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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Ecumenismo

LA CHIESA E L'ECUMENISMO

L'idea di una chiesa unica, pur con varietà di contenuti, trova radici, per quanto attiene il concetto, fin dagli albori della creazione; in questo caso però si parlerà di aggregazione anche a fini religiosi. Gli uomini hanno sempre sentito forte il bisogno di aggregazione, e da sempre assistiamo, osservando i popoli, a questo fenomeno.

Il bisogno di aggregarsi per fortificarsi, è un fatto del tutto naturale e comprensibile; Caino, allontanatosi da Dio, sentì il bisogno di costruire una città, e a quella, per eternarsi ha dato il nome del suo figliuolo; il popolo che percorreva il cammino lasciando l'Oriente alle spalle, giunse in una valle detta di Sinear, il cui significato pare voglia dire, " Che rigetta", oppure "Fra due fiumi".

L'idea di costruire una città e una torre che giungesse fino al cielo, fu motivata dalla paura del domani, dall'incertezza in cui vive l'uomo, da quando ha lasciato l'oriente, simbolo di luce e di rivelazione che si aggiorna ad ogni aurora. Il bisogno di spiritualità è insito nell'uomo nel cui spirito il Creatore ha conservato il bisogno dell'eternità; da qui la costruzione di una torre che giungesse fino al cielo, il cui spirito si trova oggi nei campanili delle chiese e nei campanilismi delle religioni; senza una serena analisi, difficilmente sarà possibile coniugare il bisogno dell'eternità che vive nell'uomo, con l"espressione che di essa sì da.

Come allora, al tempo in cui si costruiva la torre di Babele, così oggi, il Signore lascerà che gli uomini si affatichino e si mettano d'accordo in tutte quelle cose che essi ritengano opportune, riservandosi di intervenire quando il tempo è maturo, per far conoscere all'uomo che Iddio regna sopra ogni cosa, e che ciò di cui abbiamo il permesso di fare, è solo una concessione dell'Onnipotente; ma nulla, di ciò che è frutto della fatica degli uomini, corrisponde ai pensieri di Dio, ai suoi progetti.

Da sempre, cioè, da quando l"uomo ha peccato, l'umanità si trova in lotta contro a Dio, e da sempre, Iddio mai ha cessato di operare affinché i suoi disegni si compiano; purtroppo per l'uomo, non possiamo capire i pensieri dell'Onnipotente, e quindi ci affidiamo alla nostra naturale interpretazione, avendo sovente buoni pensieri, ma non in armonia con la sua volontà.

Iddio non aveva chiesto la costruzione di un tempio, ma Davide volle costruirne uno al Signore; Iddio gradì il desiderio del suo servitore, ma a lui disse che quel tempio non sarebbe stato costruito da lui, ma uno dei suoi figli che sarebbe uscito dal suo seme.

Gli uomini interpretarono materialmente quella promessa e non potevano diversamente, visto che i tempi di Dio sono nella sua mano; così fu costruito il tempio di Gerusalemme, Tempio che vide la presenza di Dio il giorno della sua dedicazione, ma che a suo tempo, Gesù chiamò, "la vostra casa". Iddio lo sa che siamo uomini, e quindi in qualche misura accondiscende alle nostre debolezze, usandole per i suoi fini e per la sua giustizia.

In un Salmo leggiamo: "Invano si affaticano gli edificatori, se il Signore non edifica la casa". Salmo 127
Con questo pensiero ci avviamo alla ricerca di luce e di verità che edifica, portandoci sempre più vicini al Signore, non certo salendo la scala che si trova dentro la torre di Babele. (Accordi dettati dall"umana ragione e stimolo) Qual è dunque la motivazione che sta alla base del pensiero ecumenico? Se la motivazione che sta alla base dell'ecumenismo risiede nelle paure umane, allora diventa comprensibile, visto la società in cui viviamo, dove le cose cambiamo rapidamente e quasi ci sentiamo soffocati dagli eventi che sono ormai divenuti incontrollabili.

