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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Riflessioni brevi

Intorno la sangue di Gesù

Fin dal principio e senza particolare accenno, Iddio dovendo vestire i nostri progenitori, ha dovuto sacrificare degli animali per farne delle pelli. La morte degli animali servì per la copertura dei corpi ormai sotto peccato.

Dal canto suo Abele offrì al Signore sacrificio di animali, ma non è specificato che fosse per il purgamento dei peccati, e Iddio gradì l'offerta di Abele per il modo, lo spirito con cui è stata fatta, perchè davanti al Signore molto vale il modo che non la forma visibile della cosa. In quell'occasione non vi è cenno di riti particolari relativi al sangue degli animali. Genesi 4/4

Lo scrittore della lettera agli Ebrei 9 scrive: " La dedicazione del primo (patto) non fu fatta senza sangue. Pertanto, dopo che tutti i comandamenti, secondo la legge, furono da Mosè stati pronunziati a tutto il popolo; egli, preso il sangue de' vitelli e de' becchi, con acqua, e lana tinta in scarlatto, ed isopo, ne spruzzò il libro stesso, e tutto il popolo; dicendo: Questo è il sangue del patto, che Iddio ha ordinato esservi presentato. Allo stesso modo ancora con quel sangue spruzzò il tabernacolo, e tutti gli arredi del servigio divino.
E presso che ogni cosa si purifica con sangue, secondo la legge; e senza spargimento di sangue non si fa remissione. Era dunque necessario, poichè le cose rappresentanti quelle che son nei cieli sono purificate con queste cose; che anche le celesti stesse lo fossero con sacrificii più eccellenti di quelli."

Chi aveva bisogno del sangue erano gli uomini, davanti ai quali la morte di un animale rappresentava la vita, e molti riti hanno preso spunto da questi pensieri.

La giustizia divina non aveva bisogno di sangue o di sacrificio (è inimmaginabile pensare a un Dio che ha bisogno di sangue), ma cercava ubbidienza, la dove l'ubbidienza viene reputata valida anche senza sacrificio con spargimento di sangue.

Azzardando un'ipotesi potremmo anche dire che se Gesù non fosse stato ucciso, il valore del suo sacrificio sarebbe stato identico, perchè Lui si era presentato davanti Dio in sostituzione dei sacrifici che venivano fatti e che non potevano in alcun modo offrire all'uomo la salvezza.

Pensare che il sangue degli animali potesse in qualche modo soddisfare la giustizia divina pare abbastanza difficile da accettare, anche se dobbiamo ammettere che nulla è stato creato a caso.

La perfezione mai avrebbe potuto essere raggiunta a mezzo di creature create, la dove dobbiamo rilevare che la creazione pur essendo davanti a Dio perfetta di una finale perfezione, pure si è mostrata in tutta la sua imperfezione cominciando da Lucifero in poi.

Il profeta Geremia, nella casa del vasellaio imparò una grande lezione, e cioè che il vaso si era rotto nelle mani del vasellaio, e pietà vuole che nessuno fu additato come il colpevole, ma il vasellaio si assunse l'onere di ricominciare da capo l'opera sua, come a Lui pareva bene; solo fu ricordato che sono cose che succedono all'argilla, un fatto del tutto normale si potrebbe dire.

Nulla di creato dunque poteva soddisfare la giustizia divina, e fu così necessario per l'uomo, perchè l'uomo potesse comprendere quanto grande sia l'amore di Dio, che Iddio stesso si facesse carne, soffrisse, e fosse crocefisso, dunque spargesse il suo sangue innocente (di uomo innocente), perchè noi potessimo comprendere.

Detto questo, nessuno deve pensare che io stia sminuendo il sacrifico di Gesù e del suo sangue, di cui abbiamo e avremo ancora bisogno, perchè attraverso la sua morte, noi siamo rivestiti, coperti di misericordia al fine di renderci conformi all'immagine di Dio.

L'apostolo Paolo esorta ed evidenzia a che siamo rivestiti di Cristo e dice: "Anzi siate rivestiti del Signor Gesù Cristo, e non abbiate cura della carne a concupiscenze." Rom. 13/14

E' dunque giusto porre l'accento sul sacrificio di Cristo e del suo sangue, senza però dimenticare che a poco vale se non accettiamo la grazia di DIo simboleggiata in quel vestito per Adamo e nella nuova natura (parliamo di nuova natura e non di rattoppi della vecchia) per colui che crede.

