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Parola di vita Il ritorno (Periodico) Granel di senape Evangelici.net Eben Ezer Corrispondenza Antologia Letteratura:
E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17 |
Tu mi hai dato un corpoParlando di Gesù, lo scrittore della lettera gli Ebrei 10/5, riporta la seguente frase: "Tu non hai voluto ne sacrifico ne offerta; ma tu mi hai preparato (apparecchiato) un corpo". Nel Salmo 40/7, nel testo ebraico sta scritto letteralmente: "Tu mi hai forate le orecchie". Siccome la parola che traduce "forare le orecchie", traduce anche "apparecchiare una vivanda", lo scrittore della lettera agli Ebrei, forte dell'autorità apostolica conferitagli dal Signore, traduce "Mi hai apparecchiato un corpo". Il senso che se ne trae è: "Tu mi hai dato un corpo, attraverso il quale io possa manifestare l'obbedienza alla tua legge, attraverso il quale io possa esprimere la mia consacrazione". Leggendo sempre la lettera agli Ebrei 5/8-13, troviamo che: "Benché fosse figliuolo, pur dalle cose che sofferse, imparò l'ubbidienza". A tutti è stato dato un corpo, attraverso il quale poter manifestare lIddio vivente, l'ubbidienza e l'amore di Dio, dobbiamo però distinguere fra corpo animale e corpo spirituale; corpo corruttibile e corpo incorruttibile, e Paolo scrivendo in 1° Cor. 15/49 e 52 dice: "Come noi abbiamo portato l'immagine del terreno, porteremo ancora l'immagine del celeste. Perciò conviene che questo corruttibile, rivesta l'incorruttibilità, e che questo mortale rivesta l'immortalità". Ogni corpo dunque si corrompe verso la morte, e di ciascuno resterà solamente quello che è eterno, sia a vita eterna che a condannazione eterna.. Alla fine dell'opera creatrice di Dio, leggiamo che: "Iddio vide tutto quello che aveva fatto; ed ecco, era molto buono".Genesi 1/31 Egli, l'Eterno si riposò (si acquietò, ebbe riposo) solamente quando tutto ormai era conforme ai suoi progetti. Segue al capitolo 2/3 una informazione che ci fa riflettere, perché dice che : "Iddio benedisse il settimo giorno, perché in esso egli si era risposato da ogni opera sua, che Egli aveva creata per farla". Ci sono sicuramente due modi di intendere, che non si contraddicono ma presentano certamente due verità; la prima verità è che Iddio dopo che ebbe creato ogni cosa, non smise di operare, anzi vigila sopra l'opera delle sue mani, affinché ogni cosa sia conforme al suo pensiero; la seconda è che il tempo del riposo nel senso finale del suo significato deve ancora venire, e verrà quando il figliuolo avrà consegnato ogni cosa nelle mani del Padre suo, e anch'egli gli sarà sottoposto. Pur non di meno resta fermo il fatto che Iddio si riposò del riposo di Colui che non ha alcun timore, di Colui che è sicuro della sua opera e sa che nessuno mai potrà cambiare nulla. Così, con queste certezze nel cuore leggiamo che: " Iddio dunque creò l'uomo a sua immagine; Egli lo creò all'immagine di Dio; Egli li creò maschio e femmina". La storia che segue mostra come l'uomo creato a immagine e somiglianza di Dio, abbia invece imparato a guardare le cose sotto il consiglio del principe delle tenebre, guastando così la sua vita e condizionando così il corpo verso la morte. Non essendo figlio ma creatura, ha cercato una paternità facendo quello che gli è stato consigliato dal grande vagabondo. (Riflettere su cercato una paternità) Giov. 8/30 e seg. Or Iddio ci ha chiamati per essere suoi figli, attraverso Gesù Cristo nostro Salvatore, per amore del quale ci ha anche amati, fino ad offrirlo alla giustizia eterna come capro espiatorio dei nostri peccati, rendendo così possibile la vittoria sulla morte che ci impediva di recuperare quella immagine perduta, attraverso il sacrificio del suo figliuolo. Creati dunque per essere fatti, in modo definitivo, alla immagine di Dio; ma ora abbiamo davanti a noi Colui che è l'immagine vera di Dio, il solo che mai ha disonorato il Padre suo, e che sempre ne ha fatto la volontà, il quale è stato trovato nell'esteriore simile ad un uomo. Filip. 