per non prendere regali; che tura gli orecchi, per non udire omicidi, e chiude gli occhi per non vedere il male". Il Salmo 24.4 da un'altra sintesi e la esprime così: " L'uomo innocente di mani, e puro di cuore; il quale non eleva l'animo a vanità, e non giura con frode". Credo che isa subito chiaro che ogni argomento richiamato faccia capo al peccato iniziale, ma nello stesso tempo meglio sarebbe se, senza pregiudizio alcuno, ognuno di noi si guardasse alla specchio della parola di Dio e non osasse più parlare di libertà, quando si è ancora soggetti a quanto stiamo cercando solo di tratteggiare. Per tutti dovrebbero risuonare con forza le parole di Gesù: "Chi fa il peccato è servo del peccato". Facendo così eviteremmo di emanare giudizi senza misericordia all'indirizzo di chi ci capita vicino. Piùttosto che predicare l'evangelo, meglio sarebbe se mostrassimo lo Spirito di Cristo in noi.

Non abbiamo ancora parlato delle sollecitudini della vita, dell'amare qualcuno o qualcosa più del Signore. Non abbiamo menzionato il più pernicioso dei male, perchè è sicuramente un grande impedimento al Signore. Gesù ha parlato così, riferendosi agli scribi e farisei:
" Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché calcolate la decima della menta, dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia e la fede; queste cose bisogna praticare senza trascurare le altre. Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché pulite l'esterno della coppa e del piatto, mentre l'interno è pieno di rapina e d'intemperanza. Fariseo cieco! Pulisci prima l'interno della coppa e del piatto, affinché anche l'esterno sia pulito.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine. Così anche voi di fuori apparite giusti davanti agli uomini; ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché edificate i sepolcri dei profeti e ornate i monumenti dei giusti, e dite: "Se noi fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro nell'uccisione dei profeti"
(Matteo 23.23-30)

"Ora, guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perchè voi serrate il regno dei cieli davanti agli uomini; poichè voi non entrate, nè lasciate entrare coloro che avrebbero voluto entrare" (Mateeo 23.13)

" Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi divorate le case delle vedove; e ciò, sotto specie di far lunghe orazioni; perciò, voi riceverete maggior condannazione" (Matteo 23.14).

"Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi circuite il mare e la terra, per fare un proselito; e, quando egli è fatto, voi lo fate figliuol della geenna il doppio più di voi" (Matteo 23.15)

Luca 11.43 evidenzia un altro malessere di cui tenere conto: " Guai a voi farisei! Perché amate il primo posto nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze". Isaia 65.5, evidenzia un altro comportamento nocivo, quando evoca certi atteggiamenti: "Fatti in là, non accostarti a me; perchè io sono più santo di te. Tali sono un fumo al mio naso, un fuoco ardente continuamente".

Altro atteggiamento spesso onorato nel cuore è scritto in Luca 18.11: "Il fariseo, stando in piedi, dentro di sé pregava così: "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri, e neppure come quel pubblicano".

Penso che il quadro sia di per se sufficientemente allarmante, ma ciò che è grave davanti al Signore è il non voler ascoltare la sua parola. I peccati sono certamente la dimostrazione di quanto l'uomo sia un essere di carne, ma ciò che impedisce al Signore di operare è la mancanza di dolore, di penitenza e di odio per il peccato, in quanto si manifesta in questo corpo mortale per impedire il nostro arrendimento e consacrazione a Dio. Di fronte a queste cose, risuona forte il messaggio di Gesù: "Se perseverate nella mia parola,.....sarete veramente liberi".

Il quadro descritto è ovviamente complessivo, perchè ognuno ha i porpri problemi e le proprie servitù.

Ora io credo che non bisogna confondere il perdono dei peccati con la libertà di non peccare, perchè il perdono sana ciò che è avvenuto, ma non trasforma l'essere peccatore in un santo. La libertà invece rende l'uomo sempre più santo perchè meno dipendente da tutto ciò che lo distrae da Dio; una nuova natura prende a vivere e a crescere davanti a Dio e davanti agli uomini. Questa nuova natura, essendo stata generata da Dio in noi, è nuova non perchè differente dal passato, ma perchè è libera dalle servitù che abbiamo sopra elencato.

La dipendenza di qualsivoglia genere è peccato, perchè essendo una servitù non rende l'uomo libero ma schiavo. Tale servitù dice che in realtà non abbiamo compreso che Gesù è venuto per liberare dalla servitù del peccato, affinchè viviamo a Dio in novità di vita.

Ci sono poi dipendenze particolari, cioè, relative al genere, per cui ciò che rende servo un uomo non rende serva una donna e viceversa. Le donne possono essere schiave della casa, della vanità tipicamente femminile, delle sollecitudini della vita, della dipendenza dal marito a descapito della comunione con Dio. Per non parlare dei vizi connaturati al genere, come il comarato, i salotti dove si taglia e si cuce. Sono semplificazioni, ovviamente.

Fra gli uomini c'è in primis la dipendenza dalla donna in quanto femmina, percui, il desiderio irrefrenabile o persistente della sessualità offusca la mente e allontana dalla comunione con Dio. La dipenedenza dall'alcool, dal gioco di qualsivoglia natura.

L'apostolo Paolo ebbe a dire che: " Ogni cosa mi è lecita, ma ogni cosa non è utile; ogni cosa mi è lecita, ma non però sarò per cosa alcuna reso soggetto. Le vivande sono per il ventre, ed il ventre per le vivande; e Iddio distruggerà e quello, e queste; ma il corpo non è per la fornicazione, anzi per il Signore, e il Signore per il corpo" Interessante è leggere bene tutto il capitolo (1 Corinti 6.12).

1 Corinti 13.11 riporta una considerazione che Paolo fece per indicare che c'è tempo per ogni cosa,leggiamo: "Quand'ero bambino, parlavo come un bambino, avevo il senno di un bambino, ragionavo come un bambino; quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino".

Così, ciò che era prima di conoscere Cristo deve essere smesso e può essere smesso solo se il credente apre l'orecchio per udire la voce del Signore.

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