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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Del governo della chiesa

Le cose che piacciono al Signore

Alcune premesse sono necessarie, per non aver bisogno di ripetere ogni volta gli stessi concetti, e affinchè chi legge, sappia discernere il pensiero di chi scrive, evitando inutili pregiudizi.

Il Creatore di ogni cosa, governa ogni evento, e nulla sfugge al suo controllo; quando l'uomo crede di essere indipendente, in realtà sta operando ciò che è scritto, ovvero sta vivendo secondo la propria indole, camminando in un sentiero di cui Iddio sa tutto.

Iddio ha dato all'uomo il libero arbitrio, ma quando fu necessario interferire nella deriva umana, lo fece, confondendo il linguaggio degli uomini affinchè non si comprendessero; quando fu necessario intervenire in modo evidente è intervenuto per correggere le storture del suo popolo; il tutto nel rispetto della libertà, per amore della sua giustizia tutta tesa a limitare i danni del peccato al minimo possibile.

Nulla è più lontano dai pensieri e metodi di Dio, come i nostri metodi e i nostri pensieri, ma Iddio governa ogni cosa e sa trarre il bene la dove il male imperversa, e alla fine l'uomo dovrà dire che Iddio è giusto in tutte le sue vie.
Detto ciò, veniamo ai problemi della chiesa e del suo governo.

Il governo della chiesa

Qualcuno disse che la chiesa non è una organizzazione, ma un organismo vivente; quindi l'organizzazione è necessaria alle cose organizzate, e la chiesa è già organizzata, non ha bisogno di organizzazione, perché essa è sotto la guida dello Spirito Santo, il cui obiettivo è simile all'obiettivo del servo di Abrahamo, il quale fu mandato alla ricerca di una sposa per suo figlio.

Ci sono due vie percorribili, e nell'apparenza si assomigliano, ma c'è un abisso fra l'una e l'altra. La prima via è quella di riconoscere l'autorità dello Spirito Santo, e quindi cedere la presidenza a Lui; la seconda, meno impegnativa, ma spesso più gratificante è quella di stabilire dei governi della chiesa che sottostanno ad un governo principale.

Nulla da obiettare, perché il principio è sicuramente buono; purtroppo la storia della chiesa dimostra che sovente si comincia bene, poi ci si perde per strada, e quel che era buono all'inizio, non rimane buono fino alla fine.

Iddio aveva accettato a malincuore, che gli si costruisse un tempio, nel giorno della dedica manifestò la sua presenza, poi, il tempo venne in cui Gesù chiamò quel tempio "la vostra casa", e disse che non sarebbe rimasto pietra sopra pietra che non fosse diroccata.

Ci sono sempre stati profeti di Dio e falsi profeti, dottori e falsi dottori, etc, e sempre ci saranno; questo non è certo una novità; il problema nasce quando l'uomo vuole gestire la casa del Signore con i metodi della carne.

L'apostolo Paolo rimprovera i Galati, quando dice loro: "Siete voi così insensati, che, avendo cominciato per lo Spirito, vogliate finire ora per la carne"? Galati 3/3

In quanto a metodi della carne, le scritture sono piene di esempi a chi vuole cercare. Iddio ha sempre permesso all'uomo ciò che può essere utile, ma ha gradito solo ciò che risponde alla sua volontà; così, quando Davide volle edificare una casa al Signore, Iddio disse: "Io ti edificherò una casa (2 Sam.7/27); quando l'uomo ha voluto offrire sacrifici al Signore, Iddio disse: "Il mio braccio mi opererà salute". Isaia 63/5

Pure Iddio ha dato delle leggi perché la sua casa terrena fosse governata da creature diritte, tanto che in Esodo 18:21 possiamo leggere: "E tu scegli fra tutto il popolo degli uomini di valore, che temano Iddio; uomini leali che abbiano in odio l'avarizia; e costituiscili sopra il popolo capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine, e capi di decine".
Sovente i criteri di selezione di coloro che presiedono, nulla hanno a che fare con queste regole.

Si veda anche il criterio di selezione dei soldati che dovevano scendere in battaglia insieme a Giosué. L'apostolo Paolo, scrivendo ai Corinti, evidenzia come si conviene preparare i messaggeri, e dice: "Tutta la scrittura è divinamente inspirata, ed utile ad insegnare, ad arguire, a correggere, ad ammaestrare in giustizia; acciocchè l'uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni buona opera. Chi legge, sappia leggere, ovvero faccia come l'eunuco incontrato da Filippo sulla via di Candace, il quale disse: "Come posso intendere, se non vi è chi mi spiega"? Si veda anche che l'apostolo Paolo dice: "Il vescovo sia marito di una sola moglie, non sia dedito al danaro ne ubriacone, me avaro".

