Ristoramento Cristiano
Ristoramento Cristiano

Web Questo sito
Link utili
Spiritual search
Il ritorno (Periodico)
Granel di senape
Evangelici.net
Eben Ezer
Corrispondenza
Antologia

Letteratura:
  • Cristo per fede
  • La chiesa la invisibile
  • Il Redentore
  • Ecce Homo
  • Il corpo di Cristo
  • La legge dello Spirito
  • Perchè crocefissero Gesù
  • Come in cielo
  • Dalle tenebre alla luce
  • Partecipi della natura divina
  • Il ritorno del Signore
  • Simon Pietro
  • Ricevendo il Regno
  • Al Golgota di incontrano le età
  • Caino, il fabbricatore
  • Libertà

E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

Valid HTML 4.01 Transitional

Edificando il tempio del Signore

Il sacrificio di Caino e Abele

Dopo molto tempo dalla caduta di Adamo e Eva, ora, con Caino e Abele, si comincia a parlare di sacrifici offerti al Signore. Si andava finalmente facendo strada il bisogno di avvicinarsi a Dio; la vita degli uomini d'ogni tempo mostra questa necessità, quindi ora come allora l'uomo sente il bisogno di avvicinarsi a Dio, il bisogno di spiritualità; anche noi dunque abbiamo lo stesso bisogno, e anche noi ci possiamo trovare in simili frangenti; non è nuova la formula dell'offerta per essere graditi a Dio.

Non ci è dato di sapere se Caino e Abele avessero prima di allora offerto sacrifici al Signore, ma poco importa, perché quel che vale è ciò che rende visibile quello che sta dentro; le formalità non svelano i segreti dei cuori, ma quando ci si avvicina veramente al Signore, allora si scoprono i segreti.

Davanti a Lui non possiamo rimanere insensibili; il Signore o si odia o si ama.

Questi due fratelli, Caino e Abele, si misero in cuore di offrire un sacrificio al Signore; il primo essendo contadino, offrì dei frutti della terra, il secondo essendo pastore, offrì degli agnelli.

Tutto normale, si potrebbe dire, ma a rendere evidente la differenza è stato Iddio stesso, che non può certo essere accusato di parzialità.

Così, il Signore gradì il sacrificio di Abele, ma non gradì quello di Caino; fu un giudizio palese, che non lasciava spazio ai SE e ai MA, come del resto sono e soprattutto saranno i giudizi di Dio.

Caino si offese e cominciò in cuor suo a meditare che cosa farebbe al suo fratello, quando il Signore gli rivolse la parola dicendo: "Perché sei così sdegnato? E perché è il tuo volto abbattuto? Se tu fai bene, non vi sarà esaltazione? Ma se tu fai male, il peccato giace alla porta. Or i suoi desideri dipendono da te, ma tu hai la signoria sopra lui".
Il lettore superficiale farà lo stesso errore di Caino, ma colui che si sofferma, troverà luce in ogni parola di Dio, perché ama la legge scritta dentro al cuore.

Fare bene - fare male, non è riferito all'opera in quanto tale, ma allo spirito con cui si fanno le cose. Se il Signore non ha gradito l'offerta di Caino, le ragioni possono essere diverse, e la prima cosa che viene palesata, è che Caino non ama il Signore; questo si deduce dalla sua reazione, perché probabilmente decise di offrire al Signore un sacrificio in competizione con suo fratello, e questo si deduce dalla sua decisone di ucciderlo. Il Signore dal canto suo gli rivolge la parola sebbene non avesse gradito la sua offerta, e come segno di amore e di redenzione lo invita a guardare dentro al suo cuore, per scoprire la causa della sua reazione, perché c'era ancora speranza, ma Caino continuò per la sua strada.

In entrambi i casi, Caino non offrì al Signore un sacrifico privo di difetto, ne offrì delle primizie della terra; questo si deduce dall'informazione scritturale, generica "Offrì i frutti della terra".

Di Abele invece leggiamo che fu detto: "Abele offrì al Signore dei primogeniti delle sue pecore e del grasso di esse".
Ciò su cui Iddio non aveva ancora legiferato, perché la legge relativa ai sacrifici venne molto tempo appresso,già viveva nella vita di Abele, ma non viveva nella vita di Caino, tranne che per l'aspetto esteriore. Molti si curano dell'esteriore, pochi si domandano se ciò che fanno è gradito al Signore.