Se invece, la motivazione sta nel desiderio di radunare la chiesa in senso ecumenico, con l"obiettivo di presentarsi a Dio come una chiesa presentabile, allora tale motivazione è fuori luogo, perché nessuno è in grado di compiere una tale opera, ma, riprendendo le parole dette da Dio a Davide: "Il tuo figliuolo che uscirà da te, Egli mi costruirà un tempio, e il suo regno sarà un regno eterno".

GLI EDIFICATORI
Caino - La torre di Babele - Il vitello d'oro Invano si affaticano gli edificatori - Edificati come pietre vive

Per comprendere la storia degli edificatori, e conoscere il loro spirito, è necessario risalire al loro padre e ispiratore,che a sua volta ritenne necessario intraprendere questo sentiero per necessità umana, morale e religiosa.
Così, avvenne che dopo aver ucciso suo fratello Abele, Caino fu mandato via dalla presenza del Signore, dopo aver vagato per qualche tempo ed essersi sposato, costruì una città, e la nominò del nome del suo figliuolo Enoc, che vuol dire "colui che inizia".

Mentre scriviamo, molte immagini storiche passano davanti alla mente; tutte hanno una cosa in comune la parabola dei malvagi vignaioli.
Caino dunque costruì una città e la nominò del nome del suo figliuolo; perché una città, e perché nominarla del nome del suo figliuolo?

Quando all"uomo manca il sostegno dell'Eterno, la comunione con l'Onnipotente, allora la paura gli invade l'anima, la paura di rimanere solo, di smarrirsi, di essere dimenticato, quindi cerca in qualche modo di tranquillizzare se stesso, costruendo prima e contemplando poi l'opera delle sue mani.

Non bastando tutto questo, trova un altro espediente; da alle sue fatiche un nome, il nome del suo figliuolo, attraverso il quale la memoria si protende verso il futuro, e lo scopo di eternarsi è raggiunto.
Nella città costruita da Caino, non vi è cenno di un pensiero verso l'alto, ne si parla di una torre che lasci pensare ad un qualche pensiero verso il cielo; Caino è padre di tutti coloro che costruiscono senza alcun rispetto, pensiero, timore per il Creatore di ogni cosa, tanto sono presi dalla frenesia di grandezza, che a Lui nemmeno pensano.

Tutti hanno una sola cosa in comune, sono occupati di lasciare ai posteri la memoria delle loro grandezze, e certo non pensano di allevare i figli nel sacro timore di Dio; da qui la corsa alle grandi e colossali opere di cui l'uomo è capace.
Tutte le pagine della parola di Dio, portano luce sul cuore dell'uomo, sul carattere degli essere umani, con poche parole e tratti indelebili, il Creatore ha lasciato memoria di coloro che lo hanno odiato e di coloro che lo hanno amato; noi possiamo leggere e se vogliamo anche intendere.

Scorrendo dunque quelle pagine, ci troviamo davanti ad un gruppo di persone; l'uomo ha sentito sempre forte il bisogno di aggregazione per qualunque cosa, e cosa comune, tutti lasciarono l'oriente alla spalle, tutti camminarono fino alla valle di Sinear.

In tutti i suoi progetti, sempre l'uomo lascia la luce di Dio alle spalle, perchè da quella non vuole dipendere, e quando pare voglia fare qualche cosa per il Signore, pure non smette mai di considerarsi signore, quando opera senza aspettare il comando del cielo.

E' notevole come per molto tempo gli uomini trovino pari consentimento, pur lasciando dietro le spalle l'oriente, sinonimo di luce e rivelazione quotidiana; così, quando arrivarono in quella valle si fermarono.
Ci pare di rivedere l'immagine della separazione fra Lot e Abramo; il primo vide la pianura verde e adacquata e scelse per se quella, ma ad Abramo restarono i monti; tutti conosciamo la fine di Lot, e anche il cammino di Abramo.
Mentre Lot fece da se la sua scelta, il Signore disse ad Abramo: "Alza ora gli occhi, e io ti mostrerò la terra verso la quale tu vai". Noi scegliamo la vita facile, il Signore sceglie ciò che è bene per noi.