Ancora l'apostolo Paolo insiste scrivendo nella 2 Cor.5/2-3, evidenziando il travaglio di fronte a quel sacrificio dicendo: "Poichè in questa tenda ancora sospiriamo, desiderando d'esser sopravvestiti della nostra abitazione, che è celeste. Se pur saremo trovati vestiti, e non nudi".

Il sangue di Cristo ha grande valore solo se accetteremo di essere rivestiti del manto della misericordia.

Intorno all'albero della vita

Credo personalmente che sia errato parlare di nuovo patto, quando ancora nessun patto era stato fatto, perchè il divieto non può essere considerato un patto. Non credo vi sia un altro albero della vita ma lo stesso albero.

Credo sia ovvio pensare che Adamo ed Eva mangiassero dell'albero della vita prima di peccare, visto che nessun divieto era loro stato fatto in merito, e che sia stato giusto privarli di quel bene per il loro bene.

In quanto a ciò che Iddio dice: "Ecco l'uomo è divenuto come uno di noi, poichè conosce il bene e il male", non ne fa certo un essere come Dio. Che vuo dire " come uno di noi?" A chi faceva Iddio riferimento? Chi aveva la conoscenza del bene e del male?

Sarebbe bene anche in merito a ciò, riflettere sulla via che Adamo ha percorso per arrivare a tale conoscenza; tale via non lo rende simile a Dio, ma lo rende un dio alla pari di tutte quelle creature che spontaneamente hanno deciso di abbracciare il male, seguendo le orme di Lucifero, la dove per dio in questo caso si intende uno opposto al Creatore.

Per questa ragione Lucifero è stato buttato giù dal cielo e per la stessa ragione Adamo è stato messo fuori dal giardino. Certo che Iddio conosce il bene il male, ma non è da esso guastato; così non si può dire degli uomini come non si può dire di tutti gli spiriti.

Nulla si è mai spento a mio avviso ma esiste solo una continuità nel progetto divino; quello che noi vediamo è solo quello che si vede, ma la realtà sta dall'eternità davanti a DIo, il quale pur sapendo le cose a venire, pure ha creato le cose di cui leggiamo e vediamo.

Insomma è come dire che vediamo solo la punta di un iceberg, il resto ci è nascosto.

Ovviamente questi sono solo spunti relativi ad un tema immenso come la creazione.

Intorno a Gesù figlio.

E' sicuramente per noi difficile comprendere la deità e a tempo stesso l'umanità di Gesù, come è altrettanto difficile comprendere la trinità di Dio.
Le nostre abitudini, la nostra limitatezza, relatività, il nostro essere creature limitate nel tempo, non ci permette di entrare nel merito delle cose che riguardano Dio, tranne che nella misura data dal nostro limite.
Or il limite dell'uomo si sa, è di poca durata.

Fin dalle prime pagine della Genesi, è chiaro questo problema, e ci siamo sicuramente chiesti come mai Iddio parla al singolare e poi anche al plurale, lasciando intravvedere di non essere solo.

Leggiamo che "Iddio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza." E poi ancora: "Iddio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza." Le scritture, la rivelazione, hanno dato a queste parole una identità crescente; crescente davanti a noi in luce e manifestazione, ma questo non ci fa però comprendere l'identità di Dio, del quale nulla sappiamo e quel poco anche male.

Abbiamo davanti a noi delle figure che hanno sembianze umane tranne una, quella di Dio; abbiamo il Padre e abbiamo anche il figlio. Mentre del padre e del figlio, comprendiamo la figura per associazione a quella del padre e del figlio terreni, nulla che sia umano possiamo associare all'immagine di Dio e dello Spirito Santo intorno al quale si sbizzarrisce la nostra mente.

Se Iddio non era solo nell'atto di decidere che forma avrebbe dovuto dare all'uomo, chi stava insieme a Lui? Certo le risposte possono essere varie sopratutto col senno di poi, ma credo che dovremmo lasciarci trasportare dal Signore sul monte suo santo, per scoprire le meraviglie della sapienza divina.

Al di la del sempre generato, quindi esistito, dovremmo legittimamente pensare al figlio di Dio, figlio dell'uomo. Il figlio dell'uomo è stato generato e messo alla luce in un tempo relativamente preciso ma la sua sussistenza in Dio è eterna, come eterno è il pensiero divino presso il quale il tempo non ha ragione di esistere.

