Ristoramento Cristiano
Ristoramento Cristiano

Web Questo sito
Link utili
Spiritual search
Il ritorno (Periodico)
Granel di senape
Evangelici.net
Eben Ezer
Corrispondenza
Antologia

Letteratura:
  • Cristo per fede
  • La chiesa la invisibile
  • Il Redentore
  • Ecce Homo
  • Il corpo di Cristo
  • La legge dello Spirito
  • Perchè crocefissero Gesù
  • Come in cielo
  • Dalle tenebre alla luce
  • Partecipi della natura divina
  • Il ritorno del Signore
  • Simon Pietro
  • Ricevendo il Regno
  • Al Golgota di incontrano le età
  • Caino, il fabbricatore
  • Libertà

E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

Valid HTML 4.01 Transitional

Lampade

Lampade senza olio - Lampade con olio - Secondo la parola di Dio, l'olio è figura di unzione.

Nel Salmo 119/105 è scritto: "La tua Parola è una lampada al mio piede e un lume al mio sentiero." Il cammino del cristiano è così fatto che se si ha la lampada non si può fare a meno dell'olio; mancando quest'ultimo si cammina in un sentiero di morte e non di vita, per cui si diviene cristiani superficiali, quindi cattivi testimoni, guide cieche.

Per comprendere cosa sia unzione, vogliamo leggere il Salmo 23; che, come tutti i Salmi e d'altronde tutta la scrittura, esso è di grande significato e per brevità lo divideremo in tempi, figura di esperienze che lasciano nel cuore certezze inamovibili, necessarie, e la seguente non può venire se non siamo passati per la precedente.
Nel primo periodo il salmista fa un dolce e piacevole esperienza, e lo vediamo intento a descrivere pascoli verdeggianti, parlare di acque tranquille e riposanti.

E' una esperienza piacevole e invitante, tanto che volentieri il cristiano si soffermerebbe anche per lungo tempo; ma è solo un'esperienza transitoria, preparatoria ad un'altra esperienza, perché il Padre nostro Celeste sa come preparare i suoi figli alla vita.

La dolcezza, la tenerezza, le carezze, le cure paterne vengono donate ai fanciulli, perché quello è il tempo per quelle cose. Passato il primo tempo, davanti al salmista si presenta un'immagine poco rassicurante, la valle dell'ombra della morte; ma è proprio in quella valle che l'uomo scopre quanto il Signore gli sia vicino e, mentre nella prima esperienza usa il pronome personale "EGLI", nella seconda esperienza si rivolge Dio in modo più diretto, dandogli del "TU", infatti dice "Tu sei con me."

La prima esperienza non aveva dato al salmista la percezione della realtà eterna, ma solo un panorama gaio e festoso gli stava davanti, e il rapporto tra lui e il Signore era una rapporto impersonale. Il Signore era distante, anche se vicino; non c'era fra il Signore e lui una relazione intima, ma una grande distanza li separava, la tipica distanza che c'è fra un fanciullo che non ha ancora il senso della giustizia, ancora privo della conoscenza reale della vera vita e gli adulti.

Ciò che attrae il fanciullo (neofita), non è ancora il Signore, bensì il panorama che lo circonda, ossia, benedizioni, promesse, visitazioni, battesimi di Spirito Santo, guarigioni, etc..... Gli occhi dei fanciulli non possono vedere nulla di più glorioso su questa terra. Ma c'è un grande ma; il Signore dice: "Avanti". Beato chi ascolta, perché molti vogliono fare i sordi, altri non sentono, ma: "Chi ode la mia voce e apre il suo cuore, Io entrerò e cenerò con lui." Apoc.3/20

E' proprio nella valle dell'ombra della morte che scopriamo quanto il Signore ci sia sempre stato vicino; è proprio attraverso certe esperienze che l'uomo si rende conto dell'effimero valore delle cose stimate grandi, ma che non lo sono invece nel cospetto di Dio.

