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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17 |
Edificando il tempio del SignoreDALLA TERRA AL CIELOSiamo coscienti dell'arduo cammino che ci accingiamo a percorrere, ma abbiamo davanti la coscienza della nostra fragilità e la coscienza che da soli non approderemo all'altra riva, ma rimarremo sempre sballottati dalle onde del mare. Occorrerebbe sapere a priori quale è il pensiero dell'Onnipotente, ma nella sua infinita sapienza, tiene nella sua mano i segreti dell'Eternità, anche perché non li potremmo comprendere; ma noi gli siamo grati perché di tanto in tanto ci illumina lo spirito per farci vedere il mondo invisibile, che tale è e resta solo per gli increduli. Così l'Onnipotente disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza". Gen. 1/26-27 Poi leggiamo ancora "Or un vapore saliva dalla terra, che adacquava tutta la faccia della terra. Fin dalle prime pagine della Genesi è chiaro che la creazione non è fine a se stessa, e fin dalle prime pagine è anche chiaro che il disegno dell'Onnipotente era ben lungi dall'essere compiuto; molto tempo e molte vicissitudini dovevano seguire affinchè ogni cosa fosse compiuta. Al verso 5 del secondo capitolo della Genesi, leggiamo che: "Non c'era alcun uomo per lavorare la terra". Abbiamo davanti a noi un'opera che il Signore definisce: "Creata per farla"; un'opera che parrebbe compiuta, ma immediatamente si mostra ancora da compiere; un'opera che fra poco mostrerà tutta la sua fragilità; sarà forse di questa opera visibile che l'Eterno ha parlato, o di un'altra opera conseguente alla prima? La scrittura ci ricorda che "Iddio chiama le cose che non sono col nome come che fossero". Relativamente all'uomo, abbiamo due informazioni; la prima ci dice che Iddio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza, la seconda ci dice che "Non c'era alcun uomo per lavorare la terra." La sensazione che se ne coglie è quella di qualcosa di prezioso che viene custodito in un luogo prezioso. Perché tanta cura? Ritorniamo indietro per cercare insieme una ragione alla creazione, siccome non riteniamo che sia fine a se stessa, e rivisitiamo le domande che l'uomo della strada si fa. Non sapeva Iddio ogni cosa? E ancora, che Dio sarebbe stato se avesse distrutto le cose che si sono guastate? La grandezza di Dio sta proprio in questo, che sa dirigere tutte le cose, affinchè l'opera , il progetto divino arrivi comunque al suo termine, anche se molte cose non sono come Lui avrebbe voluto. Ed è ancora più grande proprio perché non solo è Creatore, ma anche "Formatore"; che fatica sarebbe stata creare per il Creatore a cui basta una parola, e perché mai si sarebbe Iddio dovuto riposare? L'immagine più vicina, che meglio rende l'idea dell'immenso lavoro che Iddio vuole portare a termine con i suoi figli, è quella di una cava di pietre, dove si dovranno tagliare dalle montagne i blocchi necessari all'edificio che Iddio si è proposto. Tale è il nostro cammino dalla terra al cielo, tale è l'amore di Dio per noi, che vuole farci partecipi della sua natura, adoratori in spirito e verità. |
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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1 E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17 |
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