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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Antologia

Raccolta di pensieri vari

Pag. [1]

Il Signore è sempre lo stesso Ministerio del Battista Santità inutile
Siamo peccatori? Del fico sterile Trinità Cristianità al vaglio Uomini e donne

Il Signore è sempre lo stesso

Non c'è ombra di dubbio che Iddio sia sempre lo stesso, tanto nell'A.T. come nel N.T. Ebrei 13/8

Solo Iddio conosce i tempi della sua giustizia nei confronti degli uomini, e nessuno è castigato arbitrariamente per capriccio, perchè quello che a noi sfugge è che ancora adesso la giusitizia divina raggiunge gli uomini, quando il loro peccato è colmato.

Certo non è facilmente accettabile che un Dio d'amore si manifesti distruggendo le sue creature, ma Lui rende a ciascuno secondo la sua giustizia. Nulla da meravigliarsi dunque, se mai occorre tremare sapendo che Iddio è anche giudice dei pensieri degli uomini .

Dovendo rispondere a domande fattegli in merito, Gesù evidenzia che la giustizia di Dio, nulla ha in comune con quella umana, e lo dice in Luca 13/1-5: In quello stesso tempo furono quivi alcuni, i quali gli fecer rapporto de' Galilei, il cui sangue Pilato avea mescolato co' lor sacrificii. E Gesù, rispondendo, disse loro: Pensate voi che que' Galilei fossero i maggiori peccatori di tutti i Galilei, perciocchè hanno sofferte cotali cose? No, vi dico, anzi, se voi non vi ravvedete, tutti perirete similmente. Ovvero, pensate voi che que' diciotto, sopra i quali cadde la torre in Siloe, e li uccise fossero i più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico,anzi, se voi non vi ravvedete, tutti perirete similmente. Luca 13/1-5

In questi versi Gesù evidenzia che la giustizia di DIo non si può misurare "MAI", perchè nessuno conosce i segreti della sua giustizia.
I morti non erano peggiori di tutti gli altri, sia che fossero Galilei, come direbbero gli ebrei (goim), sia che fossero abitanti di Gerusalemme, popolo eletto. La pazienza che Iddio mostrò verso il suo popolo, non dipese dalla maggiore santità di quest'ultimo, ma dalla promessa fatta da Dio ad Abrahamo. Nonostante quella promessa, pure Iddio ha fatto morire il suo popolo nel deserto e ha conservato di esso solo una piccola parte.

Ma infine, che cosa è l'uomo che si sente autorizzato a giudicare la giustiiza di Dio? Non siamo noi tutti opera delle sue mani? Non siamo noi polvere di terra?Potrà anche non piacerci, ma nessuno di noi è venuto al mondo da se, nemmeno Adamo, ed è una grande grazia che Iddio ci abbia lasciati vivere, nella speranza di poterci riconciliare con Lui.

Non ha detto il Signore che Lui farà grazia a chi vorrà fare grazia? Esodo 33/19
NO, non capriccio , ma amore in queste parole. amore infinito accompagnato a giustizia.

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Il ministerio del Battista

Per comprendere i ministeri, occorre comprendere chi li ha dati; è secondo voi il ministerio di Giovanni Battista concluso con la sua morte? Che cosa lega Giovanni ad Elia?

Ha compiuto Giovanni ciò che fu detto profeticamente nel versetto sottostante?

E andrà innanzi a lui, nello Spirito e virtù d'Elia, per convertire i cuori de' padri a' figliuoli, e i ribelli alla prudenza de' giusti; per apparecchiare al Signore un popolo ben composto. Luca 1/17

Non sono tutti coloro che sono guidati dallo Spirito Santo venuti e venienti nello stesso spirito? In che cosa è diverso lo spirito di Elia da quello di altri profeti, mentre sembra essere identico a quello del Battista? Credo che la lettera poco aiuti in merito.

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Santità inutile

Il popolo del Signore ha peccato di superbia chiudendosi in se stesso.
in quella condizione ha cercato ubbidire alla legge secondo il visibile, trascurando la circoncisone del cuore.

Quando il Signore attraverso il profeta Malachia 2/13, rimprovera il suo popolo, quest'ultimo risponde meravigliato dicendo: Perchè? Non vi trascrivo il testo, ma non sarebbe male ripercorrerne le righe, comprendendo ancora il capitolo 3.

Il fariseo che si sente giusto perchè paga la decima, fa le sue preghiere, e non è come quel povero peccatore che da lontano si batteva il petto. Credo che a poco serva parlare di Israele, quando ancora oggi fra i cristiani, lo spirito è lo stesso.

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Siamo peccatori?

Certo c'è differenza fra un peccatore che non cammina nella via della salvezza e un peccatore che ha accettato un cammino di santificazione.
Quel che fa la differenza è la grazia ricevuta non per meriti personali ma per la fede in Colui che può renderci santi.
Chi è stato coperto dalla misericordia di Dio, deve fare attenzione a non sporcarsi il vestito, i piedi, le mani, gli occhi, le orecchie, la bocca.