2/8 Interiore ed esteriore in Lui coincidevano sempre, e nulla faceva pensare che egli fosse diverso dagli altri che gli stavano attorno, perché aveva un corpo come noi abbiamo, tranne che per il fatto che Lui non parlava mai da se stesso e mai operava di suo senno e ancor meno per la sua gloria. E' chiaro che questo nostro corpo mortale mai potrà perdere la corruttibilità, poiché tutti moriamo; solo a due uomini è stato concesso di essere rapiti in cielo senza passare per la morte, ma Gesù è morto come tutti gli uomini, ma la morte non ha potuto trattenere il Santo I limiti di questo corpo"Poiché io so che in me, cioè nella mia carne non abita alcun bene, perciò ben di far il bene io voglio, ma non ne trovo il modo. Perché il bene che io voglio, quello non faccio, ma il male che io non voglio quello faccio. Ora, se io faccio ciò che io non voglio, non sono più io che opero, ma il peccato che abita in me, l'opera. Io mi trovo dunque sotto questa legge, che, volendo fare il bene, il male è appresso di me. Perciò io mi diletto nella Legge di Dio, secondo l'uomo di dentro. Ma io vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro alla legge della mia mente, e mi trae in cattività sotto alla legge del peccato, che è nelle mie membra. "Misero me uomo, chi mi trarrà da questo corpo di morte? Io rendo grazie a Dio per Gesù Cristo, nostro Signore. Io stesso dunque, con la mente servo alla Legge di Dio, ma con la carne alla legge del peccato". Romani 7/18-25 Con la mente servo alla legge di Dio, a mezzo di questo corpo che Lui mi ha dato, e con la carne servo alla legge del peccato. Io so, dice Paolo, del sapere di colui che ha imparato a conoscersi veramente, che in me, inteso come nella mia carne, non vi è alcun bene, perché io sono stretto fra il voler fare il bene, ma non ne trovo il modo; per quanto io mi sforzi, mi accorgo che qualunque cosa io faccia nella mia carne, non sarà mai conforme alla legge di Dio, perché la mia carne non può comprendere le cose di Dio; non ne trovo il modo, perché mentre io vorrei fare il bene, mi ritrovo a fare il male, cioè a disobbedire alla legge di Dio. Io soffro, trovandomi mio malgrado a fare quello che non voglio, sia esso bene, sia esso male, se dunque io faccio quello che non voglio, non sono io che opero, ma il peccato che abita in me che opera. Io mi ritrovo dunque sotto questa legge, che volendo fare il bene, il male è appresso di me. Sarebbe utile fare una precisazione, perché bene e male s'intendono relativi alla consacrazione, in quanto il Signore disse a Caino, prima che uccidesse suo fratello e dopo aver rifiutato la sua offerta: "Se tu fai bene (se obbedisci alla mia legge), se tu fai male (se tu non osservi alla mia legge), per offrire sacrifici conformi alla mia Legge". Il tema è vasto ed esula dalla presente riflessione, ma sarebbe utile spendere un poco di tempo per chiedere al Signore che ci illumini in merito, visto che spesso rendiamo tutto talmente razionale dal fargli perdere il valore. Il peccato giace alla porta del tuo cuore, se tu fai male, ma se tu fai bene, se tu vivi in armonia con la mia Legge, esso non ha alcun potere su di te. I suoi desideri dipendono da te, ma tu hai la signoria su di lui, quindi nulla può se tu non vuoi. Conscio di questo dilemma, come a rendere innocua questa situazione, dice: "Perciò io mi diletto nella legge di Dio, secondo l'uomo di dentro". Un altro uomo è dunque presente in noi, l'uomo di dentro che si manifesta attraverso il corpo di fuori, senza il quale nulla sapremmo di nessuno. Il combattimento non è contro carne e sangue, esso è un combattimento spirituale; nelle mie membra abita una legge che combatte contro alla legge che è nella mia mente, e a motivo delle debolezze della mia carne, mi trae in cattività sotto alla legge del peccato che è nelle mie membra. Ben lo spirito è pronto, ma la carne è debole, disse Gesù, evidenziando ancora