Nei due casi citati, e se ne potrebbero citare ancora, è evidente che chi ha l'incarico di questa selezione, deve essere un uomo di Dio, uomini di Dio, ammaestrati e intendenti, i quali si lasciano guidare da Dio, e non politicanti religiosi che spartiscono la pizza per convenienza personale.

Le ragioni che spesso stanno alla base delle scelte, sono ragioni di convenienza, causa di forza maggiore, evitare posti vacanti per conservare una testimonianza che altrimenti chiuderebbe per mancanza di ministerio, e noi ci chiediamo: "Quale ministerio".

Il Signore non disdegna il volti solitari, ma costoro hanno bisogno di conferma e non di indipendenza; non c'è spazio per l'anarchia, perché il Signore ha dato alla chiesa dei ministeri, e questi ministeri hanno il compito di creare le condizioni perché la chiesa, gli eletti, siano compiutamente ammaestrati, accresciuti nel Signore e non dipendenti da un solo ministerio.
Ci sono troppi orticelli in giro per i paesi, dove piccoli lavoratori si mantengono.

Resta il grande punto interrogativo, ovvero, dove sono i ministeri che il Signore ha dato agli uomini? Sappiamo benissimo che la carne è debole e che anche i ministri sono uomini, e possono fallire, perseverare però è diabolico.

Non è vero che non ci sono, ma la domanda è, da quali ministeri dipendiamo? Per parlare di ministeri, occorre anche parlare di chiesa; ma il marasma resta forte, perché ognuno dice di essere guidato da Dio, di avere lo Spirito Santo; come possiamo discernere ciò?

Il Signore, parlando dei tempi della fine, attraverso il profeta Malachia si rivolge al suo popolo, dicendo: "Se voi vi convertite, voi vedrete la differenza che c'è fra colui che mi serve e colui che non mi serve". Occorrerebbe qui una lunga dissertazione, ma credo che a nulla gioverebbe; ci consoli il fatto che Iddio sa trarre i pii da tentazione, e non permetterà che alcuno dei suoi figli si perda.

Una volta qualcuno disse che ogni popolo ha il governo che merita. E' una dura affermazione, ma è l'unica affermazione possibile, fatta esclusione dei figli di Dio che gemono e travagliano sulla terra, a motivo del peccato; infatti l'apostolo Pietro, parlando di Lot, dice: " e scampò il giusto Lot, travagliato dalla lussuriosa condotta degli scellerati." 2Pietro 2/7
Quanti soffrono nelle chiese nominali?

Sulla scia delle considerazioni fin qui fatte, si inseriscono perfettamente le parole che Paolo scrive a Timoteo dicendo: "Io dunque ti protesto, nel cospetto di Dio, e del Signor Gesù Cristo, il quale ha da giudicare i vivi ed i morti, nella sua apparizione, e nel suo regno, che tu predichi la parola, che tu faccia instanza a tempo, e fuor di tempo; riprendi, sgrida, esorta, con ogni pazienza, e dottrina. Poichè verrà il tempo, che non comporteranno la sana dottrina; ma, pizzicando loro gli orecchi, si accumuleranno dottori, secondo i loro propri appetiti, e rivolteranno le orecchie dalla verità, e si volgeranno alle favole ". 2Timoteo 4/1-4

Una sana dottrina, non una buona dottrina. Le dottrine recitano tutte bene, non per questo sono sane; Gesù che come uomo dipendeva interamente dal Padre, disse: "La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha mandato." Giov. 7/16 Avrebbe potuto dirlo, ma non lo disse, affinchè nessuno si sentisse autorizzato a porre il proprio nome al ministerio affidatogli.

Quante dottrine possono affermare questa verità? L'apostolo Paolo diceva che lui aveva la testimonianza ferma, perché aveva dal Signore ricevuto una chiamata particolare e l'evangelo che lui annunziava non era diverso da quello degli apostoli, nonostante lui non fosse andato appresso a Gesù.

METODI

E' necessario un accenno ai metodi umani, ferme restando le premesse fatte.

Come vengono eletti i responsabili delle comunità? Sulla base di che cosa si intende che essi hanno ministerio di, ...? Simpatie, familiarità, affinità, eloquenza, istruzione? Certo tutto questo ha la sua importanza, come è anche vero che i veri servi non hanno mai avuto vita facile in mezzo al popolo di Dio, il quale ha dimostrato di non amare i veri profeti dei quali alcuni sono stati uccisi; hanno anche ucciso il profeta per eccellenza, nemmeno Lui è stato risparmiato, e tutto questo, perché aizzati da gente assetata di potere; un popolo che non alberga nel cuore l'amore per la verità, farà scelte secondo i propri desideri, le proprie ambizioni.