Per la verità, non è mai stato facile comprendere questa duplice identità del figlio di DIo, figlio dell'uomo, nato di donna e pur generato per lo Spirito Santo, dunque divino; solo Iddio poteva compiere un tale miracolo, cioè rendere se stesso umano e per farlo ha operato con tutta la sua onnipotenza, perchè lo Spirito Santo indica onnipotenza e intensità dell'essere Dio che prende la natura umana per dare di se stesso all'uomo, una immagine comprensibile.

I° Cor. 15/28 dice: "Ora, dopo che ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora il Figliuolo sarà anch'egli sottoposto a colui che gli ha sottoposta ogni cosa, acciocchè Iddio sia ogni cosa in tutti."

Immaginare un figlio sottoposto a colui che gli ha sottoposta ogni cosa, evidenzia una condizione di subordinazione del figlio, dunque di inferiorità il che non è assolutamente vero.

Il pensiero che credo sia più verosimile è che cessando il bisogno dell'immagine di un figlio Dio Uomo fra gli uomini, tutto ritornerà ad essere come è sempre stato, cioè Iddio ogni cosa in tutti.

Non ci sarà dunque l'immagine del padre e del figlio?
Nell'apocalisse si parla esclusivamente dell'agnello, ovvero sarà ricordato nei secoli, il sacrificio che Dio ha offerto all'umanità, l'Unica via di salvezza offerta da Dio

L'apocalisse 5/13, fa menzione dell'Agnello che è degno di lode e gloria nei secoli dei secoli e dice: "A colui che siede in sul trono, ed all'Agnello, sia la benedizione, e l'onore, e la gloria, e la forza, ne' secoli de' secoli."
L'immagine che resterà davanti ai redenti è quella dell'agnello, il ponte di collegamento fra il cielo e la terra, l'anello di congiunzione fra l'uomo e Dio, Dio/Uomo, perchè Iddio crea quello che proferisce; assieme a Dio sul trono ci sarà solo l'agnello ; l'unico uomo che abbia meritato di sedersi su quel trono.

Se così non fosse, che bisogno ci sarebbe di dire che l'agnello starà sul trono di Dio, dal momento che Iddio riprenderebbe ad essere ogni cosa in tutti?

Tutto ciò che è stato fin qui scritto è comunque relativo e quindi imperfetto, ma vuol essere un contributo per la riflessione

to parlare di nuovo patto, quando ancora nessun patto era stato fatto, perchè il divieto non può essere considerato un patto. Non credo vi sia un altro albero della vita ma lo stesso albero.

Credo sia ovvio pensare che Adamo ed Eva mangiassero dell'albero della vita prima di peccare, visto che nessun divieto era loro stato fatto in merito, e che sia stato giusto privarli di quel bene per il loro bene.

In quanto a ciò che Iddio dice: "Ecco l'uomo è divenuto come uno di noi, poichè conosce il bene e il male", non ne fa certo un essere come Dio. Che vuo dire " come uno di noi?" A chi faceva Iddio riferimento? Chi aveva la conoscenza del bene e del male?

Sarebbe bene anche in merito a ciò, riflettere sulla via che Adamo ha percorso per arrivare a tale conoscenza; tale via non lo rende simile a Dio, ma lo rende un dio alla pari di tutte quelle creature che spontaneamente hanno deciso di abbracciare il male, seguendo le orme di Lucifero, la dove per dio in questo caso si intende uno opposto al Creatore.

Per questa ragione Lucifero è stato buttato giù dal cielo e per la stessa ragione Adamo è stato messo fuori dal giardino. Certo che Iddio conosce il bene il male, ma non è da esso guastato; così non si può dire degli uomini come non si può dire di tutti gli spiriti.

Nulla si è mai spento a mio avviso ma esiste solo una continuità nel progetto divino; quello che noi vediamo è solo quello che si vede, ma la realtà sta dall'eternità davanti a DIo, il quale pur sapendo le cose a venire, pure ha creato le cose di cui leggiamo e vediamo.

Insomma è come dire che vediamo solo la punta di un iceberg, il resto ci è nascosto.

Ovviamente questi sono solo spunti relativi ad un tema immenso come la creazione.

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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
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