una volta la battaglia che colui che cammina verso il cielo deve combattere, cioè la legge che è nelle mie membra. Conclude Paolo, dicendo: "Ma io rendo grazie a Dio, per Gesù Cristo nostro Signore". Se Gesù non fosse venuto sulla terra, non sapremmo come fare per servire l'Onnipotente, ma ora Lui è venuto e ci ha detto: "E imparate da me che io sono mansueto e umile di cuore". Matteo 11/29 Curare il proprio corpoNessuno ha mai avuto in odio la propria carne, ma la cura teneramente, quindi è fuori luogo pensare che il curare il proprio corpo nel senso materiale del termine porti alla comunione con Dio. C'è però una strada che Gesù stesso presenta, e che vale la pena di prendere in considerazione, e a tal proposito leggiamo in Luca 11/33-34, dove dice: "Or nessuno avendo accesa una lampada, la mette in luogo nascosto, ne sotto il moggio, anzi la mette sopra il candeliere, affinché coloro che entrano vedano la luce. La lampada del corpo è l'occhio; se dunque l'occhio tuo è puro, tutto il tuo corpo sarà illuminato, ma se l'occhio tuo è viziato, tutto il tuo corpo ancora sarà tenebroso. "Riguarda(considera, valuta criticamente) dunque, se la luce che è in te non è tenebre".Matteo 6/19-24 ha un'espressione più forte, quando dice: "Non vi fate tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine guastano, e i ladri sconficcano e rubano. Anzi fatevi tesori nel cielo, ove né tignola né ruggine guastano e ove i ladri non sconficcano, e non rubano; perché dove è il vostro tesoro, quivi anche sarà il vostro cuore." "La lampada del corpo è l'occhio; se dunque il lume che è in te è tenebre, quante saranno le tenebre stesse. Nessuno può servire a due signori, perché avverrà che o ne odierà uno e amerà l'altro; ovvero si atterrà all'uno e disprezzerà l'altro". Nell'evangelo di Luca, Gesù fa riferimento al come viviamo la luce ricevuta; sovente avviene che alla luce non corrisponde una vita vera; ipocrisie, invidie, maldicenze, non sono state deposte, e la parola di Dio non ha alcun effetto evidente nella nostra vita, che mostri un cambiamento vero, perché le cose vecchie sono ancora li, non sono cambiate. Molti hanno solo creduto, hanno accettato l'evangelo, e per loro parla la parabola del seminatore; le tribolazioni della vita, le persecuzioni, gli scandali, etc., hanno fatto si che la fede venisse meno. Matteo invece punta l'indice sui beni terreni che impediscono il cammino della fede, quando occupano più spazio di quanto non ve ne sia bisogno nel nostro cuore, in entrambi i casi il corpo è ottenebrato a motivo della doppiezza e dell'amore per il denaro, il benessere in generale. Giacomo 3/5 parla di un piccolo membro del corpo, la lingua, e dice: "Così ancora la lingua è un piccolo membro, e si vanta di grandi cose; ecco un piccolo fuoco, quante legna incendia?" La lingua altresì è un fuoco, il mondo dell'iniquità; così dentro le nostre membra è posta la lingua, la quale contamina tutto il corpo, ed infiamma la ruota della generazione umana, ed è a sua volta infiammata dalla geenna. Salmo 50/16-17 L'apostolo Paolo, parlando della condotta che deve tenere colui che ama il Signore, dice: "..ma il corpo non è per la fornicazione, anzi per il Signore, e il Signore per il corpo. Non sapete voi che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò io dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una meretrice? Così non sia! Non sapete voi che chi si congiunge con una meretrice, è uno stesso corpo con lei? Perché i due, dice il Signore, diverranno una stessa carne. chi è congiunto con il Signore, è uno stesso spirito con Lui. Non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non siete a voi stessi? Poiché siete stati comperati a prezzo; glorificate dunque Iddio col vostro corpo, e con lo spirito vostro, i quali sono di Dio." Corpo corruttibile, Corpo incorrutibile"Non errate; cattive conversazioni, corrompono buoni costumi. Svegliatevi giustamente, e non peccate; perché alcuni sono ignoranti