Si fermarono e dissero: "Orsù, facciamoci dei mattoni (tutto comincia con piccoli e innocenti mattoni) e cuociamoli con il fuoco".
(piccole intese dettate dal calore umano) I mattoni furono sostituiti alle pietre (l"artefatto al posto del naturale ) e il bitume alla calce.(l"appicicaticcio con il legame della purificazione).

Poi dissero: " Orsù, edifichiamoci una città, e una torre, la cui sommità giunga fino al cielo, ed acquistiamoci fama, che talora noi non siamo dispersi sopra la faccia della terra".
Queste le poche parole usate dal Signore per raccontare una storia umana, di umana leggerezza, ma quanto sono eloquenti!! Molte cose cominciano per mano di qualche uomo speciale, le cui gesta sono nel cospetto del Signore, ma il bisogno di sicurezza col tempo consiglia di costruire delle città, chiese, cattedrali, luoghi sacri, tabernacoli, templi etc.. Cristo, l"uomo speciale per eccellenza disse: "Disfate questo tempio, e in tre giorni io lo riedificherò".
Da allora in poi i templi sono cresciuti in numero e in grandezza e in bellezza, ma il Signore in segreto sta edificando la sua chiesa, dove Lui regna, è adorato, amato, servito.

Così, avviene che il Signore lasci agli uomini la libertà di camminare fino ad un certo punto, ma Lui vigila sui figliuoli degli uomini, e nulla si fa senza che Lui lo sappia; il Signore dunque, ci informa la bibbia, scese per vedere la città che gli uomini edificavano, e disse: "Ecco un medesimo popolo, ed essi tutti hanno un medesimo linguaggio, e questo è il principio del loro lavoro; e ora, tutto ciò che hanno disegnato di fare non sarà loro vietato.
Orsù, scendiamo e confondiamo la loro favella, affinché l"uno non intenda la favella dell"altro. E il Signore li disperse per tutta la terra ed essi cessarono di edificare la città.

Sembra un capriccio dell'Onnipotente, se non fosse per le cose che possiamo leggere in tutta la scrittura, potremmo pensare che Iddio si diverta nel far soffrire gli uomini.
Proviamo a leggere con calma, perché il Signore non ha mai vietato agli uomini di costruire una città, ma ci domandiamo se fosse veramente quella la motivazione del suo intervento.

Non sarà vietato, disse il Signore, perché ancora oggi Babilonia sta costruendo le sue mura e la sua torre, solo che vi è grande confusione e l'opera non è facile; quel progetto non si è mai spento nel cuore degli uomini.
Il Signore ha solo spostato nel tempo quell'opera, affinché ogni cosa sia fatta a suo tempo, che la stoltizia degli uomini sia davanti agli occhi di tutti; Egli disse: "Orsù, scendiamo, e confondiamo ivi la loro favella".

Oggi viviamo tempi in cui gli uomini si affaticano per avere un pensiero comune, un progetto comune; si parla in ogni angolo della terra di edificare una sola chiesa, una sola religione, di avere pur nella diversità comunione di intenti.
Nessuno lo vieterà, il Signore non lo vieterà, certo niente potrà mai prendere il posto di quella casa che Gesù, figlio di Davide, costruirà al Padre suo.

Nel Salmo due, viene fatto cenno a persone particolari che si radunano insieme, contro al Signore e contro al suo unto, e dice: "Perché tumultuano le genti e mormorano i popoli cose vane? I Re della terra si ritrovano, e i principi consigliano insieme , contro al Signore e contro al suo Unto".

