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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17 |
IL MARTIRE DELL'UNIVERSOL'EREDEEbrei 1: 2Vi è nelle leggi degli uomini una disposizione, per cui uno può dispensarsi dal peso dell'eredità, rinunziandovi; ciò, perché alcune volte, l'eredità ha più pesi che vantaggi; senza tale rinunzia legale, l'erede è obbligato a pagare i debiti lasciati dal morto. Nessuno ha trovato un'eredità tanto gravata di debiti come Colui del quale parliamo; forse, abbiamo pensato che Lui sia stato chiamato ad un'eredità di godimenti, ma abbiamo dimenticato la condizione dell'universo, quando Lui è venuto a prendere l'eredità, e l'altro fatto che Lui aveva prima della sua volontaria umiliazione, la stessa gloria del Padre; era presso Dio ed era Dio. Abbiamo di già, più volte accennato al debito immenso. L'uomo per cui Iddio pronunziò quel "molto buono" non era ancora apparso sulla terra. Il Creatore lo sapeva; la creazione stessa, prima a causa di misteriosa ribellione, quella angelica, e nella quale avvenne la caduta di Satana e poi, a causa del peccato del primo uomo, entrò in una condizione di gemito e di travaglio, aspettando la redenzione. Noi non siamo occupati intorno al perché, benché anche intorno al perché, potremmo dire una parola, e cioè che apprezziamo le cose di più in proporzione che abbiamo vedute quelle contrarie; così il peccato è usato da Dio per farci meglio conoscere il ben che c'è in Lui, e da Lui. Una rapida occhiata all'antico testamento ci lascia con un vuoto nel cuore, e ci mette in aspettativa di qualcuno che venga a colmarlo, a pagare il debito. Quale debito! Nessun uomo, e tutti gli uomini messi insieme non potrebbero pagarlo. Ci sono anche oggi tante domande ansiose, per esempio: perché quel terremoto, che ha ucciso tanti innocenti; quella guerra in cui sono periti tanti incolpevoli? A tacere di altro, che colpa ebbe il povero Canaan maledetto da Noè, per l'insolenza di Cam; perché maledetto il figlio e non il padre? Perché quel servo dei servi dei suoi fratelli, schiavo di schiavi? Così, ci piace pensare che le grida di un bambino sgozzato sono seguite subito dalla gioia di essere trasportato in un luogo migliore di quello da cui è stato violentemente cacciato, è in mezzo ad associazione di gran lunga superiore; anzi, gli stessi gemiti sono usati come mezzi a futuri godimenti, di cui non si può avere lontanamente l'immagine. Iddio stesso che ci possiede nelle profondità del nostro essere, sa come lenire e confortare anche i più crudi dolori. Noi siamo intimamente convinti di ciò, non solo appoggiati alla conoscenza, che si va sempre più allargando, della bontà e Provvidenza di Dio, il quale non fa male a nessuno, ma ancora per qualche esperienza dei nostri stessi affanni, che sono a volte sembrati più gravi agli altri che non a noi stessi che li abbiamo patiti. Parliamo di quei dolori in cui non era colpa nostra; e anche la dove la colpa nostra c'è stata, nella rovina stessa, è spuntato il fiore della speranza, perché una presenza intima d'amore ci ha invitati a confidare nel ristoramento. Un giorno capiremo tutto, e confesseremo che Iddio è Giusto. Come tutti i fiumi corrono ai mari, così in quel mare del grande cuore di Gesù Cristo sono andati a cadere tutti gli affanni. Un giorno al di là, si vedrà come il male caduto su di Lui (se accettiamo Lui), come lo stesso male, passando attraverso il suo cuore, sia stato cambiato in bene. Un persecutore corse verso Damasco per fare danno alla chiesa, ma Lui lo fermò a tempo e le parole che gli disse, indicano il suo cuore, e che è Lui l'erede di tutto: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" In pratica, alla fine il perseguitato è Lui. Lui solo. |
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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dallafede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1 E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17 |
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