di Dio; io lo dico per farvi vergogna. Così ancora sarà la resurrezione dei morti; il corpo è seminato in corruzione, e risusciterà in incorruttibilità. "Ma lo spirituale non viene prima; prima viene l'animale, poi lo spirituale. Il primo uomo essendo di terra, è terreno; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo.Quale fu i terreno, tali saranno ancora i terreni; e quale è il celeste, tali saranno i celesti". Quanto sopra è scritto in 1° Cor. 15/33-34, 42, 46-49 Cattive conversazioni, corrompono buoni costumi. Questa affermazione di Paolo, presenta il problema della convivenza, delle amicizie, e di tutto ciò che da queste cose può scaturire. Ogni volta che apriamo la bocca possiamo contribuire alla corruzione della nostra vita, perché la lingua usata in malo modo, corrompe tutto il corpo, poiché da essa procede ciò che vive nel cuore. In che cosa consistono le cattive conversazioni? Che cosa si intende per buoni costumi? Le cattive conversazioni, sono regolate dalle parole di Gesù, il quale dovendo dare delle indicazioni in merito disse: "Il vostro parlare sia se, Si, si; se No, no." Il vostro parlare sia sempre condito con sale; ovvero tenete a freno la vostra lingua per non spendere di più di quello che avete.Giacomo 1/26, dice: "Se alcuno pare essere religioso fra voi, ma non sa tenere a freno la sua lingua, anzi seduce il suo cuore, la religione di quel tale è vana". Gesù, essendo di esempio ad ognuno di noi, disse di se stesso: "Io non faccio nulla da me medesimo, ma faccio quello che il Padre mio mi dice di fare". Gesù avrebbe potuto più di molti altri aprire la bocca e giudicare coloro che gli stavano attorno, ma mai lo fece, tranne che quando fu costretto; oggi molti aprono la bocca per dire qualunque cosa salti loro in mente, dicendo semplicemente che sta scritto nella parola di Dio. In tutte le cose che Gesù disse e fece, Lui usò la parola scritta, esclusivamente come testimone della propria vita, e quando il diavolo lo tentò nel deserto dicendo sta scritto, Gesù rispose dicendo: "Sta altresì scritto"; sempre ebbe come obiettivo di rendere testimonianza al Padre suo che lo aveva mandato. Diversamente da Lui, molti aprono la bocca per giustificare se stessi, e accusare gli altri; per avere del guadagno e non per servire gli altri. Isaia 33/15, presenta un popolo la cui manifestazione visibile, porta un'impronta di santificazione progressiva ma certa, infatti, presentando il cammino di santificazione che caratterizza coloro che staranno davanti al Signore e da Lui non fuggiranno, dice: "Colui che cammina in ogni giustizia, e parla cose diritte; che disdegna i guadagno di estorsioni; che scuote le sue mani per non prendere presenti; che tura gli orecchi per non udire omicidi, e chiude gli occhi per non vedere il male". "Colui che cammina in ogni giustizia," ovvero, colui che va accettando la salvezza offerta dal Signore, il cammino di santificazione scelto da Dio per noi; un esempio chiarirà il concetto. A Giovanni il Battista che non voleva battezzarLo, Gesù rispose dicendo: "Lascia al presente le cose come stanno, perché così ci conviene adempiere ogni giustizia". Non impedire che la volontà di Dio sia fatta, ma accetta dalla sua mano il cammino che Lui ha preparato per te. Così ci conviene adempiere ogni giustizia, disse Gesù; anche il Battista doveva accettare di fare la sua parte, quella che Iddio voleva da lui; tutti siamo legati l'un l'altro, il bene dell'uno diventa il bene dell'altro; pensare di non essere utili a nessuno, o semplicemente non voler essere utili a nessuno, ci assomiglia all'uomo che ricevette un talento dal suo Signore. "Colui che parla cose diritte", cioè dice quello che il Signore gli mette in bocca; parlando di Gesù, Isaia 11/3-5, dice: "Egli non giudicherà secondo la veduta dei suoi occhi, ne secondo l'udito dei suoi orecchi, ma giudicherà i poveri con giustizia; la giustizia sarà la cintura dei suoi lombi, e la verità la cintura dei suoi fianchi".
