RISTORAMENTO

Camminiamo alzando gli occhi al cielo, perchè l'aiuto ci viene da Colui che ha fatto il cielo e la terra (SALMO 121).

Questo puntinablu nei testi, è un invito a riflettere

Adoratori

Gesù le disse: «Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità». 25 La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annuncerà ogni cosa». 26 Gesù le disse: «Sono io, io che ti parlo!" (Giovanni 4.21-25).

Figli di Abrahamo

divisorio

Dissero: "Noi siamo figli di Abrahamo". Giov. 8/30-59

"Ma io vi dico che, benchè mi abbiate veduto, non però credete."

Si tende spesso a identificare la battaglia contro Cristo, nelle persecuzioni, o in cose simili, perchè forti di quanto scritto nell'evangelo di Matteo, relativamente al sermone sulle beatitudini.
Ma la vera battaglia contro Cristo viene proprio dal suo popolo, dal di dentro della sua gente; in mezzo ai cristiani.

Coloro che hanno ucciso l'Agnello, sono gli stessi che oggi lo uccidono nella vita di quelli che Lo amano. Lo spirito di Caino e Abele sono sempre presenti.
Nell'evangelo di Giov. 8/30 e seg., possiamo assistere all'evoluzione di una battaglia contro Colui nel quale si è creduto; battaglia che prende il via sempre dalle parole di Gesù che vengono messe in discussione da coloro che gli hanno creduto. Proprio quando le Sue parole vengono messe in discussione, nel tentativo di dare una nostra interpretazione che ci metta al riparo da occhi indiscreti, nascono le vere battaglie contro gli Abele di turno.

Per molti dunque, la parola conversione o la parola fede, sono solo un argomento su cui discutere e a cui eventualemente fare le pulci, contestando o discutendo su cosa sia il perseverare nell'udire, perchè già figli di Abrahamo.

Tale battaglia è espressa negli evangeli sotto diverse forme, ma in Giov. 8 assume una dimensione particolare, perchè apertamente vengono contestate le parole di Gesù. Per comprendere fin dal principio qual sia la causa di questa battaglia, occorre ricordare che il Signore ha detto in Isaia : "Riguardate ad Abrahamo vostro padre e a Sara che vi ha partoriti.
Riguardate alla roccia dalla quale siete stati tagliati e alla cava da dove siete stati cavati"
. Quando si perde di vista il padre, i figli fanno tutt'altra cosa. L'invito del Signore è a mai dimenticare le origini, quando per origini come in questo caso, si intende "figli di Abrahamo.....", secondo la promessa. (Molto si potrebbe dire in merito, ma è fuori contesto)

Spesso questa memoria è stata tramandata solo in senso materiale, ma dalle parole di Gesù si evince con chiarezza che l'essere figli non è solo un fattore ereditario, in quanto un figlio è tale se onora suo padre, facendo le opere di suo padre, ma se lo disonora, non comportandosi come suo padre, non può essere considerato figlio, ma bastardo. Avendo perso di vista quella roccia, si sono ambientati nel mondo circostante assorbendone le abitudini.
Avendo perso di vista quella roccia, hanno però ritenuto che nulla fosse cambiato in loro, mentre invece si sono andati degradando sempre più, fino a dimenticare, volutamente dimenticare, che non erano mai stati servi di nessuno; pure sapevano benissimo che la progenie di Abrahamo era stata per quattrocento anni serva in Egitto.

Queste le premesse, e da qui partiamo alla scoperta di questa battaglia che si compie nei cieli (ambito religioso), contro Cristo, l'Unto del Signore, contro al quale i suoi concittadini avevano parlato, dicendo: "Noi non vogliamo che costui regni sopra di noi!!!"

Tutto comincia un giorno

Tutto comincia ufficialmente nel momento in cui si crede, o si comincia a credere, perchè da quel momento comincia una ufficiale accettazione da parte dell'uomo nei confronti di Dio, e Colui che ha chiamato gli uomini a ravvedimento, è intenzionato a portarci alla perfezione, condizione che, anche se relativa, mette l'uomo davanti a Dio e per grazia nella condizione di essere reso perfetto secondo Iddio.

Ai Giudei che gli avevano creduto, Gesù disse: "Se voi perseverate nella mia parola, sarete veramente miei discepoli, conoscerete la verità, e la verità vi francherà."
Non ci stancheremo mai di osservare questo momento di luce che il Signore Gesù ha messo davanti a loro e davanti a noi. In realtà anche se in apparenza può sembrare addirittura ovvia una tale considerazione, pure mettere la via della vita davanti agli uomini è una grazia di inestimabile valore, che non ha pari.

