RISTORAMENTO

Camminiamo alzando gli occhi al cielo, perchè l'aiuto ci viene da Colui che ha fatto il cielo e la terra (SALMO 121).


La natura umana

divisorio

"Or l'Iddio della pace vi santifichi egli stesso tutti intieri; e sia conservato intiero il vostro spirito, e l'anima, e il corpo, senza biasimo, all'avvenimento del Signor nostro Gesù Cristo". 1 Tess.5.23

L'uomo carnale

In generale, il cristiano vive su uno di questi tre piani; quello della carne, quello dell'anima, quello dello spirito.
Ogni piano è più elevato rispetto al precedente

Il cristiano che vive sul piano della carne è uomo carnale; quello che vive sul piano dell'anima (dominato dall'anima), è chiamato dalla scrittura uomo naturale (non spirituale); quello che vive sul piano dello spirito è spirituale. Ogni cristiano, qualunque siano le benedizioni ricevute e le esperienze fatte, vive su uno di questi tre piani.

In Questo primo capitolo ci soffermeremo sul primo di essi, cioè sul piano della carne.
S. Paolo così parla di coloro che vivono a questo livello: "Coloro che sono secondo la carne, pensano ed hanno l'animo alle cose della carne.....ciò a cui la carne pensa ed ha l'animo è morte....poichè il pensiero e l'affezione della carne sia inimicizia contro a Dio, poichè essa, la carne, non si sottomette alla legge di Dio, e nemmeno lo può. E coloro che sono nella carne non possono piacere a Dio." (Romani 8/5-8).

La persona così descritta non è quella che è priva della conoscenza della grazia di Dio, ma bensì quella che vive nella carne. E' il cristiano carnale. Con le parole carnale o carne l'apostolo Paolo si riferisce a colui che pur essendo stato perdonato, è ancora sotto il giogo di imperiosi moventi fisici; passioni, impulsi, desideri.
Mente e pensieri sono basati su ciò che è puramente terreno. Persistendo in questo stato, influenzato e controllato dalla mente carnale, quel tale finirà col morire definitivamente alla vita dello spirito.

Come si conosce l'albero dai suoi frutti, così la carnalità dell'uomo è rivelata dalla sua condotta. Le opere dell'uomo carnale sono chiaramente palesate in Galati 5/19-21, dove leggiamo: "Ora, manifeste sono le opere della carne, che sono: adulterio, fornicazione, dissoluzione, idolatria, avvelenamento, inimicizia, contese, gelosie, risse, dissensioni, sette, invidie, omicidi, ebberezze, ghiottonerie e cose a queste simili....coloro che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio.

Scrivendo ai Corinti, che si vantavano del grado spirituale raggiunto, s. Paolo dice che non poteva parlare loro come a spirituali, anzi come a carnali. Esaminiamo attentamente le parole dell'apostolo: "Or io, fratelli, non ho potuto parlare a voi come a spirituali, anzi come a carnali, come fanciulli in Cristo. Io vi ho dato da bere del latte, e non del cibo, perchè voi non potevate ancora portarlo; anzi non pur ora potete, perchè siete carnali.
Poichè fra voi vi è invidia, e contenzione, e divisioni, non siete voi carnali, e non camminate voi secondo l'uomo?
(1 Corinti 3/1-3).

I Corinti erano cristiani, ma vivevano sul piano della carne, mossi dallo spirito di invidia, gelosia e persino dissensione. Lo stesso può dirsi di tutti coloro che sono influenzati e controllati da questi mali.
L'apostolo paragona i Corinti, che si reputavano spiritualmente savi e maturi, a bambini in Cristo. Il fanciullo ha la sua volontà propria. Se non ha via libera, diventa gretto, pieno di rancore, vendicativo. Così sono i cristiani carnali.

Un altro aspetto della persona carnale è descritto in (Ebrei 5/11-14). Perchè è possibile essere tale pur non essendo mosso da invidia e gelosia. Leggiamo: "...voi siete divenuti tardi di orecchi. Poichè la dove voi dovreste essere maestri....abbiate di nuovo bisogno che vi si insegnino quali siano gli elementi del principio degli oracoli di Dio;.....talchè avete bisogno di latte, e non di cibo sodo; perchè chiunque usa il latte, non ha ancora l'uso della parola della giustizia, perchè egli è ancora piccolo fanciullo. Ma il cibo sodo è per i compiuti, i quali, per l'abitudine, hanno i sensi esercitati a discernere il bene e il male".

Lo scrittore della lettera agli Ebrei si lamenta che quei cristiani rifiutavano di crescere spiritualmente; erano divenuti duri di orecchi e incapaci di ricevere cibo sodo. Mentre avrebbero dovuto essere maestri nelle cose spirituali, essi erano ancora allo stadio spirituale elementare, incapaci di distinguere il bene dal male.
Rifiutando di crescere, il loro sviluppo spirituale si era fermato.

Molti cristiani si trovano oggi nelle stesse condizioni. Le chiese sono piene di persone che si compiacciono e sono soddisfatte nell'intimo di quanto hanno già ricevuto. Esse, sono se così si può dire, degli induriti dell'evangelo. Rifiutando di crescere in Cristo, sono incapaci di discernere ciò che è da Dio e ciò che non lo è.

Tale il ritratto del cristiano che vive sul piano della carne. E' spiritualmente immaturo, dominato dallo spirito di gelosia, invidia, contesa, e peggio. Anche se non influenzato da questi mali, egli è carnale se rifiuta di crescere restando sempre allo stesso livello spirituale, e accontentandosi di benedizioni ed esperienze elementari.
Se pure frequenta fedelmente la chiesa, non potrà mai piacere a Dio. Difatti, governato com'è dalla mente carnale, egli è in aperto antagonismo col Signore.

Venire liberati da questa incresciosa condizione non è cosa facile, nè può prodursi di botto. Chi si trova a questo livello, deve non solo rinunziare alla mente carnale, ma sottomettersi alla Legge di Dio, cioè a Gesù Cristo, ed essere governato dal Suo Spirito.

Come si può discernere che una persona non vive più sul piano della carne? Lo stesso apostolo (Romani 8/9-11) ci da la pietra di paragone: " Or voi non siete nella carne, anzi nello spirito, se pur lo spirito di Dio abita in voi; ma se alcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di Lui. E se Cristo è in voi, ben è il corpo morto per il peccato; ma lo Spirito è vita per la giustizia.
E se lo Spirito di Colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo dai morti, vivificherà ancora i vostri corpi mortali, per il suo Spirito che abita in voi."

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Autore de il "RISTORAMENTO"
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