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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Religione

l termine religione ha origine dal latino religo (che sta per legare insieme) e con questa espressione si intende la relazione che si stabilisce tra una persona ed una o più divinità o forze sovrannaturali e fra gli uomini che praticano uno stesso culto; in altri termini si può definire come una proiezione metafisica condivisa codificata e tramandata all'interno di un contesto sociale. Il bisogno religioso è presente in ogni cultura in forme esternalizzate da riti che hanno una valenza sociale e possono o meno avere un contenuto etico (guidare il comportamento interiore) e filosofico (dare risposte a domande universali).
Alcune religioni sono dette "rivelate" in quanto si ritengono depositarie di una rivelazione e spesso adottano dei Testi Sacri nei quali sono comprese tutte o parte delle rivelazioni divine.

La dove la religione è effettivamente un legame con Dio, l'essere umano subisce una trasformazione interiore, frutto della presenza di Dio nel cuore dell'uomo; la dove invece la religione è una filosofia di vita, anche se la condotta come il modo di ragionare possono cambiare, la causa spesso non è la presenza di Dio, ma la filosofia portata avanti con tenacia, in opposizione a Dio con il risultato che la natura umana non subisce un mutamento divino ma umano.
In che cosa può cambiare l'uomo se stesso? L'uomo rimarrà sempre uomo, perchè il cuore dell'uomo è per natura peccaminoso (Genesi 8/21; Geremia 17/9), e ogni modifica della sua esistenza porterà con se sempre la stessa radice; tutto ciò che può fare sarà sempre frutto della volontà dell'uomo, il quale vive la propria vita in opposizone al Creatore di ogni cosa.

Da quanto sopra è evidente che vi è una religione che lega l'uomo a Dio e una religione che tiene insieme gli uomini che praticano lo stesso culto. In questo senso molti cristiani sono tali perchè partecipano una dottrina religiosa che li tiene insieme perchè ne condividono riti e regole.
Attraverso la religione vengono veicolati valori sociali e culturali che mutano nel tempo, perchè si adeguano a ritualità e costumi, la dove il Signore è sempre lo stesso e la sua parola dura in eterno; dalle religioni frutto delle ansie umane, nascono i divieti intorno a cose di nessuna importanza spirituale, le regole sociali, i riti e le liturgie, ma in tutto questo Iddio nulla c'entra; gli uomini si regolano da soli scegliendo fra una religione l'altra. In tutto l'A.T. non viene fatta menzione alcuna di religione nè di religiosità, pur non di meno venivano esercitate pratiche religiose, nel senso che venivano praticati riti e liturgie dettate nella legge di Mosè.

Qualcuno può giustamente obiettare dicendo che Mosè parlò al popolo di Israele per volontà divina, ma le regole che furono date, furono date perchè quel popolo continuava a dispettare il Signore, (Ezec. 20/22-26); Israele è rimasto il popolo di Dio non per la trasformazione del cuore loro ma per effetto della promessa fatta da Dio ad Abrahamo.

Il primo cenno di vera religiosità ci viene fornito in Luc 2/25 dove dice: "OR ecco, vi era in Gerusalemme un uomo il cui nome era Simeone; e quell'uomo era giusto, e religioso, ed aspettava la consolazione d'Israele; e lo Spirito Santo era sopra lui."
Pare essere alle prime una semplice informazione, ma in realtà questo servitore del Signore viene dapprima dipinto come giusto, poi religioso, e infine aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era sopra di lui.
Attraverso Simeone abbiamo un quadro completo di come deve essere un uomo religioso; una caratteristica rara da trovarsi in un uomo, ma che lo definiva a pieno titolo "Religioso" cioè legato a Dio attraverso una promessa che Iddio stesso gli aveva fatto.
Una religione a senso unico, dove Dio non parla, non opera, non si manifesta alla sua gente, non legando il popolo a Dio perchè Dio non è vivente, è una religione di uomini destinata al fallimento.

Simeone aspettava la consolazione di Israele, perchè Iddio gli aveva promesso che non avrebbe gustato la morte prima di aver visto il Cristo del Signore.
La sua religiosità non era una condizione dettata semplicemente da riti e regole religiose, ma aveva nel cuore una promessa fattagli dal Signore stesso e viveva la sua vita aspettandone l'adempimento, e aspettava tale adempimento essendo ripieno dello Spirito Santo.