Poi resta sempre il termine di paragone che usiamo per definirci santi; se questo termine sono coloro che non sono nella grazia, allora siamo santi; se questo termine sono coloro che sono più avanti di noi nella santificazione, allora lo scarto si riduce; se invece il termine è "come il Pade vostro che è nei cieli" allora credo che ognuno di noi farà bene a sentirsi peccatore.

Il credente non farà certo mai più certi grossolani peccati, grazie a Dio, ma credo sia facile intuire come la santificazione deve toccare tutte le membre dell'essere umano, figura dell'essere spirituale.

Isaia 33/14-18 dovrebbe essere chiarificatore del pensiero.-Isaia 58/4-7 evidenzia un malessere che serpeggia in mezzo al popolo del Signore, e basta guardarsi attorno, non è difficile capire.

Santi siamo per la fede in Colui che ci santifica, quindi ora siamo chiamati col nome che saremo, ma che ancora non siamo; qui sta la differenza che però deve essere confermata dalla perseveranza nell'ascoltare la Parola che libera dal peccato, Giov. 8/34-37, non una volta per sempre, ma ogni giorno.

Del peccato avremo una visione più chiara man mano che cresceremo nella intimità col Signore; come chi sale sulla montagna vede apparire davanti a se un'orizzonte senpre più vasto; diversamente finiremo per chiamare peccato solo alcune cose (ognuno di noi ha una sua concezione), e tralasceremo le altre, che consideriamo di poca importanza.

La tendenza è quella di giustificare o minimizzare certe cose che non ci danno fastidio, come la vanità, l'orgoglio, la superbia, l'avarizia, la calunnia, l'idolatria (non solo nel senso materiale del termine), il prestare l'orecchio al male (desiderio di ascoltare le critiche sugli altri).

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Del fico sterile

Caro fratello, La tua riflessione mi trova onestamente spiazzato, perchè è la prima volta che mi trovo davanti a questa interpretazione, sebbene molte cose al di fuori del contesto che tu citi siano state dette. Puoi vedere la riflessione

Certo Gesù stava parlando ai suoi concittadini, e nella fattispecie agli scribi e farisei, ma quel linguaggio è applicabile ad ogni generazione, principalmente alla generazione ecclesiastica, qualunque sia l'indirizzo.

Nessuno è esente da quel giudizio, se quando il Signore busserà alla porta per riscuotere la sua rendita, non troverà del frutto.
Certo noi ci possiamo scusare dicendo che non era ancora la stagione, ma chi decide quando è stagione di raccolta?
I tempi del Signore sono diversi dai nostri, e Lui e solo lui decide quando è ora di rendere conto del nostro operato.

A volte gli esempi si fissano nella memoria meglio che moltitudini di parole, e certo quel povero fico ha subito un castigo che noi giudichiamo pesante; ma quanti animali sono stati uccisi per l'uomo, e quanti bambini sono morti uccisi da Erode nell'intento di uccidere Gesù.

Son cose che non è facile capire; pure dobbiamo riconoscere che ogni cosa appartiene al Signore il quale ne dispone secondo un suo preciso disegno; a noi spetta di imparare la lezione, perchè ogni cosa è stata creata per l'uomo.

Se vuoi, puoi sempre comparare la prima riflessione della pagina. "Il Signore è sempre lo stesso"

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La trinità

Caro fratello, Puoi vedere la riflessione

In merito alla tua domanda, credo che bisognerebbe inquadrare la riflessione in modo più ampio, perchè quello che noi vediamo attraverso le scritture è una multiforme manifestazione di DIo.

Iddio crea, ma dice "facciamo", poi si presenta all'uomo sotto forme diverse, e al tempo di Gesù abbiamo ricevuto di Dio un'immagine di Padre; quel che esisteva già fin dalla Genesi, lo Spirito Santo che aleggiava sulla superfice delle acque, ci è stato da Gesù presentato come Colui che viene dopo di me, il quale vi annunzierà ogni verità. Infine, leggiamo che quando il figliuolo avrà sottoposta ogni cosa a Colui che sta sopra tutti, alla fine Iddio sarà ogni cosa in tutti.

Colui che ha comandato che gli uomini siano battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ha in realtà evidenziato che l'uomo ha bisogno di avere familiarità con tutte le manifestazioni che i vari nomi nascondono. La formula non è magica, e non ci da quella familiarità di cui abbiamo bisogno per conoscere Iddio Uno, ma trino nella sua manifestazione.

La vita eterna è conoscere Te che sei il solo vero Iddio e Gesù Cristo (l'uomo, il messaggero, i messaggeri) che tu hai mandato. Giov. 17/3

Tutto ritorna al Principio, ma ora.... ora si discute, si lotta, e onestamente credo che sarebbe ora non di discutere ma di accettare Colui che deve esser ogni cosa in tutti. Ovviamente ho condensato in poche parole, ciò che mai sarà possibile comprendere in questa vita.