Molti si curano di apparire davanti agli uomini e pochi di apparire davanti a Dio
Quando Iddio diede al suo popolo la legge dei sacrifici, essa contemplava le offerte della terra, della quale Iddio reclamava le primizie, così come per le offerte da ardere Iddio reclamava quanto apriva la matrice, che fosse senza difetto ne macchia alcuna. Esodo 12:5; 23:19;

Le figure sono eccellenti a chi ne comprende il significato.
Così avviene che nel tempio del Signore vengano offerti sacrifici conformi e sacrifici non conformi; nel tempio del Signore non è un'indicazione generica di luogo, perché in realtà la scrittura ci ricorda che " Voi siete il tempio del Signore".

La ubbidienza e la disobbedienza si consumano in fondo al cuore e poi si manifestano, uccidendo metaforicamente, il fratello che invece vuole essere conforme alla volontà di Dio, veramente.

Del suo popolo Iddio stigmatizza l'attitudine, dicendo: "Sempre errano del cuore". Ebrei 3:10

Il problema non erano i sacrifici che quel popolo offriva al Signore, anche se essi erano conformi alla legge, ma nel come li offriva, cioè, ipocritamente.

Così, si può essere cristiani in modo diverso, ma davanti al Signore vige una regola secondo la quale, o siamo conformi o non lo siamo.

Or se la misericordia di Dio tollera anche per lungo tempo le nostre defezioni, non significa che Iddio gradisce le nostre intemperanze; Israele ha vagato nel deserto per quarant'anni, a motivo della sua disobbedienza, oggi, molti vagano senza meta attraverso l'arido suolo della religione.

Gesù è stato crocifisso, perché contrastava il modo di vivere del suo popolo, denunciandone la superficialità, e "Come hanno fatto a me legno verde, così faranno a voi legno secco".

La pacificazione fra le genti è solo il preludio ad una guerra ancor più aspra, perché il male degli uomini rimane anche se coperto dalla religione.

Quanti credenti oggi, non amano la verità di Dio, ma amano le disquisizioni mentali; quanti credenti si nutrono di dottrina, ma non posseggono lo spirito della legge? Essi amano una verità adulterata dall'umana ragione, dal buon senso pratico.

Si può vivere in pace, quando si offrono davanti al Signore sacrifici in modo diverso da quanto suggerisce lo spirito della legge ( Gesù è lo spirito della profezia), quando vi è competizione, e poi rimanere insensibili alla vanità umana che vorrebbe meritarsi il beneplacito dell'Onnipotente?

Io credo di no, anzi, più siamo lontani dal Signore più diveniamo violenti col prossimo, e più amiamo le opere meritorie come a compensare il mancato assenso divino.

Caino aveva solo suo fratello in competizione, noi abbiamo il fratello a fianco in competizione.

Certo, oggi non si arriverà più all'atto estremo, ma cosa cambia quando i veri servitori di Dio hanno fame, mancano del sostentamento necessario? Certo, oggi abbiamo vicino a noi molti servitori, che hanno fatto del soverchio la loro dottrina, sono divenuti grassi e ricchi a spese di un popolo ignorante; non così i veri servi del Signore, i sacerdoti di Dio, vivono sulla terra come stranieri, perché sanno che il loro premio verrà direttamente da Dio, ma tutti costoro che si ingrassano ogni giorno sempre più, di chi sono servi? Ahimè, anch'essi, fanno sacrifici al Signore?

Nella parabola del grande convito, viene detto che tutti coloro che erano stati invitati, i quali rifiutarono di recarsi alla sala delle nozze, saranno lasciati fuori, perché l'ordine fu: "Andate per le strade e per le piazze, e menate qui ciechi mendicanti zoppi, e sia la mia casa piena".

Luca 14: 21Nelle vie del Signore chi non cresce diminuisce.
Pietro nella sua lettera dice: "Ancora voi, come pietre vive siete edificati per essere una casa spirituale, per offrire al Signore sacrifici spirituali..".I Pietro 2: 5

Non sacrifici di cose inanimate, di cose materiali, ma sacrifici spirituali.

Siete edificati, siete ammaestrati, siete trasformati, resi conformi al disegno divino, per offrirgli sacrifici secondo la sua volontà.

Quand'anche tu ed io ci privassimo di ogni bene per darlo al Signore, Lui non ne farebbe alcuna stima, ma se davanti al Signore vi andiamo col cuore nelle mani che è il bene massimo che abbiamo, allora il Signore ci gradirà.

Quanto valgono i nostri giorni? Il loro valore non si conta con i numeri, ma con la fiducia che abbiamo posto nel Signore per offrirgli con spirito di adorazione quanto è in nostro potere, perché il Signore è degno di tutta la nostra massima attenzione.

Presentiamoci dunque a Lui, con la dirittura del nostro cuore, per offrirgli un profumo di sacrificio come quello di Noè. Genesi 8: 21

I nostri link




Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
Il contenuto di questo sito è libero. E' richiesto solamente che sia citata la fonte. Grazie
Ristoramento Cristiano