A capo di genti e popoli, ci sono Re e principi, figura di personaggi preminenti, nel cui cuore non c'è la volontà di camminare secondo il volere di Dio, anzi gli sono contrapposti.
Dov'è la contrapposizione, dal momento che l'intento è quello di radunare i popoli sotto una stessa bandiera?
Desiderio di gloria e di grandezza, di lasciare ai posteri qualcosa per essere ricordati; essi, dice il salmista, si consigliano insieme contro al Signore e contro al suo unto. La parabola dei malvagi vignaioli evidenzia sempre lo stesso spirito, infatti essi, di pari consentimento prendono consiglio per uccidere l'erede della vigna.

Uccidere, non significa fare morire fisicamente, ma significa anche mettere da parte, sminuire, minimizzare qualcuno per oscurarlo davanti agli occhi degli uomini e porre se stessi come Re e padroni della vigna; così, Giovanni in una sua epistola dice: "Ogni spirito che non manifesta Gesù Cristo venuto in carne, non è da Dio".
Non si parla di uomini, ma di spiriti; non si parla della carne dell'uomo, ma dello spirito che è nell'uomo. Manifestare significa fare rivivere attraverso se stessi la vita di un altro, or nulla fa intravedere questo spirito nei progetti degli uomini.

Come allora, anche oggi, Iddio vede l'opera degli uomini e non pone alcun veto, così gli uomini si sentono incoraggiati a camminare secondo i desideri de loro cuore, secondo la veduta degli occhi loro; quell'Orsù facciamoci dei mattoni, è ancora un linguaggio che entusiasma gli animi, che aggrega gente da ogni dove; oggi nulla fa pensare ad un intervento divino in questo senso, ma sempre nel salmo due dice: "Colui che siede nei cieli ne riderà; Egli si befferà di loro".

CHE COSA E" LA CHIESA

E' necessario distinguere fra chiesa, intesa come organizzazione religiosa, e chiesa intesa come corpo di Cristo.
La chiesa intesa come organizzazione religiosa, resterà sempre un'organizzazione con tutti i pregi e i difetti di tutte le cose che l'uomo fa; essa non è rappresentativa del corpo di Cristo, perché da Cristo non prende il suo accrescimento; è sufficiente guardare con un minimo d'attenzione, per vedere tutte le deformità, frutto dell'umana interpretazione della Parola di Dio.

Iddio è Uno, e Uno è il suo Spirito; com'è possibile che vi sia confusione, che vi sia tutta questa Babele attorno a Lui? Il mondo religioso è pieno di stranezze che rendono l'immagine di Dio strana e stravagante, sovente in aperto contrasto con la verità scritturale che c'è stata tramandata di cui il mondo cristiano ne accetta e condivide la provenienza.

Isaia aveva ricevuto missione di predicare al popolo di Dio, dicendo: "Addirizzate nel deserto le vie del Signore".
Da quando le vie del Signore sono storte? Da quando gli uomini vagando senza meta e senza una guida, tracciano nel deserto delle strade che oggi sono e domani non più, che il vento cancella, dove la configurazione orografica è mutante. Nulla è stabile e nulla sarà mai stabile, fino a quando il Signore non fisserà di nuovo i fondamenti della terra. Aggeo 2:6-9; Ebrei 12:26-29
E' lecito dunque, ritenere che ogni cosa che si pone in aperto contrasto con la parola scritta, visto che ad essa ci affidiamo come metro di verità, non sia proceduta da Dio, e quindi da rigettare.

La chiesa non è un'organizzazione fondata sulle contraddizioni, gli errori e gli orrori, ma un organismo vivente, che vive di vita sua propria; gli uomini alimentano il frutto delle loro fatiche con le loro fatiche, Iddio alimenta la sua chiesa a mezzo dello Spirito Santo e dei ministeri che Egli stesso ha dati agli uomini, per il perfetto adunamento dei santi; or lo Spirito Santo onora Iddio, non lo disonora, e mai farà alcuna cosa che sia contro se stesso.