Le fondamenta erano state poste, ora occorreva edificare, ma affinchè l'edificio fosse veritiero, occorreva continuare ad ascoltare la parola di Gesù. Molto viene edificato senza ascoltare la parola, ma solo leggendola o interpretandola, ciascuno a suo modo; da qui quel "SE" che Gesù ha posto davanti ad ogni cosa che verrà costruita, per poter definire nel nome di chi quell'edificio è stato edificato.
Quella che fu definita come "La casa del Signore", Gesù la definì "una spelonca di ladroni", a riprova che se non si continua ad ascoltare si finisce per diventare falsi discepoli, falsi profeti, falsi dottori, falsi credenti, etc.

Ora però, dobbiamo ricordare che Gesù stesso disse: "Nessuno viene a me (crede in me) se il padre non lo sospinge....."
Chiunque abbia intrapreso il cammino verso il cielo, lo ha intrapreso perchè ha mostrato un certo interesse verso il Signore ed ha cominciato a credere. L'edificio, può sussistere solo se perseveriamo nella sua parola, ed acqusitare così lo status di veritiero.
Ricordiamo che nel passaggio in oggetto, Gesù non ha indirizzato nessuno verso un testo sacro, nè ha indirizzato qualcuno verso la Torah, ma ha incentrato tale verità rendendola possibile solo se coloro che ascoltano o ascolteranno, faranno ciò col cuore, perchè essi avevano creduto alle sue parole
. La gente del suo tempo e quella di ogni tempo, quando ascolta una parola che viene da Dio, anche se il messaggero è un uomo, dirà ciò che ha detto di Gesù: "Nessun uomo parlò mai come Costui; egli parla con autorità e non come gli scribi e farisei."

Sebbene riconosciamo che ciò che ci è stato tramandato sia parola del Signore (Testimonianza di fatti accaduti e di profezie avverantisi), pure dobbiamo rilevare che la dove lo stesso spirito che abitava in Israele quando Gesù disse: "Voi investigate le scritture perchè pensate per esse avere vita eterna, la dico, dove abita lo stesso spirito, non troveremo la testimonianza dello Spirito Santo, sebbene le scritture parlino di Gesù, ma troveremo tradizione di uomini.
Come è lecito concludere, ciò che fa la differenza non è ciò che leggiamo, ma ciò a cui poniamo mente, per intendere le cose che sono inerenti alla nostra vita interiore, al nostro diretto rapporto con il Signore.

Fù Gesù stesso a ricordare che "Ogni uomo è ammaestrato da Dio", e che nessun uomo può parlare nel suo Nome se non è mandato da Lui. Così, molti edifici vengono edificati dopo aver creduto, ma non portano l'impronta del cielo. Ricordiamo che dei discepoli, negli Atti degli apostoli viene ricordato che "si vedeva chiaramente che erano stati con Gesù."

Veramente discepoli

"Sarete veramente miei discepoli......"

Falsi discepoli ? Falsi credenti. Essi sono una spina nei fianchi di coloro che vogliono camminare con Gesù e ascoltare la sua parola.
Il monito era chiaro, o almeno lo era nei termini in cui era stato posto, ma su questo non fecero alcun commento. Evidentemente non era questo il loro obiettivo; il loro credere non aveva preso in considerazione la possibilità di diventare discepoli di Cristo.
Quanto poco sappiamo di ciò che sta alla base del credere di ognuno di noi, ma il Signore che conosce ogni cosa, è sempre pronto a farci riflettere con i suoi "SE....."

Attorno a Gesù si muovono tanti interessi, e il principe di questo mondo ne è a capo; l'uomo, anche se spesso non lo da ad intendere, pensa alla sua eternità, e Gesù, a quei giudei sicuramente apparve come il miglior partito, ma......, ma davanti al Signore non ci sono nascondimenti, perchè Lui conosce ogni cosa, e siccome ci ama, corregge gli errori di valutazione, le immaginazioni del nostro cuore.

A molti piace viaggiare in superfice e mai scendere in profondità e quindi mai potranno comprendere il vero unico pensiero di Dio. L'apostolo Paolo scrivendo ai Romani cap. 12, invita ad essere rinnovati nella mente, cioè ad avere una mente purgata dai molti pensieri della carne, al fine di poter (essere resi capaci di)capire, provare qual sia la "buona, perfetta e accettevole volontà di Dio". Se diamo posto al suggeritore di ogni menzogna, come faremo ad intendere le cose inerenti alla nostra salvezza? Ma ritorniamo al soggetto.