Certo è bene che chi presiede sappia fare bene quello che fa, ed è innegabile che a volte le cose sono ben lontane dall'essere così; in questo senso, occorrerebbe che coloro che ministrano siano prima di ogni cosa confermati dal Signore, poi che pongano attenzione a ciò che il Signore dice. Avviene sovente che per ignoranza delle scritture, si disdegnano i consigli antichi, perché viene detto che i tempi sono cambiati, che siamo sotto la grazia e quindi certe formalità non hanno ragione di esistere; vero! Ma fino a quanto non sono utili?

Il popolo d'Israele era un popolo ben organizzato, e i capi sacerdoti conoscevano le scritture, ma l'amore per la preminenza li ha sospinti ad incitare il popolo contro il Santo d'Israele.

Così Pietro, parlando di falsi profeti, dice:"Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna già da tempo è all'opera e la loro rovina non si farà aspettare". 2Pietro 2/3
C'è una relazione di causa ed effetto fra ministri e popolo; da una parte ci sono veri ministri che faticano per portare una parola viva, i quali sono poco amati.

Ci sono poi dall'altra parte ministri del popolo, cioè eletti per votazione, i quali a volte vivono come l'amministratore di un condominio; sono soggetti ai malumori di coloro che non li hanno votati e poi ogni tanto occorre votare per vedere se possono ancora restare.

Chi li ha scelti, anche li depone. Che storia languida! Che triste spettacolo! Servitori di Dio deposti dagli umori del popolo! Mah!
Ma forse non si sta proprio parlando di servitori di Dio, ma di ministri di culto.

Comunque a coloro che sono veri servitori, il Signore dirà la dove necessario quel che ha detto ad Ezechiele 33/31-33, dove leggiamo: "Vengono da te come fa la folla; il mio popolo si siede davanti a te e ascolta le tue parole, ma non le mette in pratica; perché con la bocca fa mostra di molto amore, ma il suo cuore va dietro alla sua cupidigia. Ecco, tu sei per loro come la canzone d'amore di uno che ha una bella voce e sa sonare bene; essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica; ma quando la cosa avverrà, ed ecco che sta per avvenire, essi sapranno che in mezzo a loro c'è stato un profeta".

Considerazioni se ne potrebbero fare molte, ma credo onestamente che pochi amino arrivare fino in fondo alla verità, quindi si opti per i metodi umani, importante è non lamentarsi poi se avvengono cose che fanno male al cuore.
Lo spettacolo che la chiesa ha dato e da di se stessa, fatte le debite eccezioni, è sicuramente desolante, tanto che oggi la differenza fra una denominazione e l'altra si sta assottigliando sempre più.

La dove pare esserci unione forte, il guasto è incalcolabile, la dove c'è confusione di linguaggio, l'edificio non arriverà alla fine, perché a turno i popoli hanno voluto offrire a Dio delle offerte, ma nessuno ha considerato la possibilità che Iddio possa non gradire, perché nella presunzione si da per scontato che Iddio gradisca le offerte degli uomini qualunque sia il cuore con cui si offre; nulla è più lontano dalla verità.
Come Iddio ha rigettato il suo popolo, non rigetterà anche oggi tutti coloro che si fregiano del suo Nome, ma si fanno guidare dalla carne? Così finiscono le denominazioni, quando cominciano a lasciare il primo amore. Apocalisse 2

L'apostolo Paolo, parlando di questi argomenti, pone l'accento sul come comportarsi, ma anche qui, ognuno da del come una personale interpretazione; leggiamo: "Avendo pertanto carismi differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo carisma di profezia, profetizziamo conformemente alla fede; se di ministero, attendiamo al ministero; se d'insegnamento, all'insegnare; se di esortazione, all'esortare; chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia". (Romani 12/6-8)
Il carisma non è certo, almeno in questo caso, una virtù umana, ma si intende come virtù data dal Signore, come chiamata da Dio.

Le prevaricazioni sono all'ordine del giorno, così che il pastore si atteggia a profeta, il profeta a pastore; l'evangelista a pastore, etc.
Quando i ministeri non sono da Dio (perché manca consacrazione), occorre ovviare e inventare.
I disordini sono molti, e vanno dai più sottili ai più grossolani; da una parte abbiamo chi senza alcuna riverenza sbandiera la sua superficialità, dall'altra abbiamo i paurosi che hanno paura anche della loro ombra, i quali nulla fanno per tema di sbagliare.