E' proprio in quella tremenda valle della prova che l'uomo conosce se stesso,(Deut. 8/3) e realizza quanto sia piccola la sua fede; la, scopre tutti i suoi mali, conosce le sue miserie, comincia a fare cordoglio e ad apprezzare la salvezza, sente il peso del suo essere peccatore, e domanda liberazione, impara a mettere i piedi nella casa del Signore con timore e tremore, riconoscendo che è un grande onore stare in quella casa, (Salmo 84/4) immeritato onore frutto dell'amore di Dio.

Il Salmista comincia a capire che significa essere giudicato e corretto dal Signore, infatti dice: "La tua verga e la tua bacchetta mi consolano." (Salmo 23) "Il Signore castiga ogni figliuolo che ama e flagella ogni figliuol che gradisce."Ebrei 12/6
Il Signore non corregge sempre, perché sa che c'è un tempo in cui si può insegnare all'uomo la via della vita; quando l'uomo piange per se stesso e fa cordoglio nel proprio cuore, desideroso di essere fatto nuova creatura, in quel tempo apprezza e stima i provvedimenti divini, conoscendo nel proprio cuore il valore della disciplina celeste, nonostante le molte contrarietà. "Tu apparecchi davanti a me la mensa al cospetto dei miei nemici."

I nemici dell'uomo sono i propri mali, le proprie debolezze, e nonostante quello che siamo, Egli ci da da mangiare lo stesso, perchè è solo fortificandoci nel di dentro che troveremo il vigore di arrenderci a Lui.
Eccoci ora arrivati alla terza condizione: "Tu ungi il mo capo con olio, la mia coppa trabocca." Unzione, condizione essenziale che precede il servizio, senza della quale non c'è servizio ma sforzi di religione volontaria.

Ma che cosa è "servizio", che cosa si intende per servire? Anche al tempo di Gesù c'erano persone che avrebbero voluto servire, anzi ambivano poter servire; oggi molti credenti coltivano questo desiderio, nobile in se, ma non accettano di essere preparati dal Signore e si preparano da se o si fanno preparare da altri; leggiamo infatti che attratti dalle parole di Gesù e dalle cose che Lui faceva, gli dissero: "Maestro, che faremo per operare le opere di Dio?"

La risposta di Gesù, come sempre è rivelatrice di verità nascoste, infatti a loro disse : "L'opera di Dio è che voi crediate in Colui che Egli ha mandato." Giov. 6/29 E' certo più facile correre che aspettare il Signore.

A coloro che sono assetati della verità, e che non hanno bisogno di altro,, Gesù risponderà come alla donna Samaritana; come lei molti anche oggi sono prigionieri nelle loro chiese, avendo il pensiero condizionato da dottrine di uomini, e servono a modo loro senza aver ancora capito che la cosa migliore è desiderare di conoscere e credere in Colui che ci è stato mandato.

A Lei Gesù disse: "Donna credimi (stai bene attenta alle parole che sto per dirti, guardati dal fraintenderle, non avere pregiudizi ne parzialità, sii semplice come un fanciullo), l'ora è venuta che voi non adorete più il Padre nè in questo monte, nè in Gerusalemme." Giov. 4/21

Bando dunque alle chiacchere, alle tradizioni religiose, alle vecchie abitudini, ai ricordi buoni e cattivi del passato, perchè l'ora è venuta che il servizio a Dio deve mutare, deve essere impostato sotto altra luce; non più feste e tradizioni e ritualità dal sapore stantio, perchè Cristo è la nostra Pasqua, il nostro liberatore, il nostro Maestro; se Cristo dunque è la nostra pasqua, ricordiamoci che come è stato Lui così dovremo essere anche noi.

Grande paragone capito solo nella parte più piacevole, perchè dell'essere come Cristo è stato, piace veramente a pochi.
Senza l'unzione ci sarà intuito della verità, si potrà per ragionamento arrivare molto lontano nella conoscenza della parola di Dio, ma non esiste parola di Dio che da vita, che cambia mente e cuore, che converte a Dio, che illumina alla vita, senza la presenza viva e vera del vivente figlio di Dio dentro di noi, che trasforma mente e cuore, senza la Parola fatta carne.