Ogni volta che l'uomo interferisce con un organismo vivente, lo guasta; ma mai l'uomo potrà intervenire sulla chiesa di Cristo e guastarla; ciò che si guasta, si guasta perché vive sotto peccato; quello che Iddio fa, anche se a noi sembra guastarsi, non è così davanti agli occhi di Dio che tutto conosce fin dalla fondazione del mondo, perché: "Il fondamento di Dio resta fermo , avendo questo suggello: Iddio conosce quelli che sono suoi, e ritraggasi dall'inquità chiunque nomina il Nome di Cristo". 2 Timoteo 2:19

Dicevamo dunque che la chiesa è un organismo vivente che vive di vita e di luce sua propria; tale organismo è a sua volta organizzato come ogni organismo vivente, ma la sua organizzazione prende l'accrescimento dall'obbedienza alle leggi divine, (un seme seminato, germoglia e cresce, perché questo comandamento gli ha dato il Creatore) e la sua sussistenza prende vigore da un pezzo di pane che discende dal cielo.

Gesù disse: "E su questa pietra io edificherò la Mia Chiesa (sua chiesa, che porta il suo nome), e le porte dell"inferno non la potranno vincere".
Il fondamento della Chiesa è e resta solo Cristo Gesù, la pietra angolare, il capo del cantone, quella pietra che gli edificatori hanno disprezzato, e la sua edificazione spetta solo a Colui che l'ha impiantata su se stesso; molti edificatori hanno in vano cercato di edificare questa chiesa, ma solo il Signore è Colui che edifica; molti guardiani hanno cercato di vigilare sulla sua chiesa, ma Lui è il solo che vigila veramente, instancabile Creatore e Formatore.
Contro alla sua Chiesa, dice Gesù, si leveranno addirittura le porte dell'inferno, si scomoderà il principe delle tenebre, ma non la potranno vincere, perché essa è fondata sull'unico fondamento stabile che i secoli non hanno potuto corrompere, ne potranno mai.

Fino alla fine dei tempi ci sarà battaglia nei cieli fra il principe delle tenebre con i suoi angeli e l'arcangelo Michele e i suoi angeli, ma tutti coloro il cui nome non sarà scritto nei cieli, diventeranno preda del grande accusatore dei fratelli e insieme a lui andranno al destino che è stato da Dio assegnato.

Nell'ansia di ingraziarsi l"Onnipotente, l'uomo tenta ogni strada per essergli gradito, ma il fondamento di Dio resta fermo sul fatto che Iddio conosce i suoi figli, e per questo, nessuno potrà mai imbrogliarlo.
Vi sono figli e figli, or il figlio fa quello che vede fare al padre suo, e di esso metterà ad effetto ogni cosa che avrà udita e veduta; nessuna ingiustizia dunque, anzi vera giustizia.

Come dicevamo prima, la chiesa essendo un organismo vivente, vive di vita sua propria, nel senso che ha in se la vita, come un bambino che viene al mondo, ma ha bisogno di nutrimento; come ogni creatura di alto destino, ha al suo servizio una miriade di servitori che vivono nella casa del padre suo, i quali obbediscono ad ogni desiderio del padre; così, Iddio ha dato agli uomini dei ministeri, evangelisti, pastori, dottori, profeti, per il perfetto radunamento dei santi, per l"opera del ministerio necessario alla chiesa, che prende il suo accrescimento in Cristo Gesù.

Ma non ci sono solo questi servitori al servizio di coloro che erediteranno la vita eterna; per la via possiamo incontrare anche nemici, empi, spergiuri; possiamo incontrare anche adulatori, mercanti di ogni genere; tutte queste creature saranno loro malgrado al servizio di chi cammina verso il cielo, sgabelli su cui salire un poco più in alto, superare talune difficoltà. Salmo 110:1; Matteo 22:44

Iddio ha dato ministeri agli uomini, ministeri che non nascono e non crescono all'ombra della scienza umana, ma nella semplicità dello spirito umile e povero; ministeri che Iddio ha dato per il servizio agli altri e non per riceverne onori e gloria, tutte cose che Gesù stesso ha sdegnate.