In quella nazione che aspettava il Messia, e che aveva avuto le profezie della sua venuta, tutti aspettavano il Messia, ma solo a pochi è stata fatta grazia di poterlo vedere e amare; oltre a Simeone, la scrittura ci ricorda di Anna la profetessa e di tutte quelle persone che aspettavano la redenzione di Israele.
La scrittura parla anche di una schiera di gente di cui si conoscono solo alcuni nomi, che ha vissuto la sua vita non avendo veduto il Cristo ai giorni della sua carne, ne avendo ricevuto le promesse, ma avendole salutate da lontano, ed essendo vissuti sulla terra come stranieri e pellegrini avendo il cuore alla patria lontana. Ebrei 11/13-16

La religione per essere concreta deve esprimere comunione vera con Dio e la manifestazione di Dio stesso fra gli uomini.
L'uomo religioso è come colui che ha nel suo cuore un grande tesoro e a quello pensa continuamente, di giorno e di notte; non si vanta nè si innalza al di sopra dei suoi simili, ma vive portando nel cuore le parole della vita, che in Lui si trasformano di giorno in giorno in una sorgente che scaturisce acqua di vita eterna e lo trasformano dandogli grazia di una nuova vita.

Le caratteristiche di un uono religioso sono riprese in Giacomo 1:26 dove dice: "Se alcuno pare esser religioso fra voi, e non tiene a freno la sua lingua, ma seduce il cuor suo, la religione di quel tale è vana."
La discriminante non è se parla tanto o poco, ma se quello che dice è verità che viene da Dio o frutto di una dottrina di uomini.
Tenere a freno la lingua non significa tacere ma governarla affinchè esprima ciò che piace a Dio. Gesù stesso dice parlando a scribi e farisei: "Progenie di vipere, come potete parlar cose buone, essendo malvagi? Poichè la bocca parla di ciò che sovrabbonda nel cuore." Matteo 12/34
Li chiamò malvagi perchè non avevano incorporata per la fede la parola che Dio aveva inviata loro a mezzo dei profeti (Ebrei 4/2), ma avevano ridotto la loro religione ad un cumulo di tradizioni,(Marco 7/7-13) e con quelle stavano a capo di un popolo e lo ammaestravano.

La religione seduce il cuore degli uomini quando rende grande e attraente agli occhi della carne un servizio composto di riti e di ritualità coinvolgenti, formule che non rigenerano la vita ma la lasciano piena dei suoi difetti e o peccati; si finisce per condividere cose prive di vita pur sapendo che sono sbagliate, attraverso l'accettazione di queste formule.
Giacomo dice che il proprio cuore viene sedotto attraverso moltitudini di parole che non mutano, non trasformano nè santificano le propria vita, rimanendo essa sempre debole verso quel peccato che da tempo non avrebbe più dovuto avere forza in lui.

Nel salmo 50/16-20, viene descritta una caratteristica di chi parla troppo, e dice:" Ma all'empio Iddio ha detto: Che hai tu da far a raccontare i miei statuti, ed a recarti il mio patto in bocca? Poichè tu odii correzione, e getti dietro a te le mie parole. Se tu vedi un ladro, tu prendi piacere d'essere in sua compagnia; e la tua parte è con gli adulteri. Tu metti la tua bocca al male, e la tua lingua congegna frode. Tu siedi, e parli contro al tuo fratello, e metti biasimo sopra il figliuoli di tua madre."

Il falso religioso predica, ostenta una conoscenza degli statuti divini e il patto del Signore, ma da essi non viene rigenerato; ciò gli serve come copertura per coprire ogni sua nudità; Odia la correzione, non accetta di essere ripreso nè rimproverato; vive in compagnia di ladri essendo a sua volta ladro anche lui,(Giuda Iscariota è esempio ) e preferisce vivere fra gli adulteri o come gli adulteri, ovvero coloro che amano la contaminazione di carne. Non si tratta di adulterio in senso fisico, ma di un riferimento ad una vita non santificata, quindi adulterata