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Cristianità al vaglio

Qualcuno diceva che il vero problema dei credenti nei confronti di coloro che vengono ritenuti non credenti è quella sensazione di superiorità che molti mostrano quando intraprendono a parlare di Cristo.
Lascio immaginare la pletora di gente che gonfia di sapere, crede poter insegnare, ma manca della carità di Cristo

Molti sono disgustati di certo cristianesimo, perchè non vedono Cristo ma una religione; ognuno anzichè innalzare Cristo porta acqua al proprio mulino, come se la salvezza debba passare necessariamente attraverso questa o quella denominazione.

Come è stato osservato, a causa degli scandali anche nelle chiese cristiane, molti non credono più e fra costoro vi sono anche quelli che stanno ancora dentro.
Solo Gesù e pochi altri (tutto è relativo ma vero), hanno saputo dare gloria al Padre Celeste, facendo la sua volontà.
La repulsione nei confronti di Cristo si incontra anche nelle chiese dove si estremizzano le cose che riguardano Dio.

I Giudei non potevano accettare un Messia con le caratteristiche di Gesù, e lo hanno crocefisso; quanti accettano oggi di non vivere secondo i dettami della società in cui viviamo, per seguire Cristo e farne la volontà.

In una società come la nostra, dove vige la regola della comodità, del benessere, dove rinunciare ai piaceri della vita diventa sempre più insopportabile, chi da intoppo viene rimosso e Cristo viene messo fuori dalla porta per albergare vani (che durano poco) desideri, il tutto coperto di religiosità e magari anche di attività religiose. 2° Tim.4/3

Gesù è stato crocefisso fuori di Gerusalemme, "la città santa", e lo scrittore della lettera agli Ebrei ultimo capitolo, evidenzia come sia necessario uscire fuori dagli ambienti religiosi per poter incontrare Cristo e adorarlo veramente.

Perciò ancora Gesù, acciocchè santificasse il popolo per lo suo proprio sangue, ha sofferto fuor della porta. Usciamo dunque a lui fuor del campo, portando il suo vituperio. Ebrei 13/12-13

Se Cristo è vituperato e noi vogliamo essere di Cristo dobbiamo accettare il suo vituperio; ma così sovente non è, e quindi certi sentimenti rimangono privi di forza e privi di fede.

Chi vuol venire dietro di me, disse Geù, prenda la sua croce e mi seguiti.

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Uomini e donne - Mariti e mogli

Strano ma vero, nonostante siano passati tanti lustri, ancora ci sono dubbi e perplessità. Certo non si può pretendere che tutti capiscano, anche perché sarebbe impossibile, ma i credenti hanno tutti capito?

Quante donne oggi anche nelle famiglie cristiane non hanno ancora trovato il giusto equilibrio?
Certo non si può pretendere che un servo sia un buon signore, ne che una serva sia una buona moglie; la dove non c'è la libertà che contraddistingue ogni vero cristiano, ci sarà sempre servitù nelle diverse forme compatibili col carattere degli individui; quindi ogni cosa sta bene al suo posto, l'uomo deve saper essere uomo e la donna deve saper essere donna, se ognuno sa stare al suo posto non ci sono problemi; inconciliabile lo scambio dei ruoli, perchè vuol dire che non si sa essere quel che si è, e questo è molto grave.
Cosa ci si può aspettare da chi intende male? Che si comporti male!!

L'uomo deve amare la moglie come se stesso,la donna deve amare il marito come se stessa ed in queso reciproco scambio di rispetto e di amore ci si aiuterà vicendevolmente come è giusto che sia, pur conservando la propria identita nel rispetto dell'altrui.

Iddio ci ha creati liberi, ma credete che sia giusto comportarsi come il creditore spietato? Tenere gli altri in servitù non è da Dio.
Chi fa il peccato è servo del peccato; faremmo noi ricadere sugli altri il malessere dei nostri peccati? Iddio ci ha creati liberi, perchè vorremmo noi dei sottomessi da umiliare, perchè ci trasformeremmo noi in carcerieri?

Chi ama il Signore veramente non può fare a meno di amare la creatura che Dio gli ha messo a fianco con sincerità e onestà. Come Il nostro Padre Celeste si compiace dei suoi figli, così ancora ogni uomo si compiacerà nel rendere libera da ogni schiavitù la moglie che Iddio gli ha dato.

Chi sa stare al suo posto? Molti uomini non sono uomini, e molte donne non sono donne, ma entrambi assoggettati al peccato si comportano di conseguenza. Molte donne disdegnano di essere mogli e madri, molti uomini disdegnano di essere mariti e padri, perchè non vogliono assumersi alcuna responsabilità; non stanno bene con se stessi perchè vorrebbero essere quello che non sono.

Chiunque uomo o donna tu sia, sappi che il Creatore ti vuole come ti ha creato, amalo con utto il tuo cuore e non vergognartene, anzi alza la tua voce uomo o donna che tu sia, quando il male abita demtro di te, e racconta agli altri quello che il tuo Dio ha fatto per te.

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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
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