RISTORAMENTO

Camminiamo alzando gli occhi al cielo, perchè l'aiuto ci viene da Colui che ha fatto il cielo e la terra (SALMO 121).

Questo puntinablu nei testi, è un invito a riflettere

Non per opere

1 E HA risuscitato ancora voi, che eravate morti nei falli, e nei peccati. 2 Nei quali già camminaste, seguendo il secolo di questo mondo, secondo il principe della podestà dell'aria, dello spirito che opera al presente nei figliuoli della disubbidienza. 3 Fra i quali ancora noi tutti vivemmo già nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo le voglie della carne, e dei pensieri; ed eravamo di natura figliuoli d'ira, come ancora gli altri. 4 Ma Iddio, che è ricco in misericordia, per la sua molta carità, della quale ci ha amato; 5 mentre ancora eravamo morti nei falli, ci ha vivificati in Cristo (voi siete salvati per grazia); 6 e ci ha risuscitato con lui, e con lui ci ha fatto sedere nei luoghi celesti, in Cristo Gesù. 7 Affinchè mostrasse nei secoli a venire le eccellenti ricchezze della sua grazia, in benignità verso noi, in Cristo Gesù. 8 Perchè voi siete salvati per la grazia, mediante la fede, e ciò non è da voi, è il dono di Dio. 9 Non per opere, affinchè nessuno si glori. 10 Poichè noi siamo la fattura d'esso, essendo creati in Cristo Gesù a buone opere, le quali Iddio ha preparate, affinchè camminiamo in esse. 11 PERCIÒ, ricordatevi che già voi Gentili nella carne, che siete chiamati incirconcisione da quella che è chiamata circoncisione nella carne, fatta con la mano; 12 in quel tempo eravate senza Cristo, alieni dalla repubblica d'Israele, e stranieri dei patti della promessa, non avendo speranza, ed essendo senza Dio nel mondo. 13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi, che già eravate lontani, siete stati approssimati per il sangue di Cristo. 14 Poichè egli è la nostra pace, il quale ha fatto dei due popoli uno; e avendo disfatta la parete di mezzo che faceva la separazione, 15 ha nella sua carne annullata l'inimicizia, la legge dei comandamenti, posta in ordinamenti; onde creasse in sè stesso i due in un uomo nuovo, facendo la pace; 16 e li riconciliasse amendue in un corpo a Dio, per la croce, avendo uccisa l'inimicizia in sè stesso. 17 Ed essendo venuto, ha evangelizzato pace a voi che eravate lontani, e a quelli che erano vicini. 18 Perchè per esso abbiamo gli uni e gli altri introduzione al Padre, in uno Spirito. 19 Voi dunque non siete più forestieri, nè neofiti; ma concittadini dei santi, e membri della famiglia di Dio. 20 Essendo edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra del capo del cantone; 21 in cui tutto l'edificio ben composto cresce in tempio santo nel Signore. 22 Nel quale ancora voi siete insieme edificati, per essere un abitacolo di Dio, in Ispirito.

Non per opere ma per grazia

divisorio

Efesi 2.8-10

Forse qualcuno potrà pensare che Dio non ama le opere giuste; in realtà Lui non disprezza il bene che viene fatto, a condizione che venga fatto nel suo Nome, cioè in obbedienza alla Sua volontà. Lo stesso Gesù ha fatto molte opere buone; non le ha fatte nel Suo nome, ma nel Nome di Suo Padre. Ora dobbiamo ricordare che non c'è alcun bene nell'uomo, semplicemente perchè opera per il proprio vantaggio; se non per quello materiale, lo fa per quello morale; detto in altri termini, per la propria gloria. Solo una creatura redenta sa come operare le opere che Dio ha preparato. Le opere buone dell'uomo non redento portano in grembo la vanità, che come un seme germoglia se trova le condizioni adatte. "Perchè voi siete salvati per la grazia, mediante la fede, e ciò non è da voi, è il dono di Dio. Non per opere, affinchè nessuno si glori."

Quanto detto sopra è riconducibile alla condizone di peccato dell'uomo; condizione nata per effetto della ribellione a Dio. Siccome la salvezza (l'offerta divina) è per grazia mediante la fede, ciò che è necessario, dopo la salvezza, è redimere l'uomo e farne un vero figlio di Dio. Vai alla meditazione

Per comprendere meglio ciò che intendiamo, faremo alcuni esempi che riguardano i credenti, perchè è di loro che ci occupiamo principalmente, ma anche di tutti coloro che lo vogliono divenire.