Il falso religioso presta la sua bocca al male e ne diviene strumento di fuoco, e Giacomo 3/5-6 così la definisce: "Così ancora la lingua è un piccol membro, e si vanta di gran cose. Ecco, un piccol fuoco quante legne incendia! La lingua altresì è un fuoco, è il mondo dell'iniquità; così dentro alle nostre membra è posta la lingua, la qual contamina tutto il corpo, e infiamma la ruota della vita, ed è infiammata dalla geenna." ---L'uomo maligno presta gli orecchi alle labbra inique; e l'ingannatore ascolta la lingua maliziosa. Prov. 17/4

La religione pura ed immacolata, dinanzi a Dio e Padre, è questa; visitar gli orfani, e le vedove, nelle loro afflizioni; e conservarsi puro dal mondo. Giacomo 1:27
Isaia 58 descrive quale deve essere il comportamento di un uomo religioso che ami Iddio e cammini nella dirittura, e quali sono i risultati di una vera condotta religiosa. Vale la pena di trascrivere il capitolo in questione e su di esso chinare il capo, chiedendoGli grazia per vivere secondo la sua volontà.
"Il digiuno che io gradisco non è forse questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo,che si lascino liberi gli oppressie che si spezzi ogni tipo di giogo? Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame,che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo, che quando vedi uno nudo tu lo copra e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne? Allora la tua luce spunterà come l'aurora, la tua guarigione germoglierà prontamente; la tua giustizia ti precederà, la gloria del SIGNORE sarà la tua retroguardia.

Allora chiamerai e il SIGNORE ti risponderà; griderai, ed egli dirà: Eccomi! Se tu togli di mezzo a te il giogo, il dito accusatore e il parlare con menzogna; se tu supplisci ai bisogni dell'affamato, e sazi l'afflitto, la tua luce spunterà nelle tenebre, e la tua notte oscura sarà come il mezzogiorno; 11 il SIGNORE ti guiderà sempre, ti sazierà nei luoghi aridi, darà vigore alle tue ossa; tu sarai come un giardino ben annaffiato,come una sorgente la cui acqua non manca mai.
I tuoi ricostruiranno sulle antiche rovine; tu rialzerai le fondamenta gettate da molte età e sarai chiamato il riparatore delle brecce, il restauratore dei sentieri per rendere abitabile il paese. Se tu trattieni il piede dal violare il sabato,facendo i tuoi affari nel mio santo giorno; se chiami il sabato una delizia e venerabile ciò che è sacro al SIGNORE; se onori quel giorno anziché seguire le tue vie e fare i tuoi affari e discutere le tue cause, allora troverai la tua delizia nel SIGNORE; io ti farò cavalcare sulle alture del paese, ti nutrirò della eredità di Giacobbe tuo padre, poiché la bocca del SIGNORE ha parlato.

In realtà Giacomo parlando del diritto della vedova e dell'orfano, non vuole solo occuparsi di loro ma di tutti coloro che sono vedovi e orfani, perchè non hanno nessuno che li difenda, nessuno che spenda una parola per loro, perchè non ne hanno in contraccambio.
In questa grande famiglia convivono creature di ogni estrazione sociale i quali stanno sotto le ali di Matteo 5/3, dove viene detto: "Beati i poveri di spirito perchè il Regno dei cieli è loro."

Su questo Gesù stesso si esprime in Luca 14/12-14: "Or egli disse a colui che l'avea invitato: Quando tu farai un desinare, o una cena, non chiamare i tuoi amici, nè i tuoi fratelli, nè i tuoi parenti, nè i tuoi vicini ricchi; che talora essi a vicenda non t'invitino, e ti sia reso il contraccambio.
Anzi, quando fai un convito, chiama i mendicanti, i monchi, gli zoppi, i ciechi. E sarai beato; perchè essi non hanno il modo di rendertene il contraccambio; ma la retribuzione te ne sarà resa nella resurrezione dei giusti."

Sempre trattando lo stesso argomento ma in forma diversa, Gesù esprime in Matteo 25/35-40 una realtà spesso disattesa; infatti dice: " Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigioniero e veniste a trovarmi".
Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?" E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me".

Potrà mai un uomo essere tutto questo senza dipendere dal Signore del cielo e della terra, da Colui che ci ha creati e che conosce i segreti della nostra esistenza? Signore aiutaci a mettere in pratica la tua parola affinchè non siamo trovati bugiardi quando ritornerai per raccogliere i tuoi figli fra gli uomini.

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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


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