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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Nel principio

Prima di proseguire nel nostro viaggio attraverso le scritture, è necessario dare uno sguardo per quanto possibile a ciò che avvenne prima che l'uomo fosse creato, perché è utile a far comprendere che tutta le creazione non è un capriccio dell'Onnipotente, bensì una necessità della giustizia divina, affinchè ogni cosa sovvertita potesse finalmente essere riordinata, messa al suo posto, per ripristinare l'equilibrio che ormai era stata guastato.

Colui che si è offerto alla giustizia divina avanti la fondazione del mondo, lo ha fatto non solo per gli uomini ma anche per tutti gli spiriti ministratori di cui Iddio è circondato.
Nella lettera agli Ebrei leggiamo: "E presso che ogni cosa si purifica con sangue, secondo la legge; e senza spargimento di sangue non si fa remissione. Era dunuqe necessario, poiché le cose rappresentanti quelle che sono nei cieli sono purificate con queste cose; che anche le celesti stesse lo fossero con sacrifici più eccellenti di quelli." Una necessità urgente che non riguarda solo l'uomo, ma ogni creatura che da Dio è stata creata.

Il tempo non ha alcun valore davanti a Dio, ma per noi è necessario sentire dire: "Nel principio, Iddio creò il cielo e la terra." Le congetture fatte sono infinite e contradditorie sovente, il campo da esplorare è infinito, ma noi ci fermiamo a ciò che è scritto, proiettandoci fin dove la luce del cielo ci assisterà.

Noi leggiamo che la terra era una cosa deserta e vuota, e tenebre erano sopra la faccia dell'abisso. E lo Spirito di Dio si muoveva sopra la faccia dell'abisso.
Senza altre informazioni sparse qua e la nella bibbia, non sapremmo dove andare, pure nasce una domanda:desolazione "Perché il Creatore avrebbe Lui creata una cosa deserta e vuota?" L'informazione che lo Spirito del Signore aleggiava sulla superficie delle acque, rivela una profonda sensazione rivelatrice di un disastro immane, che aveva ridotto la terra come un deserto, anzi peggio, perché il deserto non è mai vuoto, e il fatto che la terra fosse vuota sta ad indicare che nulla stava più al suo posto, ma ogni cosa si era per così dire nascosta, spaventata da eventi non descritti.

Quando i discepoli ritornavano da una dello loro missioni, tutti allegri perché i demoni erano loro sottoposti, Gesù disse: "Io riguardava Satana cader del cielo, a guisa di folgore." Leggendo Ezechiele 28, è evidente che l'immane disastro è stato causato dall'orgoglio di quello che profeticamente viene chiamato il Re di Tiro, ma le descrizioni non riguardano un essere umano bensì un essere spirituale, potente ma caduto in disgrazia.

Il principe di questo mondo in persona, si presenta davanti a Gesù uomo, e lui conosceva bene la differenza fra il figlio di Dio e il figlio dell'uomo, cosa che l'uomo invece sovente non sa, a meno che non abbia ricevuta rivelazione. Davanti a Dio non si può più presentare, ma insidia la chiesa e il suo capo; così Satana prese Gesù, lo portò su di un monte altissimo, e di la gli fece vedere i regni e le glorie di questo mondo.
Non c'erano monti altissimi in Palestina, ne esistono sulla terra monti dai quali si possano osservare i regni e le glorie di questo mondo, dunque il monte altissimo esiste solo nel cuore di coloro che si innalzano davanti a Dio, e non c'è monte altissimo che possa far vedere la gloria di Dio.
Lui, il, principe di questo mondo disse che tutte quelle cose erano sue, ma ammise che gli erano state date, e noi aggiungiamo secondo un preciso disegno divino e solo per un tempo.

La terra era deserta e vuota, (qualcuno traduce informe), e la sola nota di speranza è che lo Spirito del Signore si muoveva (aleggiava, pare di percepire una sensazione di desolazione dove ancora c'era speranza), aleggiava sulla superficie delle acque.
Difficile capire il linguaggio celeste, le ragioni di tale informazione che in apparenza pare non ci riguardi, lontani come siamo da quel triste giorno ormai millenni.

La gloria di Dio è di nascondere la cosa; la gloria dei Re è di investigare la cosa. Proverbi 25/2

Così con questa profonda riverenza nel cuore che ci muoviamo ancora noi alla ricerca della verità che rende onore a Colui che ci ha tanto amato che ha dato il suo unigenito figliuolo, affinchè non periamo ma siamo salvati.
A Lui, Agnello immacolato, vogliamo volgere nel deserto della nostra esistenza, lo sguardo fisso come essendo stati ancora noi morsicati dal serpente e avendo noi creduto nell'unica salvezza possibile da Dio stesso offerta a tutti coloro che gli crederanno.

Anche i migliori hanno un debole, il calcagno, (Genesi 3/15)figura del cammino quotidiano che può essere rallentato fino alla morte se non alziamo lo sguardo fisso a Colui che ci ha detto: "Prendete sopra di voi il mio giogo, e imparate da me che sono mansueto e umile di cuore, e voi riceverete riposo alle anime vostre." Matt. 11/29

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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
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