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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Una promessa di redenzione

Fedele è Colui che ha fatto le promesse

Fin dalle prime pagine della bibbia, è immediatamente chiaro che l'opera del Creatore, non si sa bene per quale ragione, è stata guastata; nello stesso tempo è anche evidente che il Creatore non si è perso d'animo, di fronte all'immane disastro. Poiché il peccato aveva guastato quanto di più prezioso l'uomo possedesse in se, ovvero la fiducia nel Creatore, l'opera di ristoramento doveva cominciare proprio nelle parti più profonde dell'essere umano a mezzo di cose visibili, comprensibili all'uomo, che potessero toccarne il cuore e i sentimenti ormai guastati, per generare fiducia di dentro prima e poi anche di fuori.

Noi guardiamo, e vediamo sia pure limitatamente come la paziente opera del Creatore, il quale non aveva certo premura, essendo Lui Onnisciente, ha seguito l'uomo nei secoli, a volte castigando, altre volte curando le ferite; noi che per natura, poiché siamo relativi, abbiamo sempre premura, non sappiamo comprendere che i tempi di Dio che è eterno, sono diversi dai nostri.

Dicevamo che fin dalle prime pagine è evidente questa paterna cura, paziente cura della creatura da parte di Dio, il quale dopo aver emanato il suo verdetto verso il serpente, verso la donna e verso l'uomo, fece delle tuniche di pelle, e con quelle coprì Adamo e la sua moglie.

Li coprì!! Oh infinita sapienza divina che ti occupi anche di questi corpi di terra!!
Tu, Onnipotente li hai coperti! Che bisogno c'era di coprirli, poiché davanti a Te siamo nudi e scoperti? Che bisogno c'era di uccidere degli animali per fare delle tuniche di pelle?

Leggendo fra le parole dense di significato profetico, dobbiamo considerare che quel vestito nuovo, a loro che mai ne avevano messo uno, perché innocenti, è costato la morte di animali, che è stato sparso del sangue innocente per coprire la miseria generata dal peccato, in attesa che i tempi fossero maturi, perchè l'unico innocente adatto a giustificare il peccatore davanti a Dio, fosse venuto.

Così cominciò per l'uomo il doloroso cammino che lo avrebbe visto perenne antagonista del Creatore, il quale dal canto suo, ha sempre seguito l'uomo per trovare in lui un momento di debolezza,(desiderio di perdono) trasformato in grido di bisogno, Lui, Creatore, sempre pronto ad interpretare ogni sospiro, ogni anelito, ogni lacrima, per il bene dell'opera delle sue mani.

Certo la morte di quegli animali non ha salvato Adamo, ne poteva salvarlo perché impenitente, così come i sacrifici ordinati da Dio attraverso Mosè, non hanno sanato il cuore dell'uomo, perché insufficienti a sanare il guasto intervenuto fra Creatore e creatura, a ricreare la fiducia perduta, ma tutti portavano in se un grido: "Fino a quando, Oh Signore, permetterai Tu, che milioni di animali muoiano, senza che per questo l'uomo sia salvato"?
Iddio aveva creato gli animali per l'uomo, e all'uomo sono serviti, anche per coprirlo oltre che per nutrirlo; coprirlo in attesa della definitiva giustificazione, nutrirlo, affinche attraverso la prole, Iddio potesse sanare l'opera che aveva creata per farla a sua immagine e somiglianza.

E' difficile capire quei sacrifici, se non si guardano considerando la loro provvisorietà in attesa che nel compimento del tempo, fosse rivelato agli uomini l'unico sacrificio eterno che la giustizia divina poteva condividere e che avrebbe finalmente potuto trasformare il cuore dell'uomo, generando in esso l'innocenza perduta che si ottiene solo considerando il figlio di Dio, così come il ladrone sulla croce, il quale vide l'innocente morire come un qualunque malfattore.

La risposta non è così semplice a noi umani, che nulla sappiamo della giustizia divina, ma la scrittura ci informa a più riprese che i tempi del Signore, così come i suoi pensieri, sono diversi dai nostri, e ci tocca aspettare ancora, e lo scrittore della lettera agli Ebrei dice: "La dedicazione del primo (patto) non fu fatta senza sangue.
Poiché, dopo che tutti i comandamenti, secondo la legge, furono da Mosè stati pronunziati a tutto il popolo; egli, preso il sangue dei vitelli e dei becchi, con acqua, e lana tinta in scarlatto, ed issopo, ne spruzzò il libro stesso, e tutto il popolo; dicendo: Questo è il sangue del patto, che Iddio ha ordinato esservi presentato.

