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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Edificando il tempio del Signore

Altari

Distinguere dobbiamo fra gli altari di un popolo pellegrino, e gli altari di un popolo che ha fatte radici; il primo costruirà altari di pietre non acconce, figura delle occasioni che la provvidenza offrirà per adorare il Signore, poichè i tempi del Signore come i suoi pensieri sono diversi dai nostri; il secondo costruirà altari di pietre acconce, seguendo un rituale religioso, in tempi e modi prestabiliti, dando alle cose che fa una forma secondo la propria dottrina, fede religione che dir si voglia.
Ma che cosa vuole dall'uomo il Signore del cielo e la terra?

Al popolo che si trovava nel deserto, l'ordine fu di fare degli altari di pietre non acconce; quando Israele cominciò a sentirsi sicuro, cominciò a pensare a costruire una casa stabile al Signore, pur sapendo che il Signore non abita in case fatte da mani d'uomo.(Cosi fanno oggi, tutti coloro che lasciano la semplicità del cristianesimo; vogliono edificare una casa al Signore, ma mancano della onestà dell'uomo dal cuore verso Iddio, Davide.)

Davide desiderò di fare una casa al Signore, e il Signore accettò, ma Lui non aveva domandato a nessuno di edificargli una casa.
Israele volle un Re, per essere come tutte le nazioni della terra, e il Signore diede loro un Re, ma a Samuele disse: "Non hanno disprezzato te ma hanno disprezzato me, perché non hanno voluto che io regnassi su di loro".

(Il declino della prima carità, del primo amore, comincia proprio da una ribellione interiore mascherata di zelo).

Avviene sovente che la infinita sapienza di Dio, ci concede di fare le esperienze che vogliamo, perché altrimenti non capiremmo; poi dopo averci dato un poco di libertà, siccome non sappiamo vivere liberi senza peccare, il Signore toglie tutte quelle cose che ci hanno impedito di essere conformi alla sua volontà.

Ci toglie gli altari, gli alti luoghi, il tempio, perché Lui vuole essere il nostro Dio, vuole che impariamo a dipendere da Lui.
Ai capi di Israle, Gesù defini il tempio come la vostra casa
Gesù stesso, disse ai suoi discepoli che la sua dipartita era necessaria, era utile; in noi, tutto deve tendere verso Dio; fermarsi è pericoloso, perché sopravvengono le cattive abitudini, ci si addormenta.
Se non si cresce nella conoscenza del figliuolo di Dio, si perde anche quel poco che abbiamo imparato.

I discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, sul monte della trasfigurazione dissero, avendo davanti quella sublime visione: "E' bene che facciamo tre tabernacoli; uno a Mosè, uno a Elia e uno a Gesù; ma una nuvola venne e si portò via Mosè e Elia e Gesù rimase tutto solo con loro.

Sovente il popolo di Dio si costruisce degli altari che poi il Signore deve distruggere, creando smarrimento in coloro che non imparano mai; così ha fatto quando gli uomini hanno voluto costruire una città e una torre che giungesse fino al cielo; Iddio scese e confuse il loro linguaggio.

Iddio confonde il linguaggio degli uomini, e così quelli che prima si capivano, poi non si capiscono più. Molte sono le riflessioni che si potrebbero fare, ma come diceva Gesù: "Chi ha orecchio per udire oda".

Ai Galati, Paolo dice: "Insensati, chi vi ha ammaliati, che avendo cominciato per lo spirito, ora vogliate perfezionarvi per la carne?
Molti altari prima che l'uomo impari a camminare vicino al Signore; un solo altare, quando davanti agli occhi nostri si farà strada una chiara visione; quando Isaia vide il Signore, e vide come il Signore era adorato nel cielo, disse: "Povero me uomo, immondo di labbra, che vive in mezzo ad un popolo immondo di labbra".

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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
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