Dottrine ne sono state coniate molte, e non vale la pena addentrarsi in questo vespaio; il nostro pensiero corre alle parole di Gesù, il quale parlando ai Giudei che gli avevano creduto, disse: "Io onoro il Padre mio, ma voi mi disonorate; io non cerco la mia gloria, c'è uno che la cerca e che giudica." Giov. 8/49

Credo non sia fuori luogo ricordare quel che Gesù dirà, a coloro che evidenzieranno il loro servizio al Signore fatto per le strade e per le piazze: "Io non vi conosco; andate via da me , operatori di iniquità." Potrebbe mai un rito, ben ordinato secondo delle regole umane, sostituire il profumo di un sacrificio fatto su di un altare di pietre non acconce, offerto a Dio con gratitudine e riconoscenza?

Molto di ciò che gli uomini offrono al Signore, lo offrono invece a se stessi, per rendersi approvati davanti agli occhi degli uomini, e Paolo dice: "Poichè, non colui che raccomanda se stesso è approvato, ma colui che il Signore raccomanda". 2Cor. 10/18

Sempre Paolo scrivendo a Timoteo dice: "Studiati di presentar te stesso approvato a Dio, operaio che non abbia ad esser confuso, che tagli dirittamente la parola della verità". 2 Tim. 2/15
Costa aprire la bocca e dire la verità che viene da Dio! Si costa, perché prima ancora di parlare, occorre udire, e poi ripetere senza modificare; poco importa chi sta davanti.
Molti servitori hanno paura di rimanere soli, e attirano le persone, i fedeli, dando loro modo di essere occupati piacevolmente.

Gesù, parlando a scribi e farisei dice: "Come potete voi credere, poichè prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da un solo Dio? Giov. 5/44
Chi parla da se stesso cerca la sua propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l'ha mandato, esso è verace, ed ingiustizia non è in lui. Giov. 7/18
Pur nondimeno molti, anche fra i principali, credettero in lui; ma, per timore dei Farisei, non lo confessavano, acciocchè non fossero sbanditi dalla sinagoga.
Poichè amarono più la gloria degli uomini, che la gloria di Dio. Giov. 12/43

Or colui che serve, non ha nessuna gloria, e nessun merito; essa è una grande grazia, e Pietro consiglia dicendo: "Io esorto gli anziani fra voi, io che sono anziano con loro, e testimonio delle sofferenze di Cristo, ed insieme ancora partecipe della gloria che deve essere manifestata, che voi pasciate la greggia di Dio che è fra voi, avendone la cura, non sforzatamente, ma volontariamente; non per disonesta cupidità del guadagno, ma di animo franco.
E non come signoreggiando le eredità, ma essendo gli esempi della greggia. E, quando sarà apparito il sommo Pastore, voi otterrete la corona della gloria che non si appassisce.
1 Pietro 5/1

Resistere alla tentazione di fare delle pietre pane, pare facile; ma Gesù replicò dicendo: "L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede da Dio."
Gesù reputava di vitale importanza considerarsi UOMO; molti servitori invece, passeggiano già nel cielo, dimenticandosi di essere polvere di terra. Salmo 50/16

Resta comunque ancora una considerazione da fare, considerazione che vuole essere solo una finestra sulla verità che riguarda coloro che servono, perché è scritto: "Gli anziani, che fanno bene l'ufficio della presidenza, siano reputati degni di doppio onore; principalmente quelli che faticano nella parola e nella dottrina". 1 Timoteo 5/17
Similmente, il Signore ha ordinato che coloro che annunziano il vangelo vivano del vangelo. 1 Cor. 9/14
Chi viene istruito nella parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce. Galati 6/6

Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono, e di tenerli in grande stima e di amarli a motivo della loro opera. Vivete in pace tra di voi. 1 Tess. 5/12-13 Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per le vostre anime come chi deve renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità. Ebrei 13/7-17

Dopo questo elenco di passi positivi, è necessario anche evidenziare che i tempi sono difficili non solo per i conduttori, ma anche per le anime che non sanno più a chi volgere lo sguardo, e quindi dobbiamo anche leggere che Michea dice: "Non credete al famigliare amico, non vi confidate nel conduttore; guarda gli usci della tua bocca da colei che ti giace in seno". Michea 7/5

Sopra ogni guardia, guarda il tuo cuore; poichè da esso procede la vita. Prov. 4/23
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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
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