Non vi è cenno ad alcun gradimento, ma solo la presentazione di un patto transitorio, che a suo tempo è stato da Dio sostituito col sangue dell'Agnello.
Similmente ancora con quel sangue spruzzò il tabernacolo, e tutti gli arredi del servigio divino.

E presso che ogni cosa si purifica con sangue, secondo la legge; e senza spargimento di sangue non si fa remissione. Era dunque necessario, poiché le cose rappresentanti quelle che sono nei cieli sono purificate con queste cose; che anche le celesti stesse lo fossero consacrifici più eccellenti di quelli. Poiché Cristo non è entrato in un santuario fatto con mano, figura del vero; ma nel cielo stesso, per comparire ora davanti alla faccia di Dio per noi. E non per offrire più volte se stesso, siccome il sommo sacerdote entra ogni anno una volta nel santuario con sangue che non è il suo.
Altrimenti gli sarebbe convenuto soffrir piùvolte dalla fondazione del mondo; ma ora, una volta, nel compimento dei secoli, è apparito per annullare il peccato, per lo sacrificio di se stesso. E come agli uomini è imposto di morire una volta, e dopo ciò viene il giudizio; così ancora Cristo, essendo stato offerto una volta, per levare i peccati di molti, la seconda volta apparirà non più per espiare il peccato, ma a salute a coloro che l'aspettano."
Ebrei 9

Nessun uomo era così innocente da poter offrire il proprio sangue in riscatto del proprio peccato, figuriamoci poi per la vita degli altri, e ancora per sanare anche le cose spirituali, perché la vita stessa nel peccato non ha alcun valore, e per mantenere in vita un essere condannato alla morte, Iddio ha accettato il sangue degli animali innocenti, comunque insufficiente alla salvezza. Colui che avrebbe potuto distruggere ogni cosa, ha pazientato, accettando in via transitoria il sacrificio di quegli animali.

Proveremo ad entrare nel merito del testo di Ebrei 9, più in la, per ora ci basti considerare che nulla è stato inutile, ma ogni cosa risponde ad un preciso disegno della giustizia divina e a noi è chiesto non di capire, ma di avere fiducia in Colui che per primo ha sacrificato degli animali per coprire le vergogne di quei sventurati.

Come allora il sacrificio degli animali, non fu compreso nel suo valore, dando ad esso un potere che non aveva, così avviene che oggi quel sangue innocente dell'Agnello di Dio che ha potere per ristorare l'uomo peccatore, non viene accettato nel suo valore. I sacrifici di animali costavano comunque un prezzo di fatica a coloro che li allevavano, ed essi, a mezzo di quei sacrifici, pensavano risolvere il problema del peccato; ancora oggi nulla è cambiato, perché gli uomini preferiscono offrire ciò che costa loro fatica, anziché credere nel potere del sacrificio di Cristo che nulla costa in fatica tranne che l'esercizio della fede.

Israele si vantava e si vanta di essere il popolo di Dio, e il cristianesimo continua a parlare di quel sangue senza averne sovente i benefici per mancanza di fede, perchè il servigio divino è ben lungi dall'essere purgato col sangue, così che si avvera la scrittura che dice: "Il mio popolo perisce perché non ha conoscimento." Osea 4/6

Il sangue degli animali fu sparso sul libro della legge, e sul popolo, poi Mosè con esso spruzzò ogni arredo sacro atto al servizio divino, pronunciando il verdetto: "Questo è il sangue del patto che Iddio ha ordinato di presentarvi". Esodo 24/8 Pare di udire l'eco delle parole di Gesù arrivare alle nostre orecchi "Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che è rotto per voi; poi prese il calice disse:" Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi." Luca 22/20

Fin dall'inizio Iddio ha dimostrato all'uomo di sapere discernere le intenzioni del cuore, e di saper fare la differenza fra il giusto e l'empio; fin dall'inizio Iddio ha fatto comprendere all'uomo che nulla sfugge ai suoi occhi attenti, ma ciò non ostante, sovente la creatura crede di poter giocare col Creatore, fino a punto in cui non griderà ormai stanco, dicendo come il ladrone sulla croce: "Noi patiamo la giusta pena dei nostri misfatti, ma costui, che cosa ha fatto? E rivolgendosi a Gesù gli disse: "Signore, ricordati di me, quando sarai nel tuo regno". Come allora, ancora oggi, chiunque onestamente grida al Signore, udrà quella voce forte e potente che dirà: "Oggi tu sarai meco in paradiso."

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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
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