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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17 |
Edificando il tempio del SignoreIl sacrificio di Caino e AbeleDopo molto tempo dalla caduta di Adamo e Eva, ora, con Caino e Abele, si comincia a parlare di sacrifici offerti al Signore. Si andava finalmente facendo strada il bisogno di avvicinarsi a Dio; la vita degli uomini d'ogni tempo mostra questa necessità, quindi ora come allora l'uomo sente il bisogno di avvicinarsi a Dio, il bisogno di spiritualità; anche noi dunque abbiamo lo stesso bisogno, e anche noi ci possiamo trovare in simili frangenti; non è nuova la formula dell'offerta per essere graditi a Dio. Non ci è dato di sapere se Caino e Abele avessero prima di allora offerto sacrifici al Signore, ma poco importa, perché quel che vale è ciò che rende visibile quello che sta dentro; le formalità non svelano i segreti dei cuori, ma quando ci si avvicina veramente al Signore, allora si scoprono i segreti. Davanti a Lui non possiamo rimanere insensibili; il Signore o si odia o si ama. Questi due fratelli, Caino e Abele, si misero in cuore di offrire un sacrificio al Signore; il primo essendo contadino, offrì dei frutti della terra, il secondo essendo pastore, offrì degli agnelli. Tutto normale, si potrebbe dire, ma a rendere evidente la differenza è stato Iddio stesso, che non può certo essere accusato di parzialità. Così, il Signore gradì il sacrificio di Abele, ma non gradì quello di Caino; fu un giudizio palese, che non lasciava spazio ai SE e ai MA, come del resto sono e soprattutto saranno i giudizi di Dio. Caino si offese e cominciò in cuor suo a meditare che cosa
farebbe al suo fratello, quando il Signore gli rivolse la parola dicendo:
"Perché sei così sdegnato? E perché è il tuo volto abbattuto? Se tu fai bene,
non vi sarà esaltazione? Ma se tu fai male, il peccato giace alla porta. Or i
suoi desideri dipendono da te, ma tu hai la signoria sopra lui". Fare bene - fare male, non è riferito all'opera in quanto tale, ma allo spirito con cui si fanno le cose. Se il Signore non ha gradito l'offerta di Caino, le ragioni possono essere diverse, e la prima cosa che viene palesata, è che Caino non ama il Signore; questo si deduce dalla sua reazione, perché probabilmente decise di offrire al Signore un sacrificio in competizione con suo fratello, e questo si deduce dalla sua decisone di ucciderlo. Il Signore dal canto suo gli rivolge la parola sebbene non avesse gradito la sua offerta, e come segno di amore e di redenzione lo invita a guardare dentro al suo cuore, per scoprire la causa della sua reazione, perché c'era ancora speranza, ma Caino continuò per la sua strada. In entrambi i casi, Caino non offrì al Signore un sacrifico privo di difetto, ne offrì delle primizie della terra; questo si deduce dall'informazione scritturale, generica "Offrì i frutti della terra". Di Abele invece leggiamo che fu detto: "Abele offrì al
Signore dei primogeniti delle sue pecore e del grasso di esse". Molti si curano di apparire davanti agli uomini e pochi di apparire davanti a Dio Le figure sono eccellenti a chi ne comprende il significato. La ubbidienza e la disobbedienza si consumano in fondo al cuore e poi si manifestano, uccidendo metaforicamente, il fratello che invece vuole essere conforme alla volontà di Dio, veramente. Del suo popolo Iddio stigmatizza l'attitudine, dicendo: "Sempre errano del cuore". Ebrei 3:10 Il problema non erano i sacrifici che quel popolo offriva al Signore, anche se essi erano conformi alla legge, ma nel come li offriva, cioè, ipocritamente. Così, si può essere cristiani in modo diverso, ma davanti al Signore vige una regola secondo la quale, o siamo conformi o non lo siamo. Or se la misericordia di Dio tollera anche per lungo tempo le nostre defezioni, non significa che Iddio gradisce le nostre intemperanze; Israele ha vagato nel deserto per quarant'anni, a motivo della sua disobbedienza, oggi, molti vagano senza meta attraverso l'arido suolo della religione. Gesù è stato crocifisso, perché contrastava il modo di vivere del suo popolo, denunciandone la superficialità, e "Come hanno fatto a me legno verde, così faranno a voi legno secco". La pacificazione fra le genti è solo il preludio ad una guerra ancor più aspra, perché il male degli uomini rimane anche se coperto dalla religione. Quanti credenti oggi, non amano la verità di Dio, ma amano le disquisizioni mentali; quanti credenti si nutrono di dottrina, ma non posseggono lo spirito della legge? Essi amano una verità adulterata dall'umana ragione, dal buon senso pratico. Si può vivere in pace, quando si offrono davanti al Signore sacrifici in modo diverso da quanto suggerisce lo spirito della legge ( Gesù è lo spirito della profezia), quando vi è competizione, e poi rimanere insensibili alla vanità umana che vorrebbe meritarsi il beneplacito dell'Onnipotente? Io credo di no, anzi, più siamo lontani dal Signore più diveniamo violenti col prossimo, e più amiamo le opere meritorie come a compensare il mancato assenso divino. Caino aveva solo suo fratello in competizione, noi abbiamo
il fratello a fianco in competizione. Certo, oggi non si arriverà più all'atto estremo, ma cosa cambia quando i veri servitori di Dio hanno fame, mancano del sostentamento necessario? Certo, oggi abbiamo vicino a noi molti servitori, che hanno fatto del soverchio la loro dottrina, sono divenuti grassi e ricchi a spese di un popolo ignorante; non così i veri servi del Signore, i sacerdoti di Dio, vivono sulla terra come stranieri, perché sanno che il loro premio verrà direttamente da Dio, ma tutti costoro che si ingrassano ogni giorno sempre più, di chi sono servi? Ahimè, anch'essi, fanno sacrifici al Signore? Nella parabola del grande convito, viene detto che tutti coloro che erano stati invitati, i quali rifiutarono di recarsi alla sala delle nozze, saranno lasciati fuori, perché l'ordine fu: "Andate per le strade e per le piazze, e menate qui ciechi mendicanti zoppi, e sia la mia casa piena". Luca 14: 21Nelle vie del Signore chi non cresce diminuisce. Non sacrifici di cose inanimate, di cose materiali, ma sacrifici spirituali. Siete edificati, siete ammaestrati, siete trasformati, resi conformi al disegno divino, per offrirgli sacrifici secondo la sua volontà. Quand'anche tu ed io ci privassimo di ogni bene per darlo al Signore, Lui non ne farebbe alcuna stima, ma se davanti al Signore vi andiamo col cuore nelle mani che è il bene massimo che abbiamo, allora il Signore ci gradirà. Quanto valgono i nostri giorni? Il loro valore non si conta con i numeri, ma con la fiducia che abbiamo posto nel Signore per offrirgli con spirito di adorazione quanto è in nostro potere, perché il Signore è degno di tutta la nostra massima attenzione. Presentiamoci dunque a Lui, con la dirittura del nostro cuore, per offrirgli un profumo di sacrificio come quello di Noè. Genesi 8: 21 |
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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1 E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17 |
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