RISTORAMENTO

Camminiamo alzando gli occhi al cielo, perchè l'aiuto ci viene da Colui che ha fatto il cielo e la terra (SALMO 121).

Questo puntinablu nei testi, è un invito a riflettere

Tu mi hai dato un corpo

divisorio

Ognuno ha un obiettivo, Dio ha un obiettivo per chiunque crede nel suo Figliuolo, tutto il rimanente sarà annullato.

Parlando di Gesù, lo scrittore della lettera gli Ebrei 10/5, riporta la seguente frase: "Tu non hai voluto né sacrificio né offerta; ma tu mi hai preparato un corpo". Nel Salmo 40/7, nel testo ebraico sta scritto letteralmente: "Tu mi hai forate le orecchie". Siccome la parola che traduce "forare le orecchie", traduce anche "preparare una vivanda", lo scrittore della lettera agli Ebrei, forte dell'autorità apostolica conferitagli dal Signore, traduce "Mi hai apparecchiato un corpo". Il senso che se ne trae è: "Tu mi hai dato un corpo, attraverso il quale io possa manifestare l'obbedienza alla tua legge, attraverso il quale io possa esprimere la mia consacrazione" puntinabluSalmo 45.1. Vai alla meditazione. Il significato di forare l'orecchio è dato dalla legge che Dio diede al suo popolo circa i fratelli e le sorelle schiave, che dopo sei anni di servitù, avrebbero potuto scegliere se restare in casa del loro padrone per sempre, oppure ricuperare la libertà (Esodo 21.5-6 Deuteronomio 15.12).

A tutti è stato dato un corpo, attraverso il quale poter manifestare l'Iddio vivente, l'ubbidienza e l'amore per il Creatore; dobbiamo però distinguere fra corpo animale e corpo spirituale, corpo corruttibile e corpo incorruttibile. Iddio non aveva dato all'uomo un corpo corruttibile, ma esso è divenuto tale a causa del peccato. Paolo scrivendo in 1° Cor. 15/49 e 52 dice: "Come noi abbiamo portato l'immagine del terreno, porteremo ancora l'immagine del celeste. Perciò conviene che questo corruttibile, rivesta l'incorruttibilità, e che questo mortale rivesta l'immortalità". Ogni corpo dunque si corrompe verso la morte, e di ciascuno resterà solamente quello che è eterno, sia a vita eterna che a condannazione eterna..

Alla fine dell'opera creatrice di Dio, leggiamo che: "Iddio vide tutto quello che aveva fatto; ed ecco, era molto buono" (Genesi 1/31). Segue al capitolo 2.3 una informazione che ci fa riflettere, perché dice che : "Iddio benedisse il settimo giorno, perché in esso egli si era risposato da ogni opera sua, che Egli aveva creata per farla". Ci sono sicuramente due modi di intendere, che non si contraddicono ma presentano certamente due verità; la prima verità è che Iddio dopo che ebbe creato ogni cosa, non smise di operare, anzi vigila sopra l'opera delle sue mani, affinché ogni cosa sia conforme al suo pensiero; la seconda è che il tempo del riposo nel senso finale del suo significato deve ancora venire, e verrà quando il figliuolo avrà consegnato ogni cosa nelle mani del Padre suo. Pur non di meno resta fermo il fatto che Iddio si riposò del riposo di Colui che non ha alcun timore, di Colui che è sicuro della sua opera e sa che nessuno mai potrà cambiare nulla. Così, con queste certezze nel cuore leggiamo che: " Iddio dunque creò l'uomo a sua immagine; Egli lo creò all'immagine di Dio; Egli li creò maschio e femmina", diede loro un corpo.

In vero, la frase:"Tu mi hai dato un corpo" è riferita a Gesù, in quanto riprende la parola profetica del Salmo 40.5-8: "Tu non prendi piacere in sacrificio, nè in offerta; Tu mi hai forate le orecchie; Tu non hai chiesto, olocausto, nè sacrificio per il peccato. Allora io ho detto: Eccomi venuto; è scritto di me nel volume del Libro. Dio mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà; e la tua Legge è nel mezzo delle mie interiora" .

Le ragioni per cui gli è stato preparato un corpo del tutto simile a noi, sono legate al fatto che gli animali non sono della stessa natura dell'uomo e dunque non rispondono alla giustizia divina, che esige la morte del peccatore, anche in virtù della promessa: "In giorno in cui ne mangerai, morirai". Lo stesso Iddio che ha emanato il verdetto, ha anche provveduto al primo sacrificio per mettere sui loro corpi un vestito e così coprire le loro vergogne. Sapeva benissimo che nessun uomo mai avrebbe potuto soddisfare la giustizia divina, perchè, anche se fosse morto, mai avrebbe potuto essere risuscitato, perchè la morte lo avrebbe trattenuto, non essendo stata ancora vinta e avrebbe fatto la fine di Lucifero.

"Voi non avete alcun conoscimento; e non considerate ch'egli ci giova che un uomo muoia per lo popolo, e che tutta la nazione non perisca" (Giovanni 11.49-52), disse il sommo sacerdote Caiafa,il giorno in cui si decideva della sorte di Gesù. La scrittura ci ricorda al verso 51 " Or egli non disse questo da sè stesso; ma, essendo sommo sacerdote di quell'anno, profetizzò che Gesù morirebbe per la nazione; e non solo per quella nazione, ma ancora per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi" .

Mentre aspettava il compimento del tempo in cui sarebbe venuto l'Uomo Gesù, ha accettato dalla mano degli uomini sacrifici di animali. Da quel giorno in poi, nessun sacrificio potrà mai essere accettato, tranne che il sacrificio della propria vita nel Nome di Gesù. Il sacrificio che viene richiesto all'uomo "rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi seguiti" (Luca 9.23). Non esisteva ancora l'esempio da seguire, ma il giorno venne in cui Gesù disse: " Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre " (Matteo 11.29). In quel giorno sono state poste le condizioni (imparate da me) a cui il corpo avrebbe dovuto essere sottoposto.

L'apostolo Paolo bene descrive ciò che significa prendere la propria croce in 1 Corinti 9.26-27, dicendo: "Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l'aria; anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato" .

Così, l'Agnello di Dio ha accettato un corpo in ogni cosa simile al nostro, affinchè attraverso il SUo sacrificio, tutti i figli di Dio potessero essere raccolti all'ombra di Suo Padre.

In Adamo tutti muoiono (1 Corinti 15.22)perchè il peccato ha corrotto il primo lavoro di Dio (Geremia 18.4), in Cristo tutti possono tornare a vivere, perchè attraverso la Sua morte siamo stati vivificati a Dio (Giovanni 14.6), per rendergli l'onore e la gloria che gli spetta.

Non ci resta dunque che " riguardare a Gesù, capo, e compitore della fede; il quale, per la letizia che gli era posta innanzi, sofferse la croce, avendo sprezzato il vituperio; e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio" . Nel cielo, sul monte santo di Dio vi è un Uomo, Gesù, che aspetta a braccia tese chiunque accetterà che Egli sia morto al suo posto, riconoscendogli la gratitudine per averlo scampato dalla morte eterna.

Abbiamo provato a socchiudere delle finestre; spetta ora a coloro che cercano la faccia del Signore chiedere ciò che è stato da Dio promesso al suo popolo in Zaccaria 12.10: "Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito".

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