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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Edificando il tempio del Signore

La costruzione del Tempio

"Ora, quando la Casa fu edificata, fu edificata con pietre che erano state condotte acconce alla perfezione, come avevano da essere; talché non fu udito nella Casa, ne rumore di martello, ne di scure, ne di alcun altro strumento di ferro, mentre si edificava".
Furono sicuramente momenti di grande solennità, e di particolare sentimento, quelli della costruzione del tempio; e, quando il giorno della dedicazione venne, dopo che i sacerdoti furono usciti fuori dal luogo santo, una nuvola riempì la Casa del Signore.

E i sacerdoti non potevano stare in piedi per fare il servizio, a causa della nuvola; perché la gloria del Signore aveva riempito la Casa del Signore. I RE 8/10-11
Molte volte, il Signore avendo amato il suo popolo, lo ha benedetto, poi, per le ragioni che sono scritte, lo ha dovuto castigare; quel tempio che aveva visto la gloria di Dio nel giorno della dedicazione, venne poi distrutto, perché il Signore ne ha decretato al distruzione.

Ora siccome le cose visibili, sono ombra della realtà che sta nascosta in Dio, dobbiamo necessariamente ancora oggi come Salomone, domandarci: "Ma l'Eterno, abiterà Egli in una casa fatta da mani di uomo"?
La risposta è ovvia; tutto ciò che dura solo un tempo, siccome non è eterno, vale solo per il tempo che serve, poi deve lasciare il posto a ciò che dura eternamente.

A questo punto, riprendendo la promessa che Iddio ha fatto ad Abrahamo, viene logico pensare che i figli di Abrahamo, coloro che si trovano dispersi per tutta la terra e che costituiscono quel popolo benedetto in Abrahamo, siano quelle creature che Iddio ha chiamato e chiama, affinché gli siano popolo ed Egli sia loro Dio, in una simbiosi tale che popolo e Dio divengono uno.
Tempio e Dio, non possono essere separati da una distanza tale che Dio vive in cielo e gli adoratori, per comunicare con Lui debbano radunarsi in qualsivoglia luogo; questa non è simbiosi; dunque l'adorazione è tale, quando c'è vera comunione.

Nel Salmo 122 il salmista scrive: "Io mi sono rallegrato, quando mi è stato detto: Andiamo alla casa del Signore. Oh Gerusalemme, i nostri piedi sono fermi nelle tue porte.
Gerusalemme che sei come una città che è ben congiunta insieme; la dove salgono le tribù, le tribù del Signore, alla Testimonianza d'Israele, per celebrare il Nome del Signore".

L'armonia e la perfezione vista dal salmista, non possono riguardare la Gerusalemme terrena; nessun essere umano può ricreare quella perfezione e quell'armonia vista in Gerusalemme, come nessun uomo potrà mai edificare un tempio al Signore.
Il salmista vede salire verso Gerusalemme, quella perfetta e santa, le tribù; ma a scanso di equivoci, come ad evitare paternità affrettate, il salmista aggiunge, "le tribù del Signore".

Quelle tribù, non hanno nessun altro padre, non hanno un'origine terrena, perché di ciò che è terreno, Iddio è Creatore non padre; non hanno alcuna gloria in questa terra, appartengono, sono proprietà esclusiva del Signore.

Queste tribù, hanno una cosa in comune, sebbene ognuna cammini per la sua strada; salgono alla città di Dio, ma salgono con lo sguardo fisso al Testimone di Israele (Is. 9/1; 42/6; 49/6), con un solo obiettivo, celebrare il Nome del Signore.

Or mentre la casa veniva edificata, le pietre che ne dovevano fare parte, venivano edificate, cioè lavorate altrove, nei luoghi di origine; venivano lavorate alla perfezione, tanto che durante l'edificazione non si udiva alcun rumore di strumento.

Nulla è più lontano dal mondo religioso che ci circonda, e nessun popolo è in silenzio di adorazione tale che fa supporre la perfezione; tutto ancora si muove, tutto è ancora sottoposto a sconvolgimenti, nulla è stabile da far pensare alla perfezione.
Israele è in guerra dentro e fuori; il cristianesimo è in continua rivoluzione, dove mi avreste edificata una casa, dice il Signore?

Il mondo religioso freme, ma non sa che il suo fremere è come il lavorio delle cave di pietra; esplosioni di mine, rumori di scavatrici, frane, rumore di scalpelli; infine il cigolio dei carri che nel loro incedere, hanno una cosa sola certa, portare quelle pietre acconce alla perfezione la dove il Tempio di Dio è edificato; ora e sempre edificato.
Iddio non ha mai smesso di radunare le pietre migliori da ogni angolo della terra, e non smetterà mai, fino a quando il Tempio dell'Iddio vivente non sarà terminato.
Notare che si può costruire un Tempio a Dio, ma il Tempio dell'Iddio vivente è proprietà sua, costruito da Lui.