Gesù, parlando con i discepoli, prima che egli patisse la morte, si cinse di un asciugatoio, prese dell'acqua e cominciò a lavare i piedi dei suoi discepoli; poi disse: "Io sono nel mezzo di voi come colui che serve".
Che cosa possiamo riscontrare di simile nella chiesa nominale? Nulla, a parte qualche ostentata formalità di chi volendo essere il vicario di Cristo, vive però nella gloria e fra gli onori dei popoli; nulla è più lontano dall'assomigliare a Gesù, che aveva lasciato regni e glorie, per servire solo il Padre suo e da Lui solo dipendere.

Dove si può vedere, riscontrare la manifestazione di Gesù Cristo venuto in carne?
Il principe delle tenebre, ha nella chiesa i suoi più solerti servitori, falsi profeti, che profetizzano ogni sorta di bene anche in presenza di ogni sorta di male; falsi pastori che hanno in cuore solamente il loro nutrimento, evangelisti che fanno proseliti per accrescere il numero degli adepti, e dottori che cercano con le loro forze di comprendere tutte quelle cose che invece saranno rivelate ai piccoli fanciulli, ottenendo così come risultato una gran confusione, perché la vita non sta nelle parole che possiamo pronunciare, bensì in Colui che genera la parola per lo Spirito Santo in noi.

Al tempo di Gesù la gente faceva la differenza fra il parlare degli scribi e dei farisei e il modo di parlare di Gesù; di Lui dissero: "Nessun uomo parlò giammai come Costui; egli ammaestra con autorità".
Nonostante questi barlumi di verità che si facevano strada nelle loro coscienze, quando venne il triste giorno, la moltitudine che aveva mangiato con Lui, che aveva ascoltato le sue predicazioni, aizzata dai capi religiosi che si vedevano in pericolo per la predicazione di Cristo, gridarono dicendo: "Crocifiggilo, crocifiggilo".

Il male e il bene sono talmente vicini l'un l'altro, che se non siamo addestrati ad ascoltare la voce del buon Pastore, corriamo il serio pericolo di essere confusi.
La definizione stessa di bene e di male, passando sovente attraverso il filtro della nostra ragione (ognuno ha la sua), perde di significato; così, ciò che noi riteniamo bene è male e ciò che riteniamo male alla fine è bene.
Giovanni da del bene e del male una definizione particolare, adatta al nostro tema, infatti, dice:"Ogni spirito che non manifesta Gesù Cristo venuto in carne, non è da Dio".

Non si parla di uomini, ma di spiriti, perché degli uomini, dice Gesù:"Voi non sapete di quale spirito siete", o letteralmente "voi non conoscete l'origine delle parole che pronunciate, o delle cose che fate".
E" chiaro che vi è un abisso fra credere nel senso generico e manifestare, perché la fede, per essere tale, deve manifestare ciò che non si vede; or ognuno dice e fa quello che vede fare al padre suo.
Lo spirito che abitava in Cristo deve abitare nella chiesa, affinché sia visibile a tutti la nostra radice; nati di Dio, attraverso il legame di Cristo.

Così la Chiesa di Cristo è stata ed è fornita da Dio d'ogni ministerio utile al suo accrescimento, alla sua formazione, al congiungimento con tutti coloro che appartengono allo stesso Padre e attingono alla stessa fonte.
Per l'edificazione del tempio di Gerusalemme, tutte le pietre furono preparate lontano, nelle cave, dove la grande quantità di operai è stata necessaria per il ritrovamento e la lavorazione delle stesse, ognuno ha fatto la sua opera, spesso nulla sapendo del destino di quelle pietre; ma quanti diventeranno pietre edificate, lavorate secondo il disegno dell'unico architetto e formatore?