Non obiettarono dunque alle parole di Gesù, quando disse "sarete veramente miei discepoli ", ma quando proseguendo disse "conoscerete la verità e la verità vi fancherà", allora si sentirono offesi nella loro dignità, nella loro integrità, nella loro vanità, e riposero: "Noi siamo progenie di Abrahamo, e non siamo mai stati servi di nessuno; come dici tu, voi diverrete franchi?"

Provate a dire ad un cristiano che si deve convertire e vedrete che vi risponderà allo stesso modo, vi dirà "Noi siamo già liberi, perchè abbiamo creduto; il nostro peccato è stato cancellato; sono tanti anni ormai che sono nelle vie dell'evangelo, ho fatto il battesimo nell'acqua, sono stato battezzato di Spirito Santo, etc."
In sintesi vi diranno di essere per la fede figli di Abrahamo, e di non essere servi ma liberi. E' notevole come l'uomo tenda a coprire il proprio male con la religione, pensando che un abito possa fare la differenza.

Siccome la parola di Dio è verità, e l'obiettivo del Signore è far conoscere all'uomo la sua vera condizione, unica via alla penitenza, Gesù prosegue, evidenziando come spesso il nostro intendimento delle cose sia falso, ovvero incoerente.

La sua pietà, voleva aprire loro gli occhi su di una realtà spesso dimenticata, coperta, e che riguarda l'uomo terreno, il quale, sebbene abbia creduto, ha però bisogno di essere liberato dal peccato, dalla tendenza al peccato, dalla debolezza nei confronti del peccato.

Una cosa è il perdono dei peccati, altro è essere resi insensibili alle sue sollecitazioni, ovvero essere resi capaci di resistere, di dire no, come Gesù, il quale sollecitato ad usare l'autorità di figlio di Dio, rispose dicendo che l'uomo non vive di pane solo, ma di ogni parola che procede dal trono di Dio.
Intorno a questo peccato dell'uomo si potrebbe scrivere molto, perchè ognuno di noi ne è coinvolto, ciascuno per la propria parte, nel momento in cui siamo occupati, preoccupati, ansiosi del nostro domani e anzichè aspettare pregando il Signore, diamo di piglio con qualunque mezzo, a volte anche illeggitimo, pur di "sopravvivere.........."

Il Signore li aveva certamente perdonati tante volte; basta leggere le scritture, per vedere quanta misericordia Iddio aveva usata verso di loro, ma non per questo avevano smesso di peccare, anzi.....; questa è la dimostrazione che nonostante il perdono ripetuto nel tempo, e per il quale avevano offerto sacrifici al Signore, l'uomo mai sarà una nuova creatura.

Anche noi siamo stati e siamo trattati con la stessa, immensa pietà, mentre il Signore ha pazienza con noi affinchè comprendiamo, e ci comporta come ha comportato Israele, perchè vuol dare anche a noi le stesse possibilità che ha dato ai nostri padri.

Gesù, risponde alle loro obiezioni, partendo da ciò che era più urgente; di Abrahamo come padre, ne parlerà più tardi, quando il tempo sarà maturo; ora era urgente evidenziare la loro condizione che se non arginata avrebbe certamente prodotto la morte in loro.
E così Gesù disse: "Chi fa il peccato è servo del peccato; or il servo non dimora sempre nella casa, il figliuolo si; se dunque il figliuolo vi franca, voi sarete veramente franchi". Colui che resta servo del peccato e non accetta la propria santificazione, ha un tempo di grazia che prima o poi scadrà, mentre invece colui che avrà perseverato nella parola del Signore e sarà stato affrancato, quello resterà nella casa insieme al figlio per sempre.
La casa è figura di quella protezione in cui si viene a trovare chi ha cominciato a credere, col fine di essere ammaestrato alla vita e perdere le passioni verso il mondo di fuori. Essa è quel luogo dove Iddio tenterà tutto il possibile (come stava facendo Gesù con i giudei che gli avevano creduto), affinchè l'uomo acquisti in Lui, quella fiducia perduta a causa del peccato che lo ha reso servo.

E' la seconda volta che Gesù usa il termine "veramente", come ad evidenziare che molte cose sembrano vere ma non lo sono; prima pose l'accento sull'essere veri discepoli, poi pose l'accento sull'essere veramente liberi. Essi non avevano ancora compreso quanta pietà c'era per loro nelle parole di Gesù, sebbene egli fosse costretto a mettere il dito in una piaga così spesso purulenta. Chi non ama la verità che viene da Dio, resterà servo del peccato e sarà buttato fuori da quella casa.
Chi legge, ricorderà certamente la parabola, dove Gesù parla del grande convito in cui si era introdotto un uomo che non aveva l'abito da nozze.

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