Allora ci sarà una grande festa nel cielo; non succederà che i suoi sacerdoti siano impediti di fare il servizio che gli compete, perché tutti, dal primo all'ultimo, adoreranno il Signore dicendo: "Santo, Santo, Santo, è il Signore degli eserciti; tutta la terra è ripiena della sua gloria".
Ora veniamo alla promessa fatta da Dio a Davide.II° Samuele 7/5-15; I° Cronache 22/7-8; 28/3

Così ha detto il Signore: "Mi edificheresti tu una casa per mia stanza?.......... Dovunque io sono camminato con tutti i figliuoli di Israele, ho io mai in alcuna maniera, parlato di questo ad alcuna tribù d'Israele, alla quale io avessi comandato di pascere il mio popolo Israele, dicendo: "Perché non mi avete edificato una casa di cedri"?
........Quando i tuoi giorni saranno compiuti, e tu giacerai con i tuoi padri, io susciterò uno della tua progenie dopo te, il quale sarà uscito dalle tue interiora, e stabilirò il suo Regno.
Egli edificherà una casa al mio Nome, e io farò che il trono del suo Regno sarà fermo in perpetuo. Io gli sarò Padre, ed egli mi sarà per figliuolo; e se pur commette iniquità, io lo castigherò con verga di uomo, e con battiture di figliuoli di uomini.

La mia benignità non si dipartirà da lui, come io l'ho fatta dipartire da Saul, il quale io ho rimosso davanti a te".
In II° Samuele 8/27 leggiamo: " Poiché Tu, oh Signore degli eserciti, Dio di Israele, hai rivelato e detto al tuo servitore: Io ti edificherò una casa".

Da quanto sopra, è chiaro che il signore ha concesso la costruzione del tempio di Gerusalemme, ma gli occhi suoi guardavano ad un'altro erede di Davide, che sarebbe nato dopo la sua morte; Salomone è nato mentre Davide era ancora vivo; il regno di Salomone non può vantare alcuna perpetuità, perché cessato, e perché si è dimostrato inadatto ad adorare Iddio, la dove la promessa del Signore parlava chiaro, quando diceva: "Il suo Regno sarà un Regno eterno.
Egli mi sarà figliuolo e io gli sarò Padre, evidenzia una relazione intima, unica, indissolubile, sebbene queste stesse parole siano state usate parlando di Salomone.

A tale comunione portavano i "SE TU" di Dio a Davide e a Salomone, e a tali comunione portano i ragionamenti di Gesù, quando dicono "SE TU"... Tutti sappiamo quale fu la vita di Salomone, certamente cessò di avere quell'intimo rapporto fra Padre e figlio, quindi non è lui che edificherà il tempio di Dio, dobbiamo ancora cercare l'architetto e costruttore mandato da Dio.

Certo i pensieri ci portano all'unico erede di Davide, che non ha mai cessato di essere figlio e del quale il Padre non ha mai dovuto pentirsi, tanto che presentandolo al Giordano, disse di Lui: "Questo è il mio diletto figliuolo nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo".
Di nessuno sulla terra, Iddio ha detto: "Questo è il mio figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo". Solo di Gesù, Iddio pronunciò questa frase, perché solo Gesù ha saputo essere e rimanere sempre figliuolo.
Lui mi edificherà una casa; una casa che porta il mio Nome, una casa al mio Nome.
Quante case oggi non portano il suo Nome, non hanno a cuore l'ubbidienza, hanno cessato di essere figli, perché sono cresciuti, hanno dato un'occhiata al mondo che li circonda e hanno detto al padre: "Dammi la mia parte di eredità, e raccolta ogni cosa se ne sono andati seguendo i piaceri della vita".

Parlando di Gesù per lo spirito profetico, Simeone, lo ripresenta facendo appello alle scritture, dove dice: "Il popolo che camminava nelle tenebre, ha veduta una grande luce e su coloro che abitavano nel paese dell'ombra della morte, si è levata una luce". Is. 9/1
"Io il Signore , ti ho chiamato in giustizia, e ti prenderò per la mano, e ti guarderò, e ti costituirò per patto del popolo, per luce delle genti". Is. 42/6; 49/6

Secondo Isaia 49/6, il servitore del Signore dovrà ridirizzare le tribù di Giacobbe, ricondurre i riserbati di Israele; essere per luce delle genti fino all'estremità della terra.
Un lavoro immenso, senza terra ne confini, lavoro che nessun essere umano può pensare di portare a termine; per ordinare e raccogliere quelle pietre ritenute adatte a far parte di quel Tempio che sta costruendo al Padre suo.

Il frastuono delle cave non gli appartiene, lui è la solo per raccogliere il frutto delle sue fatiche, quelle che di diritto entreranno a far parte di quel tempio. Isaia 53/10-12
Il vanto è una cosa vana, perché possiamo avere anche nobili origini, possiamo essere i migliori uomini di questa terra, ma se non ci lasciamo lavorare da Dio per essere resi conformi alla sua volontà, non faremo mai parte di quel tempio.
Benedetto sia Iddio e Padre, che non ha riguardo alla qualità delle persone, ma rende giustizia ad ognuno che crede in Lui fermamente.

Abramo credette, e ciò gli fu messo in conto di giustizia, e per amore di lui, il Signore gli ha dato una progenie che porta la stessa impronta della fede di Abrahamo; ognuno dunque che crede come il fedele Abrahamo, per effetto della promessa gli sarà figlio e erede.
Il Tempio di Dio, non è il tempio che gli uomini gli hanno costruito; Gesù disse ai giudei del suo tempo: "La vostra casa vi sarà lasciata deserta, fino a quando non diciate: Benedetto colui che viene nel Nome del Signore". Matteo 23/39

Quel tempio era ormai diventato la loro casa, non più la casa di Dio, e Iddio si era ritirato con la promessa che sarebbe ritornato solo quando acclameranno colui che viene nel Nome di Dio.

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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
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