In Matteo 25.34-36 troviamo scritto: "Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Poiché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste, fui nudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui in prigione e veniste a trovarmi ". Se avessimo solo questo passaggio scritturale non potremmo sostenere quanto detto prima, perchè tutto fa pensare il contrario. In realtà, di fronte a questa affermazione di Gesù, i santi risponderanno dicendo: "Allora i giusti gli risponderanno, dicendo: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? E quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato? O nudo e ti abbiamo rivestito? E quando ti abbiamo visto infermo, o in prigione e siamo venuti a visitarti?"(v. 37-39). La meraviglia dei santi nel sentirsi così lodati, lascia pensare che non l'hanno mai fatto per la propria gloria. Quale essere umano avrebbe dimenticato il bene fatto per amore di se stesso? Se poi aggiungiamo che Gesù dice di essere Lui stesso beneficato dal loro operare, allora chiunque avrebbe certamente ricordato. Non sarà così per i santi, ma la chiave di lettura si trova nei versi che seguono: "E il Re, rispondendo, dirà loro: In verità vi dico: tutte le volte che l'avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me" (v.40). E' dunque solo quando si opera per amore di Cristo che ognuno riceverà il suo premio, cioè sedere alla destra di Gesù. Ci sono di sicuro grandi opere, ma nello specifico viene ricordato che Gesù è stato servito fra coloro che erano stimati minimi fratelli, cioè poco interessanti. Minimi perchè considerati tali da coloro che credono di essere migliori o superiori. Quando siamo animati da pregiudizi o parzialità non possiamo servire il Signore. Il Signore solo sa quanto tutto ciò sia ben presente in mezzo al suo popolo.

Il proseguo di Matteo 25, mostra l'altra faccia della medaglia, presentando il destino di un'altra grande famiglia, quella dei religiosi tutti presi dalle loro opere (cfr.Luca 10.30-35), che di fronte al bisogno individuale passano oltre. Leggiamo Matteo 25: "Allora egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Poiché ebbi fame e non mi deste da mangiare, ebbi sete e non mi deste da bere, fui forestiero e non mi accoglieste, nudo e non mi rivestiste, infermo e in prigione e non mi visitaste. Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato, o assetato, o forestiero, o ignudo, o infermo, o in prigione e non ti abbiamo soccorso?". Allora egli risponderà loro dicendo: "In verità vi dico: tutte le volte che non l'avete fatto a uno di questi minimi, non l'avete fatto neppure a me". E questi andranno nelle pene eterne, e i giusti nella vita eterna".

L'accusa che sarà loro rivolta, non riguarda ciò che hanno fatto ma ciò che non hanno fatto, il che è come dire:"Gradisce forse l'Eterno gli olocausti e i sacrifici piuttosto che l'ubbidire alla voce dell'Eterno? Ecco, l'ubbidienza è migliore del sacrificio, e ascoltare attentamente è meglio del grasso dei montoni" (1 Samuele 15.22).

Nella parabola del buon samaritano (Luca 10.30-35), Gesù pone l'accento su quelle opere che vengono fatte e anche su quelle che non vengono fatte, perchè l'amore per il prossimo non consiste nel predicare l'evangelo o spendere la propria vita per gli altri,ma consiste nel provare la pietà di Dio verso coloro che il Signore ci mette nel cammino. In quell'occasione, c'era un samaritano ferito dai ladroni, un sacerdote e un levita. Entrambi passarono a finaco al samaritano, e siccome nei suoi confronti nutrivano disprezzo, passarono oltre senza prendersi cura di lui. Perchè? Le ragioni possono essere diverse, ma una cosa è certa, essi rappresentavano Dio sulla terra, perchè erano entrambi della famiglia dei Leviti ordinati sacerdoti per comandamento.
Anche oggi molti sono sacerdoti ordinati in base ad un comandamento di uomini, ma mancano della pietà, della carità che viene da Dio. Credo sia chiaro che hanno fatto delle scelte, perchè essendo ordinati avevano delle incombenze precise da portare avanti, e quindi scelsero di essere irreprensibli secondo la loro legge. Così,Paolo, scrivendo ai Corinti, ricorda che: "Quand'anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo. E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla. E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova" (1 Corinti 13.1-3).

Nessuno dunque potrà essere salvato per opere ma per grazia non senza la fede, perchè la grazia opera la dove abita la fiducia nell'opera redentrice del Signore. Non sto parlando della fiducia generale ma di quella che riguarda le cose che si debbono fare in quanto nuova creatura. Ogni altro tentativo fatto ignorando ciò che è scritto, non trvoa nel Signore alcuna attenzione.

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