Che Iddio usi tutte le energie umane per portare a compimento l'opera sua, è certamente una cosa chiara; dire che tutte le pietre che si estraggono nelle cave faranno parte di quel tempio è altra cosa.
La Chiesa è organizzata da Dio, in quanto il suo progetto sta nella mente di Dio, il quale dopo aver creato ogni cosa, disse: "Ecco, ogni cosa creata è buona, anzi molto buona", e dopo aver detto ciò, veniamo informati che Iddio si riposò in quel giorno e lo benedisse.

La storia che segue, sembra contraddire l'affermazione di Dio; ma chi è ammaestrato, sa leggere le cose, avendo ricevuto da Dio ammaestramento; è utile dunque pensare che non si riferisse all'iter dell'umanità, ma alla conclusione di tutte le cose.
Lui, il grande Autore della vita, non ha perso il controllo della sua creazione, ne della sua creatura, ma instancabilmente provvede, affinché, nessuno di coloro il cui nome è scritto nel libro della vita, si perda, nessuno di coloro che sono nati di Dio e che di conseguenze gli appartengono, si smarrisca; a loro e per amor loro, Egli manda i suoi servitori, per raccoglierli e portarli nella sua casa e fare la grande festa che i cieli aspettano ormai da molto tempo.

Non tutto ciò che chiamiamo chiesa è chiesa, e non tutti coloro che servono sono servitori di Dio; Iddio ha i suoi servi i quali portano il messaggio che prima hanno ricevuto e che è stato loro affidato.
Come si può pensare onestamente che in una qualche misura sia possibile manifestare Gesù venuto in carne, quando la chiesa, contrariamente a Cristo, vive fra gli onori dei potenti, ha radici sulla terra più di ogni altro, e giace in luoghi di sfarzi?

Gesù lo ha chiaramente detto: "Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuolo dell'uomo non ha dove posare il capo".
Come possiamo pensare che la chiesa di oggi, possa vivere diversamente da tutti coloro che sono descritti in Ebrei 11, e diversamente da Gesù, il figliuolo dell'uomo?

E, visto il tema, come possiamo pensare che la chiesa che appartiene a Cristo possa essere gestita dagli uomini?
Ma gli uomini sono ostinati, e tenacemente attaccati alla terra e ai metodi umani, e non possono comprendere la mente di Dio, e il Signore non impedirà i loro progetti, fino al giorno in cui tutto sarà compiuto; allora si leverà il Principe della vita, Emmanuele ritornerà a prendere la sua eredità e scaccerà tutti quei vignaioli che lo hanno privato del suo diritto, per dar loro la retribuzione secondo la sua giustizia.

Beato è colui che lo aspetta con pazienza, perché verrà, si certo verrà.
Oh Chiesa di Cristo, alza il tuo capo e guarda all'Agnello di Dio; si contempla la sua faccia, guardalo mentre su quella croce pendendo, apre la bocca per elevare il ladrone nel suo cielo, mentre invitato a condannare secondo la legge, si rivolge agli accusatori dicendo loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra".

Guardalo mentre cammina verso Gerusalemme, la città che avrebbe dovuto acclamarlo e che per un momento lo acclamò; Lui guarda quella città e piange su di lei, dicendo: "Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho cercato di raccoglierti come la chioccia raccoglie il pulcini; ma voi non avete voluto".

Guardalo mentre nella casa di Marta, silenzioso aspetta che qualcuno si sieda ad ascoltarlo; lui che aveva molte cose da dire, non obbligava nessuno ad ascoltare. Mentre Marta si affaticava per Lui, un'altra creatura si accorse di Lui, Maria. Quanti non si accorgono del Signore che sta vicino a loro, e pure per Lui si affaticano.
Oh grande amore di Dio, quanta pazienza hai tu per noi. A te Signore sol savio, sia la gloria e l'onore nei secoli dei secoli. Amen

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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
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