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E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni. E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17

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Religione / Spiritualità

In casa del vasellaio

Dopo anni di sforzi e tentativi, alcuni di noi, finalmente cominciano a capire che le opere non si rappezzano, ma devono essere rifatte. A tal proposito viene la lezione che il Signore ci da a mezzo di Geremia. Noi non amiamo di udire che dobbiamo essere distrutti per venire rinnovati, polverizzati, per essere edificati, quali pietre vive della Nuova Gerusalemme.

Ci meravigliamo che crocefissero Gesù, mentre più volte lo affliggiamo nella resistenza a farci rinnovare da Lui. Non vogliamo capire, e l'orgoglio ce lo impedisce, che il Signore non comincia con moltitutdini, bensì con individui e che i pochi bene ammaestrati, diremo meglio, convertiti, sono da Lui usati per le moltitudini.

I movimenti religiosi, come del resto tutto ciò che ha avuto importanza nell'umanità, cominciarono con pochi individui, i quali come martiri si dovettero disporre a persecuzioni e disprezzo.

"Levati, scendi in casa di un vasellaio, e qui ti farò intendere le mie parole." Così disse il Signore a Geremia. E' facile leggere i profeti e ammirarli, mentre crocifiggiamo coloro che ci vogliono menare alle alture dello spirito. E' così in ogni tempo; lodiamo i trapassati e crocifiggiamo i vivi. "Levati - Sorgi", addita a resurrezione, nuovo principio, e vi deve essere in ogni cristiano un nuovo principio per nuovi cieli e nuova terra.

"Scendi". Salire è piacevole, ma non scendere, abbassarci fino alla polvere. Qui, nella casa del vasellaio, in un posto umile, se siamo informati dei tempi e dei luoghi, sapremo che lavoravano con metodi assai primitivi, i vasellai, gente povera e non curata. Qui, si imparano grandi lezioni.

"Io, dunque (continua il profeta) scesi in casa di un vasellaio, ed ecco egli faceva il suo lavorio sulla ruota." Si ricordino le ruote vicine ai Cherubini veduti da Ezechiele, come il movimento di quelle angeliche creature non era in esse, ma veniva dalle ruote. Geremia continua: "Il vasello che egli faceva si guastò, come l'argilla in mano del vasellaio." Notiamo che non sempre i vaselli si guastavano, ma quella era lezione speciale con uno scopo speciale; perciò, prende esempio da un atto che ad occhio superficiale sembra errore.

Ma siamo nel caso di ben altro Vasellaio e altro vasello. Siamo in un territorio dove non possiamo camminare con le nostre scarpe ai piedi e ne usare i metodi umani di ragionare.

Checchè pensiamo di quel vasellaio, il fatto è che il vasello si guastò proprio nella sua mano. Non è detto che ciò sia dipeso da difetto, chissà, nella ruota o nella qualità dell'argilla. Impariamo una lezione, ed è grande, a non accusare, almeno con leggerezza, eventi e persone, ma a vedere in tutto, in tutti, la causa di tutte le cause, cioè di considerare il principio di ogni principio.

"Padri, (dice 1 Giov. 2) io vi scrivo...., perchè conoscete quel che è, era da principio." Ci si permetta riferire spiegando. Il vasello si guastò nella mano del vasellaio. Non colpa, dunque, dell'argilla, né difetto nella ruota. Fu il vasellaio che, senza fare parola o atto impaziente, si incaricò di continuare il lavoro.

"Ed egli da capo (benedetto da capo) ne fece un altro vasello come a lui vasellaio parve bene di fare." Or noi ci domandiamo: "non aveva lui il disegno di come doveva riuscire il suo lavoro?" Ricordiamo che siamo nel territorio dello spirito, dove cose e uomini non si studiano a filo di logica umana.

Abbiamo innanzi a noi il Creatore e la creatura; le cose le apprendiamo, ci vengono presentate non secondo come sono in Dio dall'eternità, ma come cominciano ad apparire a noi. Illogiche, arbitrarie per un tempo, fino a che ci è dato cominciare ad intendere la Sapienza infinita che fa tutto, e sempre con ordine peso e misura.

Noi abbisogniamo di avere un'altra mente per capire, ma intanto dobbiamo accettare per fede le vie del Signore. Quello che non comprendiamo ora, lo vedremo chiaro in appresso; pazienza e umiltà ci sono necessarie. Accettiamo intanto le parole: "Come a Lui parve bene di fare", ricordando le parole do colui che affermò, riferendosi al Padre: "Perchè così ti è piaciuto."

La massa argillosa che già aveva subito il lavorio sulla ruota, è massa inerte, e quindi non si lamentò di essere esposta a nuovo tormento; forse dovette subire altra epurazione per essere affinata. Quel vasellaio sapeva che la massa inerte, per raggiungere la forma di vasello, secondo il piacere dell'artista, doveva passare e ripassare sulla ruota.

Il Signore disse: "Non posso io fare a voi o casa di Israele, come ha fatto questo vasellaio? Ecco, come l'argilla è in mano del vasellaio, così voi, o casa di Israele siete in mano mia."

Noi diciamo: "Tu, o Chiesa, se sei quella Chiesa, Israele spirituale, così tu sei nella mano del Signore." Così, come l'argilla. Deformata sulla ruota, poi buttata a terra, poi raccolta - la stessa materia dalla stessa mano, e sulla medesima ruota, per divenire, finalmente, un vasello secondo il cuore del vasellaio.

Come l'argilla inerte che non si ribella, così tu, o cristiano, morto a te stesso, mettendoti sull'altare, devi rimanere nella mano di Dio. LUI CONOSCE IL TUO PASSATO.
Tu, fai la tua parte, confessando e d umiliandoti; per il resto, abbandonati a Lui. Non dire che i giorni di prima erano migliori, perchè lo stesso Signore che ti ha benedetto nel passato, ora ti vuole rinnovare; non vuole rappezzare, ma buttarti a terra; polverizzarti per poi farti nuovo, come a lui piace, come Lui vuole che tu sii formato.

Egli lo ha sempre voluto, ma ha atteso che tu fossi prima buttato giù - per rifarti. "Fammi ti prego, come un tuo servo (disse il prodigo non più orgoglioso, ma umiliato)." Iddio ha creato Giacobbe, ma dopo, storpiandolo e benedicendolo, lo ha formato Israele.

di Giuseppe Petrelli

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Or lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche 1° Timoteo 4/1


E lo Spirito, e la sposa dicono: Vieni. Chi ode dica parimente: Vieni.
E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc.22/17
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