Colui che disdegna il guadagno di estorsioni, cioè che non fa pressione sulle anime per averne un guadagno. "Che scuote le mani per non prendere regali;" il senso più vicino alla realtà è che non accettano doni in cambio di compromessi o di favori che siano contrari alla Legge di Dio. Altro senso è che non pervertono la dirittura per premio. Che tura gli orecchi per non udire omicidi; in genere gli omicidi si vedono e non si odono. Verosimilmente, udire omicidi, si riferisce all'uccisione che si fa con le parole, di coloro che ci sono contrari; molti sono uccisi con la lingua, la loro opera vanificata, ridicolizzata, minimizzata. Iddio ci ha dato un orecchio per ascoltare la sua parola, non per ascoltare le uccisioni che si fanno negli alti luoghi della terra. "Che chiude gli occhi per non vedere il male;" il male c'è, e non si può fare a meno di vederlo, ma un modo per non esserne guastati c'è, basta chiudere gli occhi. Vedere il male, significa guardare morbosamente per scoprire dove esso si trova, per poter poi giudicare, calunniare, dire male di coloro che si trovano sotto gli sguardi indiscreti di tali malati. Mentre siamo occupati di vedere il male, perdiamo l'occasione di vedere il bene, e quindi perdiamo la comunione col Signore, diventiamo strumenti di peccato nelle mani del principe delle tenebre che gioisce di questa nostra attitudine. Ecco un elenco di buone conversazioni, la dove per conversazioni si intende anche modo di vivere, condotta . Per questo e per altro, il corpo può essere santificato, e quindi reso conforma alla immagine di Dio. Sempre in Isaia 33/14, leggiamo di un'altra categoria di persone che invece fuggiranno lontano dal Signore, infatti dice: 'I peccatori saranno spaventati in Sion, tremito occuperà gli ipocriti, e diranno: 'Chi di noi dimorerà col fuoco divorante? Chi di noi dimorerà con gli ardori eterni'? Sembra di sentire la voce dei discepoli che dissero a Gesù: 'Questo parlare è duro, chi lo può ascoltare'? Giov. 6/60 Gesù non ha mai detto che il cammino sarebbe stato facile, ma ha detto a coloro che lo volevano seguire: 'Prendete sopra di voi il mio giogo; e imparate da me che sono mansueto e umile di cuore'. Accettate di camminare insieme a me, e ogni cosa sarà possibile, ma senza di me nulla potrete. Il giogo di Cristo, può sembrare duro da portare a chi non crede, ma a colui che ha intrapreso il cammino della fede, Iddio renderà il pellegrinaggio dolce e leggiero. Un corpo come albergo'Poiché noi sappiamo che, se il nostro terrestre albergo di questo tabernacolo è disfatto, noi abbiamo da Dio un edificio, una casa fatta senza opera di mani, eterna nei cieli. Poiché, mentre ancora siamo in questo tabernacolo, noi sospiriamo, desiderando di essere sopravestiti della nostra abitazione che è celeste. Se pur saremo trovati vestiti e non nudi. Poiché noi che siamo in questo tabernacolo, sospiriamo essendo aggravati, e perciò non desideriamo già di essere spogliati, ma sopravestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. Or Colui che ci ha formati per essere conformi alla sua immagine è Iddio, il quale ancora ci ha dato la caparra dello Spirito. Noi dunque abbiamo sempre confidanza, e sappiamo che, mentre dimoriamo come forestieri nel corpo, siamo in pellegrinaggio, assenti dal Signore'. 2° Cor. 5/1-6 Spesso viviamo questa terrena esperienza, non avendo coscienza di questa realtà che ci riguarda; viviamo come se i giorni ci appartenessero, dicendo sempre 'Domani noi faremo, domani noi andremo', senza dire consciamente: 'Se Dio vuole, andremo, faremo'. Il salmista ricorda che ogni giorno porta con se sapienza, e spetta a noi di vivere i giorni della nostra vita, prendendo dalla mano del Signore quello che il giorno che viene porta con se, infatti dice: 'Signore, insegnaci a contare i nostri giorni affinché acquistiamo un cuore savio'. Salmo 90 Parlando delle sollecitudini umane, Gesù dice: 'Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra, che mangerete, ne per il vostro corpo di che sarete vestiti. La vita è più che il nutrimento, e il corpo più che il vestimento. Voi ancora non ricercate che mangerete, o che berrete, e non ne state in ansia; anzi cercate prima il Regno di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte'. Luca 12/22-31 E' sempre stato chiaro che l'uomo è preoccupato della propria esistenza, di cosa mangiare o di cosa vestire, perché questo corpo ci è stato dato da Dio, ma noi avendo perso la comunione con Lui, siamo divenuti ansiosi. Quando siamo lontani dal Signore, diventiamo ansiosi della nostra vita, ma quando Lui è presente in noi, nulla al mondo ci preoccupa più. |
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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1 |
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