Molto può cambiare nella vita di un'anima; ci può essere una trasformazione vistosa, ma trasformazione non significa rigenerazione.
E' cosa molto strana che chi si trova nella via della rigenerazione porti lo strascico di se stesso per molto tempo; la dove chi invece è stato l'oggetto di una straformazione superficiale appare corretto, più santo, sembra a volte che tocchi il cielo con le mani. Oh il cuore dell'uomo!!!

Il carnale viene prima e dopo viene lo spirituale. I° Cor. 15/46 Il Diavolo favorisce la trasformazione, essendo lui il principe dell'inganno, il trasformista, ma contrasta la rigenerazione, e contro a Cristo nell'uomo lotta con tutte le sue forze. I discepoli sarebbero rimasti orfani se Gesù non fosse risuscitato e non avesse mandato loro la unzione da alto.

Il battesimo con lo Spirito Santo fa parte della prima condizione e non di quest'ultima, perchè battesimo e unzione non sono la stessa cosa. Gesù disse nella sinagoga di Nazareth: "Lo Spirito del Signore Iddio è sopra di me, perchè egli mi ha unto per annunziare le buone novelle ai mansueti....." Is. 61/1

Sotto l'unzione si comincia a godere di una profonda letizia, perchè il credente si trova ad avere dietro di se un passato ricco di esperienze anche negative, ma che mostrano quanto grande e pietoso sia il Signore che regna sovrano dall'alto dei cieli, e ha davanti a se una certezza fondata non sulla semplice lettera ricca di promesse, bensì sopra il fondamento stabile che Iddio è fedele, verità questa, acquisita alla scuola della vita, frutto dell'aver col cuore riconosciuto ed accettato l'opera di Dio (Giov. 6/29), che tende ad additare il solo ed unico rimedio di salvezza grazia e redenzione GESU' CRISTO IL SIGNORE.

Sotto il peso di questa esperienza, il credente comincia a vivere per fede, adempiendo così la scrittura che dice: "Il giusto vivrà per la sua fede...." Abacuc 2/4
Un tale giusto, dirà come il salmista: "Per certo (notiamo l'affermazione profonda, ricca di fede matura) beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita, e io abiterò nella casa del Signore per lunghi giorni."

Queste non sono certo parole di un giovane nella fede o di un fanciullo, ma sono l'espressione convinta di una creatura fatta nuova che ormai vive per fede e di fede in fede; all'inizio del salmo aveva detto: "Il Signore è il mio pastore e nulla mi mancherà."
Quale è dunque la differenza fra una lampada senza olio e una lampada con olio? Grande è la differenza, ma sfugge al superficiale religioso che si accontenta di cose belle e piacevoli, ma non è disposto a pagare il prezzo di un poco di amaritudine (Esodo 12/7) per poter mangiare l'Agnello arrostito al fuoco dello Spirito Santo.

Malachia, l'ultimo profeta del vecchio testamento, riporta: "Se voi vi convertite, vedrete qual differenzia vi è fra il giusto e l'empio, fra colui che mi serve e colui che non mi serve."
Sono due categorie di persone che vivono nella stessa casa; il primo è giusto di una giustizia che è secondo la fede e vuole offrire al Signore sacrifici che piacciono al Signore, il secondo è apparentemente più prosperoso ( Salmo 73), più abbagliante, perchè con la sua loquacità, appoggiandosi alle scritture, le interpreta secondo come tira il vento del proprio interesse.

Così avviene che quest'ultimo pare più attivo del primo e, senza la luce dello Spirito Santo, non si può riconoscere il vero dal falso, colui che ha l'olio da colui che non ce l'ha.
Già nell'antico testamento il Signore evidenzia il problema delle Chiesa, quando attraverso il profeta Isaia dice: " GIUBILA, o sterile, che non partorivi; fai risonare grida di allegrezza, e strilla, o tu che non avevi dolori di parto; perchè i figliuoli della desolata saranno in maggior numero che quelli della maritata, ha detto il Signore." Isaia 54/1

I nostri link




Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
Il contenuto di questo sito è libero. E' richiesto solamente che sia citata la fonte. Grazie